Gianluca Gaudino: Italia-Germania andata e ritorno Gianluca Gaudino: Italia-Germania andata e ritorno
C’è stato un periodo in cui, per una buona fetta di popolazione italiana, in particolare per un gran numero di uomini e famiglie meridionali,... Gianluca Gaudino: Italia-Germania andata e ritorno

C’è stato un periodo in cui, per una buona fetta di popolazione italiana, in particolare per un gran numero di uomini e famiglie meridionali, la Germania sembrava l’unica soluzione alla cronica mancanza di lavoro.

Prendete una qualunque famiglia del Sud, e scoprirete che, dal secondo dopoguerra in poi, in ognuna di queste famiglie c’è un parente, vicino o lontano, andato in Germania a caccia di fortuna, o più semplicemente di lavoro.

Di italiani che poi, nel tempo, hanno messo radici in Germania, ce ne sono altrettanti. I figli di quelle prime generazioni di emigranti (già, perché forse non dovremmo dimenticarlo che i migranti possiamo essere anche noi…) sono cresciuti e diventati grandi proprio in terra tedesca, e hanno trovato la loro realizzazione nel cuore dell’Europa.

Anche nel calcio, soprattutto nel calcio.




Prendete Maurizio Gaudino, nato nel 1966 a Brühl, dove i suoi genitori, qualche anno prima, erano andati per lavorare, visto che in Campania, dove erano nati loro, non c’era troppa fortuna.

Maurizio Gaudino è stato un attaccante di buon livello, e ha vissuto i suoi anni migliori con la maglia dello Stoccarda, con cui, nel 1989, ha vissuto forse l’emozione più forte della sua vita: il gol al Napoli, al San Paolo, nella finale di Coppa UEFA, prima che Maradona e Careca ribaltassero il punteggio. La sua intervista in italiano ai microfoni della RAI, con un accento campano per niente nascosto, fu un momento di grande emozione.

Maurizio Gaudino è rimasto nel mondo del calcio, dopo il ritiro, e oggi fa il procuratore. Ma, soprattutto, è il padre di uno dei nuovi acquisti del campionato italiano, uno che ha fatto il percorso dal Bayern Monaco al Chievo: suo figlio Gianluca, infatti, è stato presentato proprio in questi giorni dai gialloblu, e nella prossima stagione sarà protagonista della nostra Serie A.

Una sorta di storia che torna sui suoi passi. Un modo per riprenderci, in un certo senso, quello che dall’Italia è arrivato in Germania mezzo secolo fa.

Ma chi è Gianluca Gaudino? Già, perché, oltre alla storia affascinante, c’è anche un calciatore tutto da scoprire. Un giovane regista con i piedi buoni, cresciuto, sin da piccolo, nelle giovanili del Bayern Monaco, fino ad arrivare, nel 2014, a fare l’esordio in prima squadra. Non con un allenatore qualsiasi, ma con Pep Guardiola. Uno che il talento lo sa riconoscere, e che nel giovane Gaudino aveva visto qualcosa di speciale.

Dopo l’esordio al Bayern, ha faticato un po’ a trovare il suo posto nel mondo del calcio: lo scorso anno, in Svizzera, al San Gallo, non ha incantato. Ora, però, per un giovane come lui, è il momento di reagire e dimostrare che la fiducia di Pep non era campata per aria.

Lui, appena arrivato in Italia, non ha avuto dubbi. Non parla italiano, ma vuole imparare. Giura di aver sempre seguito la serie A, e che la notte del 9 luglio 2006, mentre l’Italia vinceva i Mondiali in Germania, lui, bambino di 10 anni, aveva addosso la maglia di Francesco Totti.

La prima cosa che ha fatto, una volta arrivato a Verona, è stata chiedere la maglia numero 10 e un posto da titolare, possibilmente con le chiavi della squadra in mano. La personalità non gli manca, vedremo se saprà riscrivere la storia della sua famiglia e, almeno un po’, quella del calcio italiano.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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