Gervinho, la Freccia Nera Gervinho, la Freccia Nera
Quando la scorsa estate il Parma ha annunciato l’acquisto di Gervinho in molti avranno sorriso. Tanti avevano perso le tracce di questo ragazzo della... Gervinho, la Freccia Nera

Quando la scorsa estate il Parma ha annunciato l’acquisto di Gervinho in molti avranno sorriso. Tanti avevano perso le tracce di questo ragazzo della Costa d’Avorio che da un po’ di anni aveva deciso di andare a guadagnare tanti soldi in Cina, rinunciando però ad un campionato competitivo.

Lo Hebei lo aveva strappato alla Roma a Gennaio di tre anni fa, regalandogli un contratto da otto milioni a stagione più bonus. Gervinho era uno dei punti fermi della Roma di Rudi Garcia, ma di fronte ad un’offerta simile, restare all’ombra del Cupolone era praticamente impossibile.

Gervais Lombe Yao Kouassi meglio noto come Gervinho nasce ad Anyama in Costa d’Avorio nel 1987. Un’infanzia povera, come spesso accade laggiù. Il piccolo Gervais non aveva neanche i soldi per potersi comprare le scarpre da calcio. Come tutti i suoi coetanei giocava a piedi a nudi, sulla terra arida tra le strade, sotto il sole cocente di quella città, situata in quel Continente strepitoso che è l’Africa.

Sin da piccolo Gervais correva più forte degli altri. Correva veramente forte, perché, forse, nella corsa vedeva un modo per scappare via dalla povertà. Oltre ad un talento innato per la velocità ci sapeva fare anche con il pallone tra i piedi. Se ne accorse l’Academy dell’Asec Mimosas, squadra di Abidjan capitale del Paese africano.

A Gervais vennero date finalmente un paio di scarpe e il suo allenatore gli “brasilianizzò” il nome, iniziandolo a chiamare Gervinho. Quel ragazzino che faceva dello scatto e della corsa a campo aperto le sue caratteristiche migliori era destinato ad altri palcoscenici, così nel 2004 venne acquistato dalla squadra belga del Beveren.

Con i belgi sbracò in Europa, dopo un anno nelle Giovanili, nel 2005 debuttò in prima squadra. Due anni passati con la casacca giallo blu e ben quattordici reti realizzate. Negli anni successivi arrivarono le esperienze con il Le Mans e il Lille in Francia prima e l’Arsenal in Premier League poi. Prima di sbarcare a Roma nell’estate del 2013.

A Roma fu accolto dallo scetticismo generale. In tanti lo prendevano in giro per la capigliatura, altri per qualche gol sbagliato di troppo, altri ancora per alcune straveganze della sua vita privata. Ma la verità è che Gervinho poi in campo lasciava sempre tutto quello che aveva in corpo, correva sistematicamente tutte le volte più forte degli altri.

I tifosi della Roma gli diedero il nome di Freccia Nera. Dopo poche partite, tra le vie della Capitale, nei discorsi dei tifosi giallorossi, l’africano aveva già un posto nel cuore. Francesco Totti, non esattamente un calciatore qualsiasi, disse di lui che se avesse avuto anche una tecnica migliore, ci saremmo trovati davanti ad un giocatore più forte di Cristiano Ronaldo. Gervinho a Roma ci rimase due stagioni e mezzo, giusto il tempo di collezionare ottantotto presenze tra tutte le competizioni e di segnare ventisei gol.

Il richiamo dei soldi provenienti dalla Cina ci hanno tolto per tre anni la possibilità di ammirare la corsa a perdifiato di questo straordinario atleta africano. Fino alla scorsa estate, fino a quando il neopromosso Parma ha deciso di puntare su di lui. Gervinho è tornato così in Italia, rimettendosi in discussione. Ed in questa prima parte di Campionato sicuramente l’azzardo della dirigenza emiliana è stato vincente. Otto le reti messe a segno finora in stagione, tra le quali lo spettacolare “coast to coast” contro il Cagliari e l’accelerata stile macchina di Formula 1 ad Udine.

Fino allo scorso sabato, quando l’ivoriano ha deciso di prendersi tutte le luci della ribalta con una doppietta alla Juventus in casa dei bianconeri. L’ultimo a riuscirci prima di lui era stato proprio Cristiano Ronaldo quando ancora indossava la maglia dei Blancos di Madrid.

La sua doppietta è valsa uno storico pareggio per la società ducale in casa della capolista. Ma ciò che impressiona è che Gervinho a quasi trentadue anni, al netto di alcuni acciacchi a livello fisico, quando in condizione, su quel prato verde va ancora nettamente più veloce di tutti.

Da quei campi polverosi di Abidjan ne ha fatta di strada, è diventato anche Campione d’Africa con la propria Nazionale nel 2015, regalando una gioia immensa a tutto il proprio popolo. La Freccia Nera non ha intenzione di fermarsi, almeno non per ora. Potete starne certi.

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo

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