Gli incroci dell’anima: Boca-River, la partita del secolo Gli incroci dell’anima: Boca-River, la partita del secolo
A Buenos Aires, in Argentina, l’aria è calma come certi pomeriggi d’estate, prima di un temporale improvviso, che finirà in una maniera o nell’altra... Gli incroci dell’anima: Boca-River, la partita del secolo

A Buenos Aires, in Argentina, l’aria è calma come certi pomeriggi d’estate, prima di un temporale improvviso, che finirà in una maniera o nell’altra per scombinarti i piani.

Mancano pochi giorni ormai alla partita più importante della storia del calcio sudamericano ed anche una delle più importanti di sempre della storia del calcio mondiale. Si sta per giocare la Finale di Copa Libertadores tra due delle squadre la cui rivalità è tra le più accese dell’intero Pianeta, Boca Juniors e River Plate, sono ormai pronte ad una battaglia epica.

Nulla sarà mai più come prima, non potrà esserlo. Finora non è mai esistita e non esisterà mai più una partita così tanto importante nella storia di questo sport. Il Superclasico in Finale (l’ultima di andata e ritorno nella competizione), è qualcosa che trascende dall’evento sportivo in sé, è troppo grande per riuscire a spiegarlo a parole.

Sono i sentimenti, la passione, un modo di differente di stare al mondo che urlano, gridano vendetta contro un calcio fatto di business ed ingaggi milionari. E’ la rappresentazione di due popoli, quelli del “barrio” de La Boca e quelli del mondo del River Plate ad indicarci la strada maestra. E’ il calcio che ritorna alla sue essenza naturale, la maglia e lo stemma apposto sul petto da difendere fino all’ultima goccia di sudore, fino all’ultimo briciolo di energia rimasto nel corpo dei giocatori che scenderanno in campo a la Bombonera e al Monumental.

Già, la Bombonera e il Monumental, due tra i cinque stadi più epici ed importanti al mondo. Insieme al Santiago Bernabeu, il Camp Nou e il Giuseppe Meazza, rappresentano i luoghi di passione e venerazione per tutti gli appassionati di questo fantastico gioco.

Boca Juniors e River Plate non sono due squadre qualsiasi e non vanno banalizzate come un eterna sfida in campo piena di “garra”. No, Boca Juniors e River Plate sono molto, ma molto di più. Tra le loro fila sono passati tanti giocatori che poi hanno scritto la storia di questo sport. Basti pensare a Diego Armando Maradona, a Juan Roman Riquelme, a Martin Palermo per gli “Xeneizes”. Non da meno i “Millonarios” che hanno visto tra le loro fila gente del calibro di Gonzalo Higuain, Hernan Crespo e Matias Almeyda solo per citarne alcuni. Meriterebbero di giocarla un po’ tutti questa partita, da Hugo Gatti a Fernando Cavenaghi, passando per Nicolas Burdisso fino ad arrivare a Pablo Aimar e Ariel Ortega.

L’Argentina è quel luogo indicato come l’El Dorado, la terra promessa del gioco del calcio. Questo sport a quelle latitudini non è per l’appunto un gioco. E’ un fatto sociale, la rappresentazione viva e vivida di un quartiere o di una città trasferita in un campo di calcio. I tifosi sono rappresentati in tutto e per tutto dalla loro squadra, è un tutt’uno, sono due mondi che si mischiano fino ad arrivare alla magia che questa mescolanza di idee, valori ed ideali crea.

L’evento che andremo a vivere è più importante di tutto. Ormai non interessa più a nessuno in che stato di forma o che cammino hanno avuto le due squadre per arrivare sino a questo punto. Il Boca Juniors in Semifinale ha eliminato i brasiliani del Palmeiras. Il River Plate ha avuto la meglio, in un’altra doppia sfida dai contorni epici, sugli altri brasiliani del Gremio.

Quello che conta adesso sono le date del 10 Novembre – quando si giocherà la partita d’andata a La Bombonera –  e del 24 Novembre quando al Monumental si disputerà quella di ritorno. La Copa Libertadores è una coppa semplicemente fantastica. Dall’anno prossimo la finale si giocherà in gara unica come avviene in Europa, ma quest’anno ha deciso di congedarsi con il meglio che potesse offrire.

Da appassionati di calcio abbiamo l’obbligo di rispettare un evento così grande, quasi di prostrarci davanti a così tanta bellezza. Non è un caso che uno dei più grandi intenditori di calcio argentino e sudamericano in generale come Lele Adani, interpellato in merito abbia risposto testualmente: “E’ troppo. Sono completamente sottomesso dalla grandezza dell’evento, spero solo che passi in fretta.”

La Bombonera è pronta a battere a pulsare all’unisono con il ritmo del cuore a mille dei giocatori in campo. Il Monumental risponderà con la bellezza e l’orgoglio di quelle anime che popolano da sempre i suoi immensi spalti.

Boca Juniors contro River Plate sarà forse l’ultimo atto di amore così tanto stordente di un calcio che forse non c’è più e che mai più sarà così tanto intenso. E’ il saluto che ci meritiamo, è il modo che il calcio ha di dirci “grazie” per tutta la passione che ci mettiamo nel raccontarlo o semplicemente nel seguirlo.

Boca Juniors-River Plate sarà la partita di tutti. Dimenticatevi ciò che vedete in Europa, dimenticatevi i sorrisi patinati, le copertine, le foto su Instagram, i soldi. Dimenticatevi tutto. E’ solo passione, per la maglia, per la gente, per il proprio popolo.

…A Buenos Aires l’aria è elettrica come certi pomeriggi d’estate, prima di un temporale improvviso, che questa volta cambierà per sempre le sorti di una parte o di un’altra della città.

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo