I 10 motivi per cui Fifa 98 era il gioco più bello (e delinquenziale) del mondo I 10 motivi per cui Fifa 98 era il gioco più bello (e delinquenziale) del mondo
I videogiochi a tema calcistico si evolvono, cambiano, diventano sempre più perfetti. I motori grafici diventano sempre più potenti, in grado di regalare un’esperienza... I 10 motivi per cui Fifa 98 era il gioco più bello (e delinquenziale) del mondo

I videogiochi a tema calcistico si evolvono, cambiano, diventano sempre più perfetti. I motori grafici diventano sempre più potenti, in grado di regalare un’esperienza di gioco immersiva e sempre più vicina alla realtà.

CHISSENEFREGA! Il vero delinquente, anche a distanza di anni, nel cuore ha un solo gioco. Fifa ’98, il videogioco più bello che la mente umana abbia mai potuto partorire.

Erano altri tempi, i computer e le console erano nel loro periodo preistorico, e noi ci sentivamo fortunati a poter essere tra i primi a giocare videogames di calcio che sembravano avvicinarsi per davvero alla realtà (certo, i più delinquenti si erano già consumati le dita con i floppy disk di Sensible Soccer, ma questo è un altro discorso).

E il gioco migliore al mondo, per quanto potrà evolvere la realtà dei videogiochi calcistici, resta solo e soltanto uno. Il capolavoro: Fifa ’98.

Abbiamo raccolto i dieci motivi per cui era il videogioco più bello del mondo, sperando di trovarvi d’accordo.

fifa98red

Il fallo con la Q

Basterebbe questo solo ed unico motivo, in realtà. Noi ci giocavamo al computer, sul nostro Pentium scassato con il monitor che pesava quanto un bue intero. Quelli che giocavano alla Playstation, con il joypad, forse non potevano provare la nostra stessa emozione. Quell’emozione che saliva, fortissima, quando ci veniva voglia di delinquere. La voglia matta di stendere qualcuno in campo, anche e soprattutto senza un motivo logico e razionale.

E Fifa ’98, che aveva già capito che in fondo al nostro cuore albergava una fame innata di malvivenza, aveva pensato a tutto questo. Bastava premere il tasto Q con tutta la forza che avevamo in corpo e scattava prepotentemente la delinquenza. Entratacce a piedi uniti, tackle scivolati sul portiere avversario, gomitate in pieno volto. Il tasto Q era la risposta a tutti i problemi della nostra infanzia. E poi, la cosa più bella, era quando l’avversario se ne andava in contropiede e noi lo fermavamo con un fallaccio con la Q a palla lontana. Se avevate un amico a fianco, la rissa era quantomeno ineluttabile.

freccione

Le punizioni col freccione

L’accuratezza non era una delle caratteristiche principali di Fifa ’98. Ma a noi piaceva così. I calci d’angolo e le punizioni si battevano tutte allo stesso modo. Con un meraviglioso e gigantesco freccione con il quale era possibile indirizzare la palla verso la porta solamente in maniera grossolana. Eppure noi eravamo lì, convinti di essere Roberto Baggio sul pallone, pronti a insaccare quel calcio di punizione giusto nel sette.

Leggenda vuole che nessuno sia mai riuscito a infilare un calcio di punizione direttamente in rete, qualcuno dice in giro che un paio di eletti ci siano riusciti. Di certo, sui calci d’angolo, la tattica era soltanto una: alzare al massimo quel maledetto freccione e far spiovere la palla in mezzo al mucchione inverecondo che si veniva a creare nel cuore dell’area di rigore.

Comunque, in ogni caso, Giacomo Bulgarelli sarebbe stato pronto ad esclamare: “Mi domando chi batterà questa punizione, hanno una sfilza di giocatori che possono metterla dentro da qui, sono specialisti!

La soundtrack

Whoho! Amafinamidara UHU! Chi di voi non si è emozionato sulle note di Song 2 dei Blur, colonna sonora di apertura del gioco, non è degno di vivere e di respirare il nostro stesso ossigeno. Sul finire degli anni ’90, prima che la musica si imputtanisse a colpi di finti dj, musica elettronica fatta al computer e sbarbatelli idoli delle teenager (quando pure il rock era un affare da delinquenti, insomma) i videogiochi calcistici sapevano regalare delle perle anche con le loro soundtrack.

L’emozione che proviamo ogni volta che, in un locale, o nel più malfamato dei bar che abitualmente frequentiamo, parte Song 2, non è spiegabile a parole. Semplicemente, ogni volta che sentiamo quel “Who Ooh!” ci viene voglia di entrare con il piede a martello sul primo malcapitato che ci troviamo a fianco. Immaginando di premere con tutta la forza che abbiamo in corpo il tasto

La telecronaca di Caputi e Bulgarelli

Questa è proprio un’entrata da macellaio“. “Dovrà assaggiarsi le gambe per sentire se sono ancora buone.” I primi ricordi delinquenziali della nostra infanzia sono legati alla voce del compianto Giacomo Bulgarelli che rimproverava il nostro comportamento da criminali, quando ci deliziavamo nel falciare avversari a destra e a manca, senza remore. La telecronaca di Caputi e Bulgarelli, all’epoca coppia di TeleMontecarlo (prima che diventasse La7) ha segnato la nostra gioventù.

Il pacato Massimo Caputi raccontava le azioni di gioco, spesso con commenti sconnessi rispetto a quello che succedeva in campo; la spalla tecnica Giacomo Bulgarelli invece provvedeva a fornire la sua versione dei fatti, aizzando le folle per un innocuo cross da fondocampo, o magnificando con lodi sperticate la superba parata del portiere. Peccato che in quel momento il pallone fosse tranquillamente a centrocampo. Che meraviglia.

fifaportiere

I dribbling col portiere

Quanti sogni di gloria, quante splendide cavalcate che hanno allietato i nostri pomeriggi delinquenziali. Arrivava la palla al portiere, e via, si partiva verso mirabolanti avventure palla al piede, come il miglior Higuita. E il portiere, ovviamente, era abile tanto quanto i giocatori di movimento, ragione per cui arrivare in porta non era affatto utopistico.

I migliori, i più delinquenti, preferivano scartare tutta la squadra avversaria un paio di volte e poi passarla a qualche attaccante per depositare in rete a porta vuota. Tanto, se per un malaugurato caso del destino o per un improvvido imprevisto perdevi palla, potevi sempre ricorrere all’extrema ratio rerum che avrebbe salvato tutto e tutti. Il tasto Q, ovviamente.

fifartwc

La modalità “Road to World Cup” e i campionati inverecondi

Una delle cose più belle di Fifa ’98 (conosciuto anche come “Road to World Cup”, appunto) era quella di poter simulare tutta l’avventura per arrivare alle fasi finali del mondiale francese che si sarebbe appunto disputato in quell’estate magica del 1998. Per cui potevi prendere una nazionale (anche una per ogni confederazione) e portarla attraverso tutta la fase di qualificazione fino al mondiale.

Ma la cosa più bella, oltre che giocare con la Sierra Leone, il Pakistan o la Cambogia, era che, diventando commissario tecnico della Nazionale, potevi convocare chiunque tu volevi. Per cui, a giocarti i mondiali in Francia, ci potevi arrivare anche con Dario Hubner e Igor Protti. Che forse sarebbe stato anche meglio, a dirla tutta.

Altra cosa meravigliosa, era che per la prima volta c’era un buon numero di campionati stranieri in cui potersi cimentare. Al diavolo la Serie A, la Premier League e la Bundesliga. Il vero delinquente, nel 1998, si consumava i tendini a giocare il campionato della Malesia.

fifa-indoor

La modalità indoor

Meraviglia delle meraviglie. Una cosa che purtroppo è andata via e non tornerà mai più, insieme ai nostri anni ruggenti. A Fifa ’98 si poteva giocare una strepitosa modalità indoor, un cinque contro cinque in un campo in parquet, con le sponde in plexiglass a bordo campo. La palla non usciva mai dal campo, il gioco non si fermava per nessun motivo al mondo.

Inutile dire che la modalità indoor scatenava la delinquenza più bieca e faceva venire fuori il peggio del vostro peggio. Le sponde venivano utilizzate in primo luogo per spiaccicarci addosso gli avversari, e in secondo luogo per tirarci addosso delle cannonate fortissime con cui provare a segnare.

Insomma, quando il pomeriggio si metteva male, quando a scuola la prof di matematica ti aveva messo la nota, quando la ragazzina che ti piaceva si fidanzava col bulletto della classe, la soluzione era sempre la stessa. Chiudersi in casa, aprire Fifa ’98, scegliere la modalità indoor e delinquere con tutta la forza che avevamo nei polpastrelli.

fifa982

La possibilità di togliere falli e fuorigioco

Oppure, quando davvero la voglia di delinquere superava quella di respirare, quando tutto intorno a te era nero, quando  dovevi sfogare i tuoi istinti più beceri, c’era un’altra possibilità. Le regole, in quel meraviglioso videogioco, erano flessibili e adatte alle tue esigenze. Bastava andare tra le impostazioni, togliere il fuorigioco, e soprattutto i falli, e godersi lo spettacolo.

Le partite si tramutavano ben presto in uno spettacolo indimenticabile, con tibie, peroni e malleoli che volavano fino a riempire l’aria. Il rumore della battaglia si sentiva fino a casa dei vicini, e tua madre doveva accorrere preoccupata dalle urla strazianti che provenivano dalle casse del tuo computer. Ma che soddisfazione spaccare ossa a destra e a manca senza l’arbitro intorno, con quel maledetto cartellino in mano.

Una sensazione paragonabile solo alle migliori gioie dell’esistenza. O forse meglio.

fifa98gp

L’accuratezza e il realismo del gameplay

Ok, i videogames calcistici di oggi sono fatti talmente bene da sembrare di assistere a una partita vera; la differenza a momenti non si nota neppure. Ma nei meravigliosi anni ’90 a noi di tutto questo non importava un tubo, perchè ancora non eravamo in grado di capire la rivoluzione che si sarebbe scatenata di lì a qualche anno.

Per cui, il gameplay di Fifa ’98 ci sembrava il migliore del mondo. I giocatori si muovevano a scatti, e dribblavano disegnando sul terreno di gioco angoli di 90 gradi. La palla era più grande della testa di molti giocatori, e si poteva tirare in porta anche da centrocampo. Bastava premere il tasto corrispondente e il pallone volava allegramente verso i pali della porta. Inoltre, bastava conoscere quei due o tre trucchetti derivanti dall’esperienza per imparare a dominare il gioco e vincere praticamente contro chiunque.

Per esempio, quanti pomeriggi avete trascorso piazzati davanti al portiere in attesa che rinviasse e vi cogliesse nella schiena, regalandovi un gol? Noi parecchi.

fifamaldini

I migliori anni della nostra vita

Alla fine, in fondo, forse non era Fifa ’98 quello di cui eravamo innamorati. Forse, era quel calcio di cui oggi sentiamo maledettamente la mancanza ad essere così magico. Forse era la possibilità di poter giocare con i campioni della nostra infanzia, di fingerci per qualche ora Ronaldo, Zidane, Overmars o Gasperoni (a San Marino ricordate anche voi che ce n’erano una cinquantina di quei Gasperoni, vero?).

Fifa ’98 è semplicemente il ricordo più bello per chi, insieme a quel videogioco, ci è cresciuto ed è diventato grande. Perchè era tutto più bello, più facile e più semplice quando la nostra unica preoccupazione era quella di finire la partita in almeno 7 uomini, evitando di farcene cacciare più di 4 per putridissimi falcioni con il tasto Q.