Frosinone, una storia di provincia Frosinone, una storia di provincia
Domenica sera si riaccenderanno le luci a San Siro per l’ennesima gara dell’Inter. Su un campo abituato ad illuminare con i suoi riflettori compagini... Frosinone, una storia di provincia

Domenica sera si riaccenderanno le luci a San Siro per l’ennesima gara dell’Inter. Su un campo abituato ad illuminare con i suoi riflettori compagini del calibro del Barcellona, del Real Madrid, del Boca Juniors, del Manchester United o del Bayern Monaco, però, stavolta, non ci saranno uomini o squadre che hanno fatto la storia del calcio.

No, stavolta ci sarà il Frosinone, che proprio nella notturna nell’impianto meneghino troverà il massimo compimento – e compiacimento – del proprio capolavoro. Frosinone è una delle cinque province del Lazio. In una regione in cui il capoluogo è anche la capitale d’Italia ed è forte l’accentramento dei servizi, delle strutture e delle comunità non è facile farsi spazio. Frosinone non è una città, è più una cittadina, forse anche un paesone.

L’ultimo censimento ha registrato meno di 47.000 abitanti: una cifra parecchio inferiore rispetto a realtà urbane – non province – di regioni come Campania o Emilia Romagna. Una cittadina con non poche difficoltà, che nel calcio ha trovato un suo fortissimo riscatto sociale. Fino alla prima metà degli anni 80 il Frosinone è semplicemente una delle tante piccole realtà che fanno la spola tra i dilettanti e la Serie C. Più dilettanti a dire il vero, visto che le apparizioni tra i professionisti sono non più di una decina.

Ad accompagnare le gesta più o meno importanti della squadra c’è una tifoseria che si fa notare per il forte calore: è proprio di quegli anni l’appellativo di “Bergamo del Sud”, affibbiata dopo gli incidenti nell’incontro casalingo con la Reggina. Il “Matusa”, nomignolo di uno stadio che si chiama “Comunale” ma che noi vogliamo continuare a chiamare “Matusa”, è un catino bollente ad ogni partita. Il ciociaro è passionale per natura: il Frosinone è la squadra di buona parte della provincia.

fro111

E così, nell’87, contemporaneamente al primo scudetto del Napoli di Maradona, i “canarini” vincono con autorità il campionato di Serie C2 e mettono piede per la prima volta in C1. Nella terza categoria nazionale il Frosinone vivacchia appena un paio d’anni prima di tornare in C2, dove resterà una sola stagione prima di incorrere nel fallimento. Nasce così il Frosinone Calcio srl, la società che scriverà la storia. Soliti balletti tra Serie D e C2, una promozione sfiorata in C1 nel 1996 prima di tornare nell’anonimato.

Nel 1999 i ciociari perdono i play-out con il Tricase e sprofondano nell’inferno dei dilettanti. Due stagioni di assestamento e il rapido ritorno in Serie C2. Ma è all’inizio del nuovo secolo che cambia tutto: è il 2003 la data da segnare negli annali dei tifosi frusinati. È l’anno dell’approdo di Maurizio Stirpe alla presidenza. Un tifoso vero, uno di quei valori aggiunti che in altre piazze hanno trovato i nomi di Luzzara, di Rozzi, di Anconetani.

Magari non pittoresco come loro: ha un altro stile ma non è meno appassionato. Suo papà Benito era stato presidente negli anni Sessanta: torna con lui da presidente onorario. Al primo anno il Frosinone si aggiudica al fotofinish il duello con il Brindisi e torna in C1 a distanza di quasi venti anni. Stavolta però i ciociari non fanno da sparring partner: sono protagonisti e riescono a raggiungere la quinta piazza, valida per i play-off. Il Mantova, però, è troppo forte.

L’anno dopo un gruppo ancor più competitivo ci riprova e stavolta deve accontentarsi della piazza d’onore visto che nello stesso raggruppamento è presente una nobilissima decaduta, il Napoli. Negli spareggi promozione la difesa di ferro della squadra allenata da Iaconi e la rete di Martini nella finale di ritorno con il Grosseto fanno urlare il Matusa. Il Frosinone è in Serie B. Anzi, è nella Serie B più competitiva di sempre. La notizia non è misurarsi con avversarie abituate alla Serie A come Napoli, Genoa e Bologna: no, la notizia è che i canarini avranno la possibilità di affrontare la signora del calcio italiano. Frosinone-Juventus. Pazzesco. Nella cadetteria i canarini si fanno valere: salvezza senza patemi d’animo nelle prime tre stagioni, faticosa nella quarta, impossibile nella quinta.

Nel 2011 il Frosinone arriva ultimo e torna in Serie C. La sua dimensione, direbbe qualcuno. E le conferme arrivano da due stagioni anonime terminate a metà classifica, aggravate dall’exploit degli odiati rivali e vicini di casa del Latina. Nell’estate del 2013 la società fa le cose per bene. La Serie B non deve essere più soltanto un ricordo, ma nuovamente un obiettivo. Arrivano calciatori di categoria superiore che vanno a formare una rosa competitiva. Il Frosinone è tra le primissime posizioni da subito, a metà girone di ritorno sembra andar via ma nel finale viene raggiunto dal Perugia e proprio sul campo degli umbri, all’ultima giornata, viene sconfitto e non riesce a riprendersi il primato.

Bisogna ricorrere ancora alla lotteria dei play-off e ancora una volta i canarini hanno le meglio: dopo aver eliminato salernitana e Pisa, in finale l’ostacolo si chiama Lecce. Un altro blasone. In Salento finisce in parità, uno a uno. Come al ritorno, dove però i gialloblu hanno la meglio nei supplementari. Tre a uno e B riconquistata. Da matricola, non assoluta ma pur sempre da matricola, il Frosinone si riaffaccia alla seconda serie nazionale. Il riconfermato tecnico Stellone decide di puntare sulla quasi totalità del gruppo capace del salto di categoria.

In estate le testate sono impietose e bocciano il mercato dei ciociari, inserendoli di diritto tra le più forti candidate alla retrocessione. Ma il Frosinone non sembra partire malaccio: vittoria col Brescia, sconfitta a La Spezia, soffertissimo pareggio casalingo con il Bari. A Lanciano però lancia un messaggio chiarissimo: siamo una buona squadra, siamo incoscienti, vogliamo rompere le scatole a tutti. E infatti l’undici di Stellone va forte. Vince a Perugia vendicando la sconfitta dell’anno precedente, si prende la testa della classifica e comincia a realizzare valanghe di gol: il terzetto d’attacco Ciofani, Curiale e Dionisi è impietoso: dopo le cinque reti al Lanciano, ne arrivano quattro nel derby di Latina, altre quattro al Trapani, cinque addirittura alla favorita Livorno.

fro222

Il Frosinone sta dettando i ritmi del campionato: quanto durerà? A metà girone di ritorno l’altra grande rivelazione del campionato, il Carpi, se n’è andato: si lotta in tre per il secondo posto, che vuol dire promozione diretta. Imprese come la vittoria in rimonta a Catania, campo imbattuto, le vittorie con Perugia, Pescara e Carpi lanciano un messaggio chiarissimo: il Frosinone vuole andare in serie A. La vittoria nell’infrasettimanale di Terni lancia i canarini al secondo posto e domenica c’è il Bologna.

I felsinei sono distanti un punto in classifica ed anni luce come blasone. Gara combattutissima, decisa nei primi venti minuti da tre reti: il Frosinone si impone per due reti a una e vola a +4 sugli emiliani e sul Vicenza. Il pareggio di Cittadella lascia tutto invariato e il 16 maggio 2015, battendo nettamente il Crotone, il Frosinone illumina il suo cielo, indossa il vestito della festa, colora le pagine del suo libro calcistico. Scrive la storia. Nove anni prima, nel giorno della prima promozione in serie B, il cavalier Benito Stirpe – che nel frattempo è voltato in Paradiso – aveva urlato al microfono di non accontentarsi della Serie B e di volere un giorno la serie A.

Si sorrideva, si pensava che le parole fossero figlie dell’entusiasmo del momento e della verve di un personaggio davvero genuino. Aveva ragione lui.

To.Ce.
twitter: @calciociociaro

Related Posts

Lorenzo Pellegrini ha una missione da compiere

2019-09-16 09:28:00
delinquentidelpallone

18

In Portogallo c’è una capolista inaspettata

2019-09-15 08:17:57
delinquentidelpallone

18

Claudio Ranieri potrebbe tornare sulla panchina di una nazionale

2019-09-10 15:14:33
delinquentidelpallone

18

Il Kosovo ha un appuntamento con la storia

2019-09-10 09:07:22
delinquentidelpallone

18

Le uniche 5 partite che San Marino non ha perso nella sua storia

2019-09-06 07:51:31
delinquentidelpallone

18

Il Leeds di Marcelo Bielsa è una gioia per gli occhi

2019-08-25 12:09:30
delinquentidelpallone

18

Jack Grealish non porta molta fortuna all’Aston Villa

2019-08-11 10:24:43
delinquentidelpallone

18