La storia del calcio è piena di fratelli che hanno calcato, insieme oppure in tempi e luoghi diversi, i palcoscenici più importanti. E anche...

La storia del calcio è piena di fratelli che hanno calcato, insieme oppure in tempi e luoghi diversi, i palcoscenici più importanti. E anche nel calcio italiano ci sono coppie di fratelli che hanno giocato a lungo tra serie A, B, C, chi più ne ha più ne metta. Ci sono fratelli che sono rimasti sempre (o quasi) l’uno vicino all’altro, ci sono quelli che pur lontani hanno vissuto carriere ad alti livelli, scontrandosi spesso. E poi ci sono quelli, forse i più romantici, che hanno vissuto un’intera carriera all’ombra del fratello più forte, più bravo, più famoso, e che sono passati alla storia solo e soltanto come “fratelli d’arte”.

Abbiamo cercato di metterli insieme, ripercorrendo le loro carriere e le loro storie. Abbiamo messo insieme queste 10 coppie di fratelli del calcio italiano.

Antonio ed Emanuele Filippini

I gemelli più amati dagli appassionati del calcio. Antonio ed Emanuele Filippini hanno fatto la storia del calcio italiano a suon di randellate a centrocampo. Classe 1973, Antonio ed Emanuele si toglieranno le soddisfazioni più grandi della carriera con la maglia del Brescia. Poi le loro strade si divideranno per qualche periodo, con Emanuele al Parma ad aprire la stagione delle separazioni. Poi ci penserà Zamparini a riunirli a Palermo per guidare l’assalto alla serie A.  Fino all’ultima separazione del 2006, con Antonio a Livorno e Emanuele a Bologna. Nel nostro cuore i gemelli Filippini sono comunque un’entità indivisibile.

Cristiano e Alessandro Lucarelli

I fratelli Lucarelli sono una delle coppie di fratelli che ha fatto più strada, senza che necessariamente uno oscurasse la stella dell’altro o passasse alla storia solo come “fratello di”. Un bomber e un difensore, uno che segnava e uno che difendeva. Due ruoli opposti, due personalità forti. Cristiano pronto a trascinare le sue squadre a suon di gol, per poi diventare icona e bandiera della squadra della sua città, Alessandro pronto a battagliare nelle retrovie e, oggi, orgoglioso capitano nella difficile situazione del Parma. I fratelli Lucarelli sono una delle coppie più importanti di fratelli del calcio italiano.

Filippo e Simone Inzaghi

Una coppia di implacabili cannonieri, con Pippo che è diventato uno dei bomber più importanti della storia del calcio italiano ed europeo, e Simone che ha vissuto stagioni ad alto livello in cui sembrava potesse entrare anche lui nell’Olimpo del calcio internazionale. Leggenda narra che Simone fosse molto più forte di Pippo, o almeno così racconta chi li conosce da giovani. E leggenda narra che la love story del più piccolo dei due con la Marcuzzi abbia rallentato la sua carriera. Altrimenti chissà dove sarebbe arrivato. Unica cosa: forse insieme non avrebbero mai e poi mai potuto giocare…

Fabio e Paolo Cannavaro

Stesso ruolo, stesso mestiere, ma carriere a livelli diversi. I fratelli Cannavaro sono forse una delle coppie in cui il fratello più piccolo ha spesso “sofferto” il confronto con il più grande. Certo, arrivare dove è arrivato Fabio, ad alzare al cielo la Coppa del Mondo, non è cosa da tutti, e chiunque avrebbe sofferto la differenza in termini di fama e notorietà. E poi, di fenomeni come Fabio ne nascono davvero pochi. In ogni caso Paolo è riuscito a costruirsi una discreta carriera nella massima serie, e per qualche anno è stato alfiere della sua città con la maglia del Napoli. Nessuna recriminazione, insomma.

Bobo e Max Vieri

Massimiliano Vieri nasce quattro anni dopo il fratello maggiore Christian, in Australia. Nel 1999 firma un contratto con la Juventus che inizia così a mandarlo in prestito in serie C. Così come il fratello maggiore, il giovane Vieri di professione fa l’attaccante, ma i risultati sono meno eclatanti di quelli del buon Bobo, che proprio negli anni in cui Max gira per la terza serie italiana, fa strage di portieri in giro per l’Europa. Una delle migliori annate Max Vieri la vive a Brescello, il paese di Peppone e Don Camillo, poi va a fare coppia con un altro fratello d’arte, Eddy Baggio, ad Ancona. Immaginate la gioia del Del Conero nel poter schierare una coppia d’attacco Baggio-Vieri. Ecco, i risultati saranno rivedibili e il buon Max Vieri tornerà ben presto nell’oblio, dopo una carriera da onesto mestierante terminata con 85 reti segnate tra B e C ma senza mai riuscire ad arrivare alla massima serie.

Giacomo e Giovanni Tedesco

Giovanni e Giacomo Tedesco, la loro è una storia molto particolare. Nati a Palermo il primo nel ’72 il secondo nel ’76, entrambi centrocampisti. Giocano insieme una stagione per la Salernitana, quella Salernitana guidata da Delio Rossi nella stagione ’97-’98 ad una storica promozione nella massima serie che mancava da cinquant’anni. Dopo questa esperienza le loro strade si separano ,e fino a qui nulla di strano, se non fosse che nel 2007 il fratello più piccolo, Giacomo, decide di andare a giocare nel Catania. Apriti cielo. Un palermitano che decide di andare a giocare per gli odiati rivali di sempre, troppo anche per un familiare.

Di Giovanni Tedesco è sicuramente da menzionare la parentesi a Perugia dove, dal ’98 al 2004, è stato una pedina insostituibile centrocampo e si è fatto notare più volte in zona gol grazie alla sua abilità nel gioco aereo. Giacomo oltre a Catania e Salerno, ha lasciato il segno a Reggio Calabria e Trapani, squadra in cui ha chiuso la sua carriera da professionista.

Beppe e Franco Baresi

Beppe e Franco, due icone del calcio italiano. Difficile trovare una coppia di fratelli in Italia che abbiano giocato sugli stessi, altissimi livelli dei Baresi. Il primo è di due anni più anziano ed è diventato un capitano storico dell’Inter con cui ha vinto due scudetti, due coppe Italia, una coppa Uefa ed una Supercoppa Italiana. Le ultime due stagioni le ha vissute a Modena in serie B. Franco è stato per venti lunghissimi anni il libero della squadra rossonera, per quindici ne ha indossato la fascia da capitano .Ultimo baluardo semi insuperabile con la maglia a strisce rossonere nel corso della carriera ha vinto tutto quello che si poteva vincere. Tantissimi i derby della Madonnina giocati l’uno contro l’altro.

La settimana che precedeva il derby era qualcosa di particolare. In casa tra me e Beppe se ne parlava. Si viveva la vigilia con la giusta rivalita’. Poi, per novanta minuti, ci sentivamo rivali davvero. Erano giorni carichi di tensione, la voglia di vincere era tanta. Entrambi sentivamo questa gara piu’ delle altre”.

Roberto ed Eddy Baggio

Portarsi addosso il cognome Baggio non deve essere proprio semplice. E così è stato infatti per Eddy Baggio, fratello di Roberto sette anni più piccolo. Il padre, grande appassionato di ciclismo, lo chiama così in onore del grande Eddy Merckx, ma il ragazzo non sarà poi esattamente un cannibale sui campi da calcio. Tecnicamente non sarebbe neanche malaccio, ha caratteristiche diverse rispetto a Roby, e vorremmo vedere, quell’altro è un giocatore irripetibile. Eddy è più punta, vede di più la porta e ha buon istinto per il gol. E’ in squadra con la Fiorentina nel 1993-94, con i viola in B, ma ci sono Batistuta, Baiano e Robbiati, e spazio per lui non ce n’è. Gli anni migliori li vive ad Ancona in C, ma anche la serie B resterà un sogno per il buon Eddy. Il momento migliore della sua carriera? Il gol salvezza al novantasettesimo in un drammatico Pisa-Massese.

Cristian e Damiano Zenoni

Cristian e Damiano, i gemelli di Bergamo. Nati il 23 Aprile 1977, entrambi sono cresciuti calcisticamente nelle giovanili della Dea. Cristian è sicuramente quello che è riuscito a ritagliarsi un ruolo maggiore nel massimo campionato italiano, vestendo tra le altre le casacche di Juventus, Sampdoria e Bologna. Damiano ha avuto una buona carriera, tra serie A ,B e C, senza tuttavia toccare i picchi del fratello gemello. A dire il vero la sua carriera da calciatore è appena terminata in quanto si è dilettato nel campionato di Eccellenza lombardo nelle fila della Grumellese fino all’anno passato.

Passati tra le altre cose alla storia per essere i primi gemelli a venire convocati in Nazionale in oltre 100 anni di Storia, quello che avvenne il 24 febbraio 2001 per opera dell’allora commissario tecnico Giovanni Trapattoni.

Essere in nazionale assieme a Damiano per me è una soddisfazione doppia. Non so se questa chiamata contemporanea sia un fatto storico per la nazionale, ma di sicuro lo sarebbe se riuscissimo anche a giocare insieme