Gli ultimi due giorni di Giorgian De Arrascaeta sono stati parecchio movimentati Gli ultimi due giorni di Giorgian De Arrascaeta sono stati parecchio movimentati
Per gli appassionati di calcio, in particolare di quello Sudamericano, il nome di Giorgian De Arrascaeta non è certo nuovo. Il centrocampista che milita... Gli ultimi due giorni di Giorgian De Arrascaeta sono stati parecchio movimentati

Per gli appassionati di calcio, in particolare di quello Sudamericano, il nome di Giorgian De Arrascaeta non è certo nuovo.

Il centrocampista che milita nel Cruzeiro dal 2015, di nazionalità uruguaiana, è già nel giro della Nazionale da diverso tempo e sta acquisendo sempre più spazio nelle gerarchie di Tabarez, con il cambio generazionale in corso nel centrocampo della Celeste.

Non è quindi una sorpresa il fatto che sia stato convocato in Nazionale per le amichevoli contro Corea e Giappone dei giorni scorsi, o almeno non avrebbe dovuto esserlo se non fosse che la società di appartenenza del calciatore, il Cruzeiro, aveva espressamente chiesto alla Federazione uruguaiana di risparmiargli l’impegno col Giappone in quanto dopo 24 ore si sarebbe disputata la partita di ritorno di Coppa del Brasile tra Corinthians e appunto il Cruzeiro.

La Federazione ha fatto orecchie da mercante e De Arrascaeta ha preso parte al ritiro della Celeste e ha addirittura giocato il primo tempo della sfida contro il Giappone, partita terminata con la vittoria degli asiatici per 4-3.

A questo punto, considerando il dispendio di energie, le partite ravvicinate e la distanza proibitiva tra il Giappone ed il Brasile, tutti penserete che De Arrascaeta abbia rinunciato a disputare la finale di Coppa.

Aggiungiamo il fatto che un trasferimento lampo, se così si può definire, dal momento che si tratta comunque di un volo di circa 20 ore con diversi fusi orari, sarebbe venuto a costare una cifra piuttosto importante, ovvero circa 16.000 dollari.

Ebbene nonostante ciò De Arrascaeta decide di farsi mettere sul primo volo disponibile perchè alla finale contro il Corinthians non vuole assolutamente rinunciare.

Si imbarca, arriva a poche ore dall’inizio del match in uno stato fisico e mentale che facciamo fatica ad immaginare e per il calcio di inizio va in panchina. Partire da titolare sarebbe stato francamente impensabile, troppo anche per uno come lui, con questo attaccamento viscerale alla squadra.

Il Cruzeiro passa in vantaggio con Robinho ma al 55′ il Corinthians perviene al pareggio, su rigore, con Jadson. Mancano poco più di 20 minuti alla fine quando l’allenatore decide di buttare nella mischia De Arrascaeta, che non se lo fa dire due volte ed entra. Nonostante 24 ore prima fosse a disputare un’altra partita, in un altro continente, con un volo intercontinentale sulle spalle appena affrontato.

Non solo entra ma gli bastano 15 minuti per trovare anche la rete, il giusto coronamento per un’impresa quasi leggendaria.

Inutile dirvi che dopo questo fatto Giorgian De Arrascaeta è immediatamente diventato l’idolo di tutti i tifosi del Cruzeiro e non solo, perchè la storia sta iniziando a fare il giro del mondo per la sua unicità e per il finale quasi epico.

In tempi in cui molti calciatori fingono o esagerano infortuni pur di avere un minuto in più di riposo, utile per stagioni sempre più logoranti, un caso come quello di De Arrascaeta merita sicuramente la ribalta in termini di visibilità e notorietà. Per attaccamento, valori e spirito di sacrificio. Perchè giocare a calcio ad alto livelli, per molti versi, è un privilegio e De Arrascaeta non lo dimentica mai, nemmeno per un istante.