Gli spettatori prendono posto, con molta calma. L’incontro comincerà tra meno di dieci minuti. Non è una partita come le altre, è la finale...

Gli spettatori prendono posto, con molta calma. L’incontro comincerà tra meno di dieci minuti. Non è una partita come le altre, è la finale della SuperLega 2050, quella che celebra il trentennale della nuova manifestazione continentale per squadre di club, istituita nel lontano 2020.

Quante cose, sono cambiate, da quel 2020. Ci pensa, in tribuna, il presidente della Federazione Mondiale Calcio, la Federazione che ha preso il posto di FIFA e UEFA, dopo che Gianni Infantino aveva clamorosamente, nel 2022, mollato tutto per protesta contro i Mondiali in Qatar. Era tornato sulle sue radici, Gianni. Qualcuno racconta che, quando mollò la presidenza della FIFA, si ritirò in un eremo dalle parti di Vibo Valentia.

I racconti della gente del posto erano parecchio discordanti, ma solo un elemento non cambiava mai. Il vecchio Gianni Infantino non si separava mai dalle sue sfere di plastica trasparente.

Si fermava, il buon vecchio Gianni, in tutti i bar. Radunava delle piccole folle, spiegava le regole del sorteggio e cominciava a estrarre. Ci teneva, il buon Gianni, a spiegare che le squadre di Russia e Ucraina non potevano finire nello stesso girone. Il barista Tonio lo guardava, compassionevole, e con l’amore che si riserva agli anziani, evitava di dirgli che Russia e Ucraina non esistevano più. Erano diventate, nel 2030, Putinlandia, con il leone Vladimir che aveva riconquistato centimetro dopo centimetro il territorio di tutta la vecchia Unione Sovietica.

Quante cose erano cambiate. A quello pensava, il presidente della Federazione Mondiale Calcio, seduto nella sua calda tribuna coperta all’interno dello stadio Giuseppe Meazza in San Siro, teatro di quella partita. Anche lo stesso stadio era stato rivoluzionato. Non c’era più nulla della vecchia struttura, delle torri, degli anelli. Sostituito da un immenso spazio aperto, con le tribune fluttuanti che permettevano agli spettatori più fortunati di spostarsi sui loro mega-droni, seguendo l’azione. Uno spettacolo che però era solo per pochi, perchè dopo quel maledetto incidente nel 2025, quando le tribune volanti si scontrarono tra loro durante la finale di SuperLega tra Bayern Monaco e Virtus Entella, facendo otto morti, le cose erano cambiate. La sicurezza, prima di tutto.

Il Presidente si alza, saluta lo stadio, si prepara al suo messaggio da inviare alle televisioni di tutto il mondo. Le squadre, intanto, si preparano a scendere in campo. E’ una finale attesissima, e per fortuna dello spettacolo e del business c’è anche una squadra italiana in campo. Da una parte il Paris Saint Doha, la squadra nata dalle ceneri del vecchio PSG. Il giorno in cui furono approvate le nuove regole, grazie ai progressi della tecnologia e dei mezzi di trasporto, lo sceicco Nasser Al-Khelaïfi aveva preso una decisione storica. La sua squadra giocava il primo tempo di ogni partita a Parigi, poi  caricavano tutti su delle navicelle orbitanti di ultima generazione e spostava tutto a Doha per giocare il secondo tempo. La formula aveva funzionato, e il Paris Saint Doha era diventato la squadra più forte di tutti i tempi. Aveva vinto 25 scudetti consecutivi in patria, solo che il problema era che non si poteva sapere quale fosse la patria. Perchè lo sceicco aveva fatto anche un’altra squadra, il Doha Saint Germain, che dominava il campionato del Qatar. La confusione era massima, ma la Federazione Mondiale Calcio taceva. Accettava le valigette colme di dollari che arrivavano ogni mese, e taceva.

Ma oggi il Paris Saint Doha si trova di fronte una squadra italiana. L’unica che, negli ultimi 30 anni, era riuscita a raggiungere il top della SuperLega europea. Le grandi storiche, nel 2032, avevano preso una decisione storica. Juventus, Inter e Milan si erano riunite in un’unica grande formazione. La Strisciata Football Club doveva avere l’obiettivo di vincere la SuperLega e portare in alto l’orgoglio italiano. In realtà, il progetto andò a rotoli in pochi mesi. I tifosi di quelle squadre diedero vita a una vera e propria guerra. I dirigenti della squadra furono presi in ostaggio, Adriano Galliani, che all’epoca aveva 88 anni, ma non era mai stato così giovane per via di tutti i progressi della biotecnologia medica, fu catturato dalle bande di Ultras e tenuto sequestrato sui monti della Barbagia per 3 lunghissimi anni. Il progetto fallì, Galliani fu liberato solo quando fu garantito ai tifosi che Juventus, Inter e Milan sarebbero tornate tre squadre diverse. Però furono costrette a ripartire dalla Quinta Categoria AlfaGamma, che aveva nel frattempo sostituito la Lega Pro.

L’orgoglio italiano in Europa era stato portato avanti dalla risorta Spal. La squadra di Ferrara aveva avuto la fortuna di essere acquistata da un baby milionario, il sedicenne Leopoldo Mattia Buffon, figlio del leggendario Gianluigi, nel frattempo finito a giocare in Nuova Zelanda. Il giovane Leopoldo Mattia era diventato multimilionario inventando un nuovo social network, che aveva ridotto sul lastrico Facebook e costretto Mark Zuckerberg a emigrare su Plutone, aprendo la strada ai traslochi intergalattici. Leopoldo Mattia aveva poi messo la sua squadra di ingegneri a lavorare alla biotecnologia applicata al calcio. Prima che diventasse legale, aveva fatto costruire una squadra di super campioni geneticamente modificati e ibridati con robot. Poi, corrompendo ogni tipo di organismo esistente sulla faccia della terra, aveva fatto approvare le modifiche al regolamento del gioco del calcio. Nel 2038 divenne legale tesserare robot, giocatori geneticamente modificati e costruiti in laboratorio e ogni altra creatura. La sorpresa fu grande, perchè nessuno era pronto. Nessuno tranne la Spal di Leopoldo Mattia Buffon, che cominciò a sbaragliare la concorrenza grazie a grandi campioni. Il rampollo aveva prelevato il DNA dei più grandi campioni di tutti i tempi. Nella Spal giocavano giocatori che potevano dribblare come Messi, resistenti come Yaya Tourè e che battevano i corner come Carletto Mammarella. Fu una rivoluzione, e la Spal arrivò nel 2045 in SuperLega. Era arrivata per quattro anni di fila in finale, ma aveva sempre perso. Per qualche strana ragione, la Spal in finale si scioglieva come neve al sole.

Poi, nell’estate del 2049, Leopoldo Mattia Buffon aveva convocato un consiglio di grandi vecchi. Josè Mourinho, Carlo Ancelotti, Maurizio Sarri e Nedo Sonetti. I quattro grandi saggi si arrovellarono, ma non trovarono per mesi la soluzione. Poi, nel settembre di quell’anno, Nedo Sonetti ebbe l’illuminazione. Nei calciatori geneticamente modificati costruiti per la Spal, c’erano tracce del DNA di Michael Ballack. Che, una volta arrivati all’atto conclusivo, prendevano il sopravvento su tutto e impedivano alla squadra del giovane Buffon di portarsi a casa i trofei. I tecnici si misero al lavoro, sostituirono quei geni con una versione modificata prelevata dal piede destro di Mauricio Isla. La Spal tornò a essere la favorita per la vittoria finale, l’attesa, quel giorno di maggio del 2050, era spasmodica.

Lo speaker annuncia le formazioni in campo. Il PSDoha è capitanato, come sempre, da Zlatan Ibrahimovic. Da quando si è sottoposto alle cure sperimentali, il sessantanovenne campione svedese è più in forma che mai. Il trapianto di arti meccanici è stato un successo, e Ibra, nella stagione in corso ha segnato già 258 reti. Quest’anno, in più, il numero di vittime tra i portieri che hanno avuto la sfortuna di incrociare i suoi tiri, è ai massimi storici. Sono già 14 i defunti lasciati sul campo da Ibra, quest’anno. Per fortuna la medicina ha fatto grandi progressi, e i 14 poveretti sono stati resuscitati in tempi record: in molti sono anche qui, ospiti dello Svedese, per assistere alla finale. L’allenatore dei francoqatarioti è Fatih Terim, l’Imperatore. Che, come suggerisce il suo soprannome, esercita il suo ruolo in part time. Una volta finita la partita tornerà infatti a regnare sul suo Regno di Turchia, conquistato con la forza militare nel 2039.

La Spal, allenata da Pierpaolo Bisoli, si presenta in campo con una formazione totalmente nuova. Il giovane Leopoldo Mattia ha annunciato una sorpresa, e infatti, quando le squadre entrano in campo, la sorpresa è effettivamente grande. Tra i pali della Spal c’è infatti Gianluigi Buffon. Leopoldo Mattia e il suo team di scienziati hanno lavorato per anni alla mappatura di un codice genetico particolare. Il settantaduenne Gigi è stato rimesso a nuovo. Oltre a due braccia bioniche nuove, che in fase di massima espansione gli permettono di ampliare la sua apertura alare a oltre 12 metri, il vecchio capitano della Nazionale italiana (le nazionali, nel 2022, dopo il disastroso mondiale in Qatar, sono state abolite e tutti gli almanacchi bruciati) è stato ibridato con i geni dei più grandi portieri della storia: Lev Jasin, Dino Zoff, Salvatore Soviero.

In campo, ci sono, come di consuetudine da qualche anno, 9 giocatori per squadra. Il decimo uomo viene portato in campo dallo sponsor della SuperLega, che estrae a sorte tra i consumatori dei suoi prodotti un fortunato vincitore che può assistere da vicino alla finale dei suoi sogni. Con il PSDoha giocherà Alamir Badanuvic, carpentiere croato trentasettenne, che ha trovato il biglietto vincente in un pacchetto di Goleador (il cui prezzo è intanto salito a 12 € l’una). Con la Spal giocherà invece Franco Putassi, cinquantanovenne ragioniere di Campobasso, che ha trovato il biglietto vincente in una confezione da 12 di birra del discount. Pierpaolo Bisoli lo mette saggiamente a centrocampo, a controllare i ritmi della squadra.

L’undicesimo uomo, come sempre, sarà votato dal pubblico a casa con il televoto. Sottoposto alle cure mediche e all’installazione delle protesi biomediche del caso e spedito in campo. Per il PSDoha il televoto è vinto da Diego Armando Maradona, che viene richiamato da Andorra, dove è diventato Principe, e schierato dietro le punte. Per la Spal il sorteggiato è Alvaro Pereira. La sorpresa è forte, il dubbio che ci si possa trovare di fronte a qualche broglio è parecchio. In sostanza la squadra italiana giocherà in 9 contro 11, visto che il carpentiere croato, con il pallone, ci sa fare. Anche perchè, inquadrato da vicino, il suo volto ricorda parecchio quello di Cristiano Ronaldo, ex campione portoghese ritiratosi nel 2021 per darsi alla carriera da fotomodello.

La partita comincia, ed è subito una tonnara. Il nuovo pallone elettronico comandato a distanza, introdotto nel 2044, comincia come al solito a fare le bizze. Quest’anno i rimbalzi del pallone sono controllati, per evitare ogni polemica, da una equipe di indiani chiusi in un sottoscala di Copenaghen. Per cui questi indianini decidono, premendo dei tasti, dove rimbalzerà il pallone. Lo spettacolo non è dei migliori, il signor Franco Putassi dopo 5′ chiede il cambio, per lui si sospetta un ictus. I cambi, però, sono stati aboliti nel 2032, perchè rendevano il gioco troppo spezzettato, e quindi il ragioniere deve rimanere in campo. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 solo per i 15 interventi miracolosi di Gigi Buffon, che dopo l’ultima parata è anche esploso verso il guardalinee urlando “Chell mamm’t chess fa, aiza a bandier”. Deve sicuramente trattarsi di un rigurgito dei geni di Lev Jasin.

Nella ripresa lo spettacolo non cambia. Il PSDoha attacca, la Spal, guidata dal prode Bisoli, si difende. Si arriva all’ultimo minuto di gara, il centocinquantottesimo (si giocano da qualche anno due tempi da 79 minuti, per poter inserire 11 minuti per tempo di spazi pubblicitari), senza che nulla sia accaduto. Poi, all’ultimo istante, la sirena Instant Game suona. E’ la sirena introdotta nel 2040 per volontà del vecchio presidente della Federazione, Enzo Ghinazzi in arte Pupo. Quando suona la sirena, il super computer pesca una carta a caso tra quelle di Imprevisti e Probabilità, e stabilisce una situazione di gioco a caso. Fu introdotta per rendere più appassionanti le partite, e in effetti ora la suspence è parecchia.

L’arbitro, Howard Webb, estrae la carta, legge il contenuto, e fischia: CALCIO DI RIGORE PER LA SPAL. Vane le proteste del PSDoha, lo sceicco scende in campo con 15 milioni di dollari in contanti (tutti quelli che aveva in tasca) per corrompere il direttore di gara, che però estrae la pistola d’ordinanza e fa ritornare la calma.

CH7-4N1 va sul dischetto (i calciatori della Spal hanno solo dei numeri identificativi, nessun nome) e, con un sinistro che ricorda quello di Carletto Mammarella, spiazza il portiere. Webb fischia tre volte, la Spal è campione della SuperLega.

Ma la gioia dura poco. Il cielo si fa nero in un istante. Il Signore ne ha abbastanza. Dall’alto dei Cieli, con un ultima saetta, incenerisce ciò che resta del pianeta terra. L’umanità, così come è venuta al mondo, in una gigantesca e fragorosa esplosione, sparisce, in pochi secondi.

Dio, soddisfatto, torna in poltrona. Cerca il DVD di Italia-Germania 4-3, mondiali di Messico ’70, e si gode lo spettacolo.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro