L’anno scorso Carpi e Frosinone, per un certo periodo di tempo, furono sulla bocca di tutto il mondo del calcio italiano, e non solo...

L’anno scorso Carpi e Frosinone, per un certo periodo di tempo, furono sulla bocca di tutto il mondo del calcio italiano, e non solo quello. Erano state pubblicate le famose intercettazioni tra Claudio Lotito e Pino Iodice, nelle quali il presidente della Lazio si lamentava della possibilità che due piccole realtà come Carpi e Frosinone potessero essere promosse in serie A, togliendo spazio a piazze che dal punto di vista economico avrebbero potuto dare di più alla nostra massima serie.

Oggi, dopo aver brillantemente conquistato la promozione in A, Frosinone e Carpi si trovano di fronte, al Matusa, per una partita che però vale di più, molto di più, delle questioni di onorabilità e che va molto oltre le parole di Lotito di qualche mese fa. Si, perchè oggi Frosinone e Carpi possono permettersi di pensare solo al campo. E il campo, per le due neopromosse, non è certo stato magnanimo fin qui, visto che entrambe sono invischiate con tutti e due i piedi nella lotta per non retrocedere.

Non che non lo sapessero, per carità. Fin dal primo minuto in cui, per la prima volta nella loro storia, Frosinone e Carpi hanno messo piede in serie A, hanno capito che le cose non sarebbero state facili, per niente, e che ci sarebbe stato bisogno di lottare dal primo minuto della prima partita all’ultimo minuto dell’ultima partita. Diversamente, di sicuro, non si poteva fare.

La classifica, per Carpi e Frosinone, non è generosa. 5 i punti raccolti dal Carpi, 7 quelli raccolti dal Frosinone. Se proprio dovessimo fare un confronto, i laziali sembrano quelli più in salute. Hanno raccolto un punto prezioso a Torino, e da poco hanno battuto in casa la Sampdoria. Il Carpi sabato scorso ha buttato alle ortiche 3 punti che sembravano di platino contro il Bologna, e il cambio di allenatore con la staffetta Castori-Sannino non sembra aver dato i frutti sperati.

Stasera, al Matusa, la partita non è decisiva in senso matematico. Siamo solamente alla decima giornata e c’è tutto un campionato per recuperare o per perdere ulteriore terreno. Ma di sicuro chi si porterà a casa i 3 punti questa sera ritroverà morale per affrontare il resto del campionato con più ottimismo in corpo; chi uscirà sconfitto rischia di trovarsi già con le spalle al muro, o quasi. E’ per questo, forse, che Frosinone-Carpi, tra le tante partite di stasera, è quella che mette in palio di più.

Perchè essersi meritati la promozione in serie A è un conto. Ok, gli elogi e le pacche sulle spalle di tutti. Ok, la soddisfazione di andare a giocare a San Siro, al San Paolo, all’Olimpico o allo Juventus Stadium. Ok, la simpatia di chi vede sempre le provinciali come il lato bello del calcio italiano. Ok, l’emozione di essere protagonisti per la prima volta nella storia di un campionato così prestigioso. Ma a un certo punto, tocca buttare via ogni maschera, e sporcarsi nel fango e nella lotta, sporcare veramente la maglia di sudore e sangue per conquistare, sul campo, quello per cui Frosinone e Carpi stanno lottando, quest’anno: una salvezza che saprebbe di vero e proprio miracolo sportivo.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro