Gli arbitri, da che mondo è mondo, sono sempre stati nell’occhio del ciclone soprattutto da parte dei tifosi che faticano, molte volte, ad accettare...

Gli arbitri, da che mondo è mondo, sono sempre stati nell’occhio del ciclone soprattutto da parte dei tifosi che faticano, molte volte, ad accettare il verdetto del campo, soprattutto se ritengono di essere stati vittima di errori grossolani.

Lo scontento, intendiamoci, è ampiamente legittimo così come ci arrabbia con un giocatore della propria squadra che sbaglia un gol clamoroso; ciò che ovviamente non può essere accettata è la violenza o le minacce, cosa che negli ultimi tempi pare essere in aumento esponenziale.

Almeno stando alle parole di Marcello Nicchi, presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, che oggi in una conferenza stampa ha denunciato la gravità della situazione arbitrale in Italia, lamentando una escalation di episodi di violenza di vario grado.

Plichi con pallottole sono stati spediti al presidente dell’Aia, al vicepresidente e al designatore Rizzoli. E’ un fatto nel dominio della Digos e all’attenzione del Viminale e del ministro degli Interni“, questo l’esordio della conferenza che fa riferimento ad alcune buste recapitate una decina di giorni fa nella sede dell’Aia.

Ha poi proseguito rimarcando il clima d’odio nei confronti della classe arbitrale, fomentata a suo dire anche da alcuni giornalisti:  “C’è un giornalista professionista che in una trasmissione ha affermato: ‘Hanno dichiarato guerra a un popolo e in guerra non si va suonando lo zufolo, si va sparando“.

Si va dalle minacce verbali a quelle fisiche ed in molti casi alla violenza vera e propria: “Ci sono 100 arbitri costretti a ricorrere al pronto soccorso, ragazzi di 16, 17 anni. Si continua a picchiare, non lo possiamo accettare. Con i genitori che costringono i loro figli a smettere, e mettetevi nei loro panni. Tutto questo produce un calo di vocazioni. Mentre noi facciamo fronte a un taglio consistente del budget, 100mila euro per i raduni tecnici, fondamentali per la formazione degli arbitri. E così oggi in tutte le 209 sezioni arbitrali, sono gli associati a pagarsi tutte le spese“.

C’è poi la questione legata ai ritardi dei rimborsi, che riguarda principalmente gli arbitri delle categorie inferiori, direttori di gare che “per piccolissime somme vanno sui campi di tutto il Paese“, citando testualmente le parole di Nicchi.

A tutto ciò si aggiunge il malcontento per alcuni eventi recenti come la “class action” perpetrata da alcuni tifosi ai danni di arbitri (leggasi Di Bello) che hanno costretto i direttori di gara a comparire davanti al giudice di pace.

Mentre succede tutto questo, ecco che l’arbitro Di Bello, che ha diretto bene Inter-Milan, deve comparire in tribunale da un giudice di pace per presunti errori arbitrali dopo le denunce arbitrali dell’associazione consumatori. Ve li immaginate Ronaldo o Messi, o qualsiasi altro calciatore, che finiscono in Tribunale per aver fatto un errore o presunto tale?

Questi i punti salienti messi in evidenza da Nicchi e che potrebbero portare gli arbitri a prendere una decisione clamorosa di scioperare (non si parla di questo turno ma, eventualmente, della prossima giornata) rendendo così impossibile lo svolgimento delle partite.

Voi cosa ne pensate? Fateci sapere il vostro parere nei commenti.