I gironi di Champions League sono arrivati alla metà del loro percorso, e abbiamo già le idee più o meno chiare su cosa succederà...

I gironi di Champions League sono arrivati alla metà del loro percorso, e abbiamo già le idee più o meno chiare su cosa succederà nei prossimi mesi, su chi andrà avanti e chi dovrà accantonare i suoi sogni.

Abbiamo anche già visto all’opera tanti campioni, e riconosciuto il valore di quelli più forti: ma siamo sicuri di aver dato tutti i meriti ai calciatori migliori di questa Champions?

Sono tanti, infatti, i calciatori che spesso non vengono considerati all’unanimità dei pezzi pregiati, e che spesso finiscono per essere sottovalutati da tutti.

Il portale calcistico Squawka, in questi giorni, ha stilato la top 11 dei calciatori più sottovalutati della Champions League, quelli che, nonostante le loro prestazioni, non vengono celebrati a dovere.




Ecco allora le scelte di Squawka.

In porta, l’estremo difensore dei Colchoneros Jan Oblak, che, quando si parla dei migliori portieri al mondo, raramente finisce nella discussione, ma che in questi anni ha dimostrato di poter essere decisivo almeno quanto altri suoi colleghi.

I centrali di difesa sono il gigante del Barcellona Umtiti e John Stones del Manchester City: soprattutto l’inglese, in passato, è spesso stato criticato più per il prezzo del suo cartellino che per le effettive prestazioni in campo. E, in questa Champions, sta facendo piuttosto bene, anche se non si parla molto di lui.

I due terzini di questa formazione di sottovalutati sono Kimmich del Bayern, giocatore duttile e intelligente, e un altro dell’Atletico di Simeone, il faticatore brasiliano (atipico) Filipe Luis.

A centrocampo, Busquets, che ormai ha imparato a convivere con questa etichetta, e il napoletano Jorginho, che, a quanto pare, viene sottovalutato anche dal CT azzurro Ventura, che non si decide a volerlo convocare.

Dietro le punte, troviamo tre trequartisti: Joaquin Correa del Siviglia, Christian Eriksen del Tottenham (anche se, in effetti, a noi il maghetto danese pare degnamente celebrato da tutti) e un altro “italiano”, José Callejon.

La punta? Uno che, in effetti, viene dimenticato troppo spesso, e lo dimostra anche la sua storia personale: Wissam Ben Yedder del Siviglia.

Che dite? Siete d’accordo con le scelte fatte da Squawka?