La serie B, oltre ad essere uno dei nostri campionati preferiti per le tante e inspiegabili emozioni che è in grado di regalarci ogni...

La serie B, oltre ad essere uno dei nostri campionati preferiti per le tante e inspiegabili emozioni che è in grado di regalarci ogni fine settimana, è anche un’interessantissima vetrina di giovani talenti. Sono in tanti quelli lanciati dal campionato cadetto negli ultimi anni, e anche in questa stagione non stanno mancando sorprese e rivelazioni.

Per aiutarvi a orientarvi nel magico mondo della cadetteria, e per farvi conoscere quelli che secondo noi a breve vedrete su palcoscenici più prestigiosi, oggi abbiamo raccolto per voi, in queste schede, gli 11 giovani più talentuosi della Serie B 2016/17.

L’unico criterio è stato appunto quello anagrafico: abbiamo inserito nella nostra lista gli 11 under 25 a nostro parere più meritevoli.

(A cura di Paolo Vigo – twitter: @Pagolo)

1. AMATO CICIRETTI

Se il Benevento, da neo promosso, si ritrova sorprendentemente secondo in classifica buona parte del merito è sicuramente da ascrivere al suo giocatore più talentuoso, il folletto romano con la 10 sulle spalle, Amato Ciciretti.

Nato il 31 dicembre 1993 , alla sua prima esperienza in B, Amato ha già messo a segno 4 gol e 6 assist per i propri compagni ma ad impressionare ancor di più è la continuità di rendimento e la personalità per un giocatore così giovane.

Altro fattore da non trascurare è la sua estrema duttilità: se è vero che da il meglio di sé partendo largo a destra per poi accentrarsi, e far partire il suo chirurgico sinistro a giro, può disimpegnarsi tranquillamente anche da trequartista puro così come da ala sinistra.

Nello Di Costanzo, uno dei primi ad allenarlo, lo descrive in questi termini: “ Giocatore intraprendente, imprevedibile, capace di creare superiorità numerica e dotato di un gran dribbling, oltre che di un grande sinistro”. All’epoca gli si imputava una scarsa propensione alla fase di non possesso, oggi sta migliorando anche in quel settore. Talento puro.

2. FELIPE AVENATTI

Felipe Nicolás Avenatti Dovillabichus, questo il nome completo del ventitreenne di Montevideo che sta facendo faville in quel di Terni. Fisico alto e longilineo, 193 cm per 86 kg, ottima tecnica di base e grande spirito di sacrificio fanno dell’attaccante Uruguagio, in patria soprannominato El Flaco, uno dei prospetti indubbiamente più interessanti di tutta la serie cadetta.

E’ arrivato in Italia già da 3 anni ma, nelle passate stagioni, aveva sempre faticato a trovare la via del gol con continuità, pur venendo impiegato quasi sempre soprattutto per il suo lavoro di ripiegamento molto utile alla squadra.

Quest’anno sembra avere aggiunto quella dimensione che tutti si aspettavano, ovvero la maggior concretezza in fase realizzativa, il che potrebbe fare di Aventatti un giocatore molto ambito anche al piano superiore.

Prima punta naturale, insieme all’altro talentino ugruguagio dei rossoverdi, il trequartista Cesar Falletti, è indubbiamente un giocatore da tenere d’occhio con particolare attenzione.

3. RAMAN CHIBSAH

Se il talento offensivo nella città delle streghe ha un nome, Amato, ed un cognome, Ciciretti per la concretezza e la fisicità bisogna rivolgersi al lontano Ghana, paese di provenienza di Raman Chibsah.

Nato il 10 Marzo 1993 ad Accra, Raman è arrivato al Benevento via Frosinone, anche se il suo cartellino appartiene al Sassuolo. Giocatore esplosivo e potente, assolutamente non disprezzabile in fase di regia e costruzione del gioco, Chibsah è dotato anche di una discreta propensione al gol come dimostrano le 4 reti già messe a segno quest’anno.

Già da qualche anno nel giro della Nazionale maggiore, il suo esordio risale al 2013 in amichevole con la Turchia, Chibsah può giocare in quasi tutti i ruoli del centrocampo, dando il meglio di sé da centrale (regista), da mediano davanti alla difesa o da incursore, grazie alle doti fisico-atletiche che lo rendono pericoloso in anche in fase di inserimento.

In un centrocampo a tre mi trovo molto bene, posso fare sia il regista che la mezzala destra

Se continua con le prestazioni fornite in questa prima fetta di stagione pensiamo che il suo destino sarà inevitabilmente quello di tornare alla casa base, o comunque nella massima serie.

4. FRANCESCO NICASTRO

“Il primo giorno che sono arrivato, era la partita col Bari, ho visto il muro della curva e immaginavo come sarebbe stato segnare qui…”

Francesco Nicastro, attaccante classe ‘91 di Campofranco, non è tra i più giovani della pista ma abbiamo voluto comunque inserirlo in questa lista visto il suo sorprendente avvio di stagione. Arrivato a fari spenti in prestito da Pescara , Francesco ha saputo da subito ritagliarsi un ruolo fondamentale nelle gerarchie di Bucchi che, in organico, uno con le sue caratteristiche non ce l’aveva.

Dopo le prime partite, giocate a spizzichi e bocconi, in cui è riuscito comunque a trovare la via del gol, Nicastro è diventato titolare inamovibile nell’attacco del Grifo, realizzando già 5 reti.
Prima punta ,in grado di svariare su tutto il fronte d’attacco, Nicastro è molto abile nel gioco aereo e dotato di grande fisicità, caratteristiche che, unite alla buona tecnica di base, lo rendono un attaccante piuttosto interessante.

Quando parte un cross cominciate ad abituarvi a guardare nella sua direzione, perché lo vedrete sempre più spesso incornare ed alzare le braccia al cielo.

5. LEONARDO MOROSINI

Cristian Brocchi ha forgiato (costretto anche dalle finanze societarie) un Brescia con l’età media più bassa di tutto il campionato cadetto, poco più di 23 anni. Intorno all’airone Caracciolo (chioccia e simbolo della squadra) gravitano infatti una serie di giovani di interessantissime prospettive, primo tra tutti Leonardo Morosini.

Con i suoi 21 anni Leonardo è addirittura tre anni sotto rispetto alla già bassissima età media della rosa, ma ha già ampiamente dimostrato (in particolare nella scorsa stagione ed in parte in questa) di valere tutte le attenzioni che i club di serie A gli stanno riservando da qualche tempo a questa parte.
Il suo ruolo naturale è quello di trequartista, alle spalle di una punta che nel caso del Brescia è, per decreto regio, l’airone Caracciolo ma non disdegna anche una posizione più decentrata per poi convergere e puntare dritto a rete.

Molto dotato tecnicamente ha una buona propensione anche sotto porta: la passata stagione 8 reti realizzate, quest’anno già a quota 4, oltre ad un assist.

Dal 2015 viene convocato stabilmente nelle rappresentative giovanili della nazionale, prima under 20 ora under 21, di questo passo, siamo sicuri, non tarderà ad arrivare anche la chiamata di una squadra di serie A.

6. LUCA TREMOLADA

Volevamo premiare qualcuno dell’Entella, che nella prima parte di stagione ha compiuto un cammino veramente rimarchevole. Non potendo, per evidenti ragioni anagrafiche, rivolgerci a Ciccio Caputo, sempre sia lodato, abbiamo dovuto ripiegare su Luca Tremolada, ed è un signor ripiego.

Dopo la trafila nelle giovanili dell’Inter, Luca ha faticato a trovare spazio tra i grandi iniziando a girovagare per varie piazze: Pisa, Como, Reggio Emilia, Varese e Arezzo per poi approdare, finalmente, a Chiavari.

Qui il giovane talento nato a Milano sembra aver trovato la sua dimensione ideale, quella in cui il suo sinistro fatato è riuscito a trovare piena realizzazione.

Partendo da trequartista Tremolada, da buon fantasista, ama svariare su tutto il fronte offensivo, prediligendo la giocata per il compagno ancor più della gioia personale. Quest’anno sta trascinando l’Entella, ad oggi in zona Playoff, grazie ai suoi 3 gol e 5 assist.

Non è più giovanissimo, essendo un classe ’91, proprio per questo motivo potrebbe valer la pena puntare su di lui che dovrebbe essere pronto, anche a livello mentale, per il grande salto.

7. BRUNO PETKOVIC

Dopo la favolosa cavalcata del Trapani della passata stagione, conclusasi solo all’ultimo atto con la sconfitta contro il Pescara, sembrava quasi impossibile che la squadra siciliana riuscisse a trattenere il proprio talentino croato.

Bruno Petkovic, nato a Metkovic il 16 settembre 1994, è stato uno dei principali artefici di quella clamorosa cavalcata, grazie alle invenzione con le quali spesso riusciva, quasi da solo, a risolvere le partite.

Roma e Juventus, nel mercato estivo, si sono subito mostrate interessate, senza però avere il coraggio necessario per scommettere immediatamente su di lui. Più volte Serse Cosmi ne ha elogiato il talento purissimo facendo capire che, quando presente mentalmente, ce ne sono pochi al suo livello in serie B, forse nessuno.

Il problema è appunto la costanza di rendimento e la predisposizione a livello mentale, che fanno di questo giocatore, al momento, l’emblema della discontinuità. In questo inizio di stagione è sceso in campo solo 9 volte da titolare, realizzando 3 reti, ed in generale non mostrando, se non solo in parte, i clamorosi lampi della passata stagione.

Per quel che ci riguarda non avremmo dubbi circa il suo futuro, ma si sa il calcio molto spesso è strano ed è anche probabile che di lui, di qui a poco, si perdano le tracce.

8. ALESSIO CRAGNO

Con soli undici gol subiti la difesa del Benevento è la meno battuta della serie B. Parte del merito va ovviamente alla squadra nella sua interezza, capace di giocare un calcio discretamente offensivo senza però mai sbilanciarsi in maniera esagerata.

L’altra parte del merito va a chi quella porta la custodisce, ovvero il portiere Alessio Cragno. L’estremo difensore, nato a Fiesole il 28 giugno 1994, sta facendo vedere quanto di buono si diceva sul suo conto, dopo che l’annata sfortunata con il Cagliari in serie A, culminata con la retrocessione, ne aveva un po’ offuscato il valore.

Già titolarissimo del ruolo nell’under 21 di Di Biagio di recente è stato anche convocato da mister Ventura per uno stage con la Nazionale maggiore, insieme al compagno Ciciretti e a Luca Garritano del Cesena. Il suo cartellino appartiene ancora al Cagliari che, per il dopo Storari, potrebbe aver trovato il portiere per il futuro.

Reattività ed esplosività sono i suoi tratti distintivi, qualcuno sostiene invece che, per il ruolo che ricopre, gli manca qualche centimetro in altezza (in queste sue caratteristiche ci ricorda molto Jean François Gillet).

9. ALESSANDRO PIU

Allo Spezia è arrivato in prestito dall’Empoli, squadra che ne detiene il cartellino e lo aveva fatto esordire nella massima serie a 19 anni, quando alla guida dei Toscani c’era Gianpaolo.
Alessandro Piu, nella città ligure, si sta ritagliando uno spazio importante: ha collezionato 14 presenze(9 delle quali da titolare) andando a segno 3 volte.

Il ventenne di origine friulana fornisce le migliori prestazioni quando impiegato a fianco di una prima punta alla quale può svariare attorno, può essere altresì impiegato come trequartista o esterno in un attacco a tre.

Deve migliorare un po’ sotto l’aspetto caratteriale, per quanto ci riguarda va benissimo così, sia chiaro, in quanto ha già collezionato quattro cartellini gialli (che per uno che ricopre il suo ruolo non sono così fisiologici).

Già nel giro della nazionale, a partire dall’under 17 in poi, è atteso a confermare quanto di buono fatto vedere sino ad ora. A pensarci adesso, un posticino in quest’Empoli così disastrato, avrebbero potuto anche trovarglielo…

10. PAOLO FARAGO’

Qua siamo di parte, e lo ammettiamo subito, ma come diavolo si fa a non fare di Paolo Pancrazio Faragò il perno della Nazionale da qui agli anni a venire?

A parte gli scherzi il centrocampista nativo di Catanzaro, ma cresciuto calcisticamente fin dalle giovanili a Novara, si sta mettendo in luce disputando, sino ad ora, una stagione pazzesca. Il centrocampista classe ’93 ha sin qui disputato 17 delle 18 partite giocate dal Novara, scendendo in campo sempre per tutti e 90 i minuti, a dimostrazione di quando sia diventato imprescindibile per la squadra allenata da Boscaglia.

Qualità tanta, come dimostrano i 4 gol già messi a segno (che per un centrocampista non sono affatto pochi), ma anche tanta quantità, basti vedere le sei ammonizioni sin qui collezionate che gli hanno fatto saltare la sfida contro il Perugia (l’unica in cui non è sceso in campo).
Oltre ai già citati 4 gol da segnalare anche i due assist con i quali ha mandato in porta i propri compagni.
Noi su di lui ci puntiamo ad occhi chiusi, voi fareste bene a fare altrettanto. Parola di delinquenti.

Il ruolo che prediligo è quello di mezzala o interno di centrocampo, anche se in mezzo posso adattarmi in tutte le posizioni! Il mio idolo come calciatore-uomo è Javier Zanetti; inoltre stimo molto Marchisio per come interpreta il mio ruolo.

11. DIMITRI BISOLI

Se avete imparato a conoscerci un minimo, saprete benissimo della nostra predilezione per Bisoli, l’allenatore attualmente alla guida del Vicenza.

Ecco, da oggi tra i nostri pupilli potrebbe entrare a far parte un altro Bisoli, figlio di Pierpaolo, di nome Dimitri, classe 1994.

Ricevendo l’educazione da cotanto padre non poteva che venirne fuori un mastino di centrocampo, faticatore instancabile e, udite udite, dai piedi non disprezzabili.

Dimitri è educato, ha voglia di arrivare ed è un ragazzo umilissimo che in ogni allenamento mette il 110%. In futuro sentiremo parlare di lui, ha tutto per giocare in categorie superiori”.

Così lo descrive il suo allenatore Cristian Brocchi, che gli ha modificato la posizione originaria (veniva considerato un mediano con attitudine difensiva) utilizzandolo spesso come intermedio di un centrocampo a tre sfruttandone, in questo modo, le buone capacità di incursore.

L’avanzamento di posizione ha consentito a Dimitri di segnare già 3 gol e fornire 2 assist. A soli 22 anni il futuro è tutto dalla sua parte, noi non possiamo far altro che tifare per lui.