Quale miglior modo di raccontare Zlatan Ibrahimovic se non con una collezione delle sue frasi più delinquenziali? Quelle che hanno contribuito a costruire il...

Quale miglior modo di raccontare Zlatan Ibrahimovic se non con una collezione delle sue frasi più delinquenziali? Quelle che hanno contribuito a costruire il mito del personaggio Ibrahimovic, quello spaccone e pieno di sé, ma tutto sommato un bonaccione.

(Se invece avete voglia di leggere la storia di Zlatan Ibrahimovic, dal ghetto al top del calcio mondiale, la trovate qui.)

Andiamo a scoprire quindi le frasi più delinquenziali pronunciate in carriera dallo svedese che abbiamo scelto per voi.

Siamo agli inizi della carriera del giovane Zlatan. Nella sua autobiografia, Ibra racconta che l’Arsenal di Wenger voleva assicurarsi le sue prestazioni. Ma, prima di portarlo a Londra, l’allenatore e manager francese voleva sottoporlo ad un provino per capirne qualcosa di più, una pratica in uso in tutto il mondo civilizzato al quale i giovani di tutto il mondo si sottopongono con piacere.

Quasi tutti, perlomeno. Zlatan (che ama anche parlare di se stesso in terza persona) rifiuta l’offerta e va avanti.

Wenger mi aveva offerto un provino all’Arsenal. All’inizio volevo farlo, ma alla fine dissi di no. Zlatan non fa provini.

I Mondiali sono la massima espressione del calcio globale. Sono il momento più atteso dagli appassionati, e sono il sogno di tutti i calciatori. Chiunque abbia mai indossato delle scarpe da calcio vorrebbe partecipare ad un Campionato del Mondo.

Si, ma se manca Zlatan Ibrahimovic vale la pena di disputarlo o di aspettarlo con trepidazione quel Mondiale? Che domande, ragazzi. Nemmeno per sogno.

Un Mondiale senza di me è poca cosa, non c’è davvero nulla da guardare e non vale nemmeno la pena aspettarlo con ansia.

Le voci di mercato si fanno sempre più insistenti, il PSG è ormai vicinissimo all’acquisto di Ibra, con il Milan che sembra intenzionato davvero a cedere lo svedese. Le domande si fanno incalzanti, tutti i giornalisti vogliono sapere.

Qualcuno, coraggioso, chiede anche a Zlatan cosa ne pensa del trasferimento e se ritiene giusto che il Milan abbia deciso di venderlo per fare cassa e per risanare le proprie finanze. Ecco, Zlatan Ibrahimovic non può rispondere in modo banale, nemmeno in questo caso. Chi nasce delinquente non muore quadro.

Ma il Milan davvero non ha più soldi? Siete messi proprio male… Vi serve un assegno?

Il giovanissimo Zlatan Ibrahimovic sta per lasciare la terra natia svedese, sta per abbandonare la maglia del Malmoe e sta per indossare quella, prestigiosa, dei Lancieri d’Olanda, l’Ajax. Un giornalista, intervistando il ragazzo ormai pronto ad andare, gli chiede, speranzoso, come intende presentarsi ai suoi nuovi compagni, come intende entrare nello spogliatoio dell’Ajax.

La risposta, secca e spiazzante, è assolutamente da Ibra.

Io sono Zlatan, e voi chi diavolo siete?

Abbiamo tutti in testa i numeri, le giocate, le finezze che Zlatan Ibrahimovic è in grado di regalare con il pallone tra i piedi.

E’ magia allo stato puro. Un giorno, il norvegese John Carew (ve lo ricordate, vero? Altrimenti potete anche andare a provare a mettere in fuorigioco i tir in autostrada) ebbe l’ardore  di dire che i giochetti e i numeri di Zlatan Ibrahimovic, in campo, erano senza senso e non portavano da nessuna parte. Erano fondamentalmente fuffa e fumo negli occhi.

Ecco, Zlatan non la prese proprio benissimo, e lanciò immediatamente la sua sfida personale al lungagnone norvegese.

Quello che John Carew può fare con un pallone, posso farlo con un’arancia.

L’autostima è fondamentale. Conoscere a fondo le proprie potenzialità e sapere esattamente quello che si è in grado di fare. Avere la consapevolezza di essere forti, e saperlo dimostrare al mondo ogni santo giorno in cui si scende in campo. Ecco, poi c’è chi quell’autostima l’ha elevata fino al cielo, fino a sfidare l’autorità suprema, fino a dichiarare di essere Dio in persona. Dai, lo sappiamo che scherzava. Oppure no, chi mai lo può sapere.

Giornalista: «Chi vincerà gli spareggi per la Coppa del mondo?»

Ibra: «Solo dio sa»

Giornalista: «È un po’ difficile chiedere a lui»

Irbra: «Perché? È davanti a te, adesso»

Zlatan Ibrahimovic ha sempre avuto la fama di bad boy, di ragazzo problematico e di cattivo ragazzo. Se la porta dietro da sempre, dai primi calci tirati in Svezia. Sarà forse per le sue origini, per quegli anni trascorsi nel ghetto di Malmö insieme alle cattive compagnie.

Perchè Zlatan non ha mai dimenticato da dove viene, non si è mai scordato i momenti difficili e quelli problematici. Tutta l’ostilità che ha dovuto affrontare. Insomma, il passato, per Zlatan Ibrahimovic, è assolutamente importante.

È un timbro che mi hanno messo i primi giornalisti svedesi, anche se non facevo nulla. Forse vedevano solo da dove venivo. Non è un problema. Mi piace. Mi dà forza. Non ho mai cercato di sembrare un altro. Avete letto il libro? Io faccio quello che sento. Sono così. Puoi togliere il ragazzo dal ghetto, non il ghetto dal ragazzo.

Mario Balotelli è uno che è stato più volte accostato a Ibra. Se non per le giocate in campo (sarebbe quasi un sacrilegio e una bestemmia, onestamente) almeno per le delinquentate fuori dal rettangolo di gioco. Ecco, in realtà, a Zlatan non sta bene nemmeno questo, perchè ci tiene a sottolineare che le bravate di SuperMario sono nulla in confronto a quelle combinate da Zlatan ai tempi di Malmö.

Insomma, Ibra ci tiene a sottolineare come in fatto di delinquenza non tema niente e nessuno.

Giornalista: “Le piacerebbe ritrovare Mario Balotelli?”
Ibra: “Umanamente sì, certo. Potrebbe essere cresciuto con me nel ghetto di Malmö. Anche a me piacevano i petardi, solo che io li sparavo nei giardini e nei chioschi di kebab, mica mi incendiavo la casa….”

Zlatan è appena arrivato a Parigi. Il circo mediatico si sta già muovendo, sta già cercando di capire dove prenderà casa lo svedese, cosa comprerà, quali mobili ci metterà dentro. Insomma, qualcuno lo sta stalkerando pesantemente e Ibra sembra già averne le scatole piene. Una troupe di giornalisti lo insegue in giro per tutta la città, gli chiede dove abbia intenzione di cercare casa e quali siano le sue richieste.

Ecco, Ibra, scocciato, risponde che se non trova qualcosa che possa soddisfare le sue esigenze, troverà un modo per risolvere la questione. A modo suo, ovviamente.

Sto cercando un appartamento, se non trovo qualcosa che faccia al caso mio allora compro un hotel.

La carriera di Zlatan Ibrahimovic è legata a doppio filo con quella di uno dei più grandi procuratori calcistici che il mondo del calcio abbia mai conosciuto (scusateci se esageriamo, ma Mino è nel profondo del nostro cuore). Il rapporto tra Ibrahimovic e Mino Raiola è sempre stato stretto e profondo, e, nella sua autobiografia, il campione svedese racconta spesso come molte delle sue fortune siano da addebitare alle grandi trovate del suo agente.

Ecco, diciamo che però le cose non erano iniziate alla grandissima, visto che la prima impressione che lo svedese ebbe di Raiola, quando questo gli si parò davanti, non fu proprio bellissima. E’ comunque un capolavoro.

Raiola? Mafioso, ciccione e pizzaiolo. La prima volta che lo vidi pensavo fosse uno scherzo.