Quelli che di mestiere fanno l’attaccante, soprattutto se sono abituati a presentarsi puntuali all’appuntamento con il gol, hanno probabilmente la memoria corta. Per chi...

Quelli che di mestiere fanno l’attaccante, soprattutto se sono abituati a presentarsi puntuali all’appuntamento con il gol, hanno probabilmente la memoria corta. Per chi è abituato, o forse obbligato, a buttare il pallone in porta con regolarità, deve essere difficile tenere a mente tutto, ricordare, con precisione e con dovizia di particolari, ogni singolo gol messo a segno nella propria carriera. A un certo punto, quando il tempo macinerà i suoi chilometri, tenderanno a diventare ricordi sbiaditi e ammassati, ad accumularsi nello stesso cassetto della memoria con su l’etichetta “momenti di gloria“.

Eppure ci sono delle eccezioni che confermano la regola. Certi gol, in effetti, andranno a finire in un altro cassetto della memoria, in un armadietto speciale, da custodire sotto chiave, con la gelosia di un innamorato. Certi gol non li puoi dimenticare. E Gianluca Lapadula, il suo primo gol in Serie A, siamo certi che se lo ricorderà per molto tempo. Per sempre, anzi.

Un gol che arriva sul finire di un pomeriggio strano. Un gol che, alla prima impressione, in diretta, sembra confermare quello che è diventato un luogo comune, e che come tutti i luoghi comuni sembra alimentarsi da solo. Il Milan è bravo, ma anche fortunato. E così sembra proprio quando, a 8 minuti dalla fine, dopo una serie di miracoli di Posavec, Suso fa partire un tiro dal limite dell’area. Gli occhi di tutti vanno sul tiro dello spagnolo, e poi sulla massa di uomini che staziona davanti alla porta del Palermo.

La prima impressione è che Gianluca Lapadula, spalle alla porta, possa saltare per provare a far passare il tiro del compagno, per poi girarsi verso il guardalinee e sperare di non essere in posizione di fuorigioco. Perchè sarebbe la cosa più semplice da fare, quella più razionale. Solo che, se conoscete il calcio, dovreste sapere che non c’è niente di più sbagliato che chiedere a un rapace d’area di seguire la ragione. E’ un attimo, ma non è solo e soltanto istinto. E’ intelligenza, è visione di gioco, è lucidità.

Lapadula, con le spalle alla porta, in un istante si vede il pallone arrivare verso il piede sinistro. Con un movimento del tacco colpisce la palla, spiazzando Posavec e mandandola all’angolino. E’ un attimo, è il primo pallone toccato dal numero 9 rossonero, 3 minuti dopo il suo ingresso in campo. Un gol che non dimenticherà facilmente, e non per la spettacolarità, perché di gol così belli, o in rovesciata, per esempio, ne aveva già segnati parecchi a Pescara. Semplicemente perché il suo primo gol in Serie A è anche il gol che gli permette finalmente di spiccare il volo.

Gianluca ha uno spirito da combattente, è entrato con una rabbia che questo Milan deve avere sempre. Sono particolarmente contento del suo gol, da attaccante vero.

Vincenzo Montella

Non è stato un inizio di stagione molto semplice per Gianluca. Arrivato in estate come uno dei pochi acquisti di rilievo del Milan, gli sono bastate un paio di partite per capire che le gerarchie dell’attacco rossonero erano abbastanza chiare. Prima Carlos Bacca, poi lui. Coppe da giocare non ce n’erano, turnover da fare nemmeno. E’ apparso subito chiaro che sarebbe toccato a Sir William il compito di accomodarsi in panchina e raccogliere le briciole -poche, in verità- lasciate in area di rigore dal pescatore di Barranquilla.

E Bacca aveva cominciato bene la stagione, segnando come ha sempre fatto. Per Gianluca le occasioni sono sempre state poche. E per giunta, nelle due occasioni in cui era partito da titolare per far rifiatare il colombiano, è sempre stato sostituito. A Genova, contro la Samp, esce dal campo Lapadula ed entra Bacca, che la risolve. Emblematica la prestazione di Verona contro il Chievo, con Gianluca a dannarsi l’anima per 70′, senza trovare la via del gol, e Bacca che segnava il gol del 3-1, a tempo scaduto, senza nemmeno volerlo, con un tiro indirizzato in fallo laterale e deviato in porta da un difensore del Chievo.

Poi, mentre il Milan comunque macinava risultati, qualcosa si è inceppato. Bacca ha cominciato a non trovare la via della porta, da più parti si continuava ad invocare il nome di Gianluca.

Dategli una chance.

E’ il momento di Lapadula.

Tocca a lui, adesso.

Eppure, quel momento sembrava non arrivare. Anzi, per ironia del destino, quando Bacca usciva dal campo, dopo aver giocato 85 minuti anonimi per lasciare spazio a Lapadula, era addirittura il colombiano a fare l’offeso con Montella. Ma poi, ieri pomeriggio, un colpo di tacco ha cambiato tutto. Un gol da 3 punti, un gol che regala a Sir William la prima gioia in serie A e lo ripaga di tutta la fame, la determinazione e la grinta buttati in campo fino a questo momento.

E oggi, in fondo, la domanda non è più nemmeno tanto retorica. Anzi, il dubbio è vero e forse per qualche notte toglierà il sonno a Vincenzo Montella: ma il derby lo gioca Bacca o Lapadula?

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro