Fenerbahce-Galatasaray: Il Kitalar Arasi Derbi Fenerbahce-Galatasaray: Il Kitalar Arasi Derbi
Secondo il sito footballderbies.com, Galatasaray-Fenerbahce è il derby più sentito del Pianeta. Davanti anche a River-Boca e all’Old Firm di Glasgow, davanti a Partizan-Stella... Fenerbahce-Galatasaray: Il Kitalar Arasi Derbi

Secondo il sito footballderbies.com, Galatasaray-Fenerbahce è il derby più sentito del Pianeta. Davanti anche a River-Boca e all’Old Firm di Glasgow, davanti a Partizan-Stella Rossa e davanti a qualsiasi altra stracittadina del mondo del pallone. Difficile dargli torto.

Derby Intercontinentale, Kitalar Arasi Derby: così è definita la sfida fratricida tra i giallorossi e i biancogialloblu di Istanbul, città che ha sempre vissuto di fermenti e che per il calcio non fa eccezioni. Non ci sono grosse radici religiose, politiche, etniche, sociali alla base di questa immensa rivalità.

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Solo una pura, immensa e straordinaria rivalità sportiva. Ed è forse proprio questa caratteristica, questo essere una rivalità puramente legata allo sport, a rendere così affascinante questa contrapposizione, a spiegare quanto lo sport e il calcio possano significare nella vita di un gruppo di persone.

Una rivalità costruita nel corso degli anni, su decine e decine di scontri tra le opposte fazioni, sempre più duri, dentro e fuori dal campo, sugli spalti, prima durante e dopo i derby. Per i tifosi di Galatasaray e Fenerbahce ogni occasione è buona per far volare le mani e, qualche volta, anche qualcosa di più.

A separare le due squadre è inizialmente il ponte di Galata, quello che divide Istanbul nella parte orientale e in quella occidentale. Il Galatasaray venne fondato nel 1905 da un gruppo di studenti del Galatalyceum, istituto nel quale andavano a studiare i figli delle classi più ricche della società turca, quelle che guardavano con ammirazione all’Europa e cercavano di adottare le tradizioni della società occidentali.

Due anni dopo nacque invece il Fenerbahce, nella zona di Istanbul a est del Bosforo: una parte di città che guardava invece a Oriente, al commercio con l’Asia. Ecco perchè il derby di Istanbul è detto anche il derby intercontinentale. Ma come abbiamo già detto, di questa contrapposizione ideologica oggi è rimasto ben poco, in una Istanbul che è diventata una città multiforme.

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In pochi posti al mondo si può raccontare un clima come quello che si vive in città quando Galatasaray e Fenerbahce si affrontano: l’ordine pubblico è sempre a rischio quando va in scena la stracittadina. Il primo derby si giocò il 17 gennaio del 1909 e vide la vittoria del Galatasaray per 2-0. Nei primi anni le due squadre non furono subito grandi rivali, dal momento che altre compagini affollavano i campi turchi in quel periodo, tra tutte club di origine greca o armena.

In molti casi le rivalità cittadine nascono insieme alle squadre, ma non è il caso del derby di Istanbul. Possiamo addirittura provare a dare una data alla nascita delle ostilità: 23 febbraio 1934, stadio Taksim. Noi non c’eravamo, ovviamente, ma le cronache dell’epoca raccontano di una partita finita in rissa grossa, tanto in campo, quanto sugli spalti. Da quel momento, infatti, è stata un’escalation di violenza e di minacce, vere e presunte, tra le due tifoserie. Ah, dimenticavamo: la partita in oggetto era un’amichevole.

Una rivalità così sentita che coinvolge anche i tanti giocatori non turchi delle due squadre. Negli ultimi anni in moltissimi hanno deliziato la platea con delinquentate a noi tanto care: ultimi gli ex “italiani” Felipe Melo e Wesley Sneijder, grandi protagonisti di uno dei Galatasaray-Fenerbahce più accesi degli ultimi anni, finito con tifosi in campo a lanciarsi seggiolini e la polizia a caricare a destra e a manca.

Quando si parla di questa rivalità, non sono solamente i tifosi a farla grossa. Spesso sono anche gli stessi protagonisti in campo a mettersi di impegno per alzare i toni della disputa. In tal senso l’episodio più clamoroso avviene nella stagione 1995-96. E’ un concentrato perfetto di quanto la gente ad Istanbul possa perdere la testa per questa rivalità, e di quanto sia contagiosa. Anche per chi ad Istanbul non ci è nato.

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Galatasaray e Fenerbahce si ritrovano di fronte in finale di Coppa di Turchia, dopo essersi già giocati il campionato, vinto dai gialloblu. Alla vigilia della finale il presidente del Fenerbahce commenta l’operato di Graeme Souness, allenatore del Galatasaray con un passato da delinquente patentato, in maniera sprezzantemente ironica. Cioè, senza mezzi termini si chiede per quale motivo i rivali avessero affidato la panchina ad “un allenatore handicappato“.

Già, perchè Souness si era appena operato al cuore. L’allenatore scozzese se la lega al dito. Il Galatasaray vince il doppio confronto e vince la Coppa, e Souness mette in scena uno dei gesti più eclatanti della storia moderna del calcio. Al triplice fischio della gara di ritorno, in casa del Fenerbahce, pianta a centrocampo un bandierone del Galatasaray, e resta lì, a guardare tutti in segno di sfida. Solo l’intervento della polizia salva la pelle all’allenatore britannico. Polizia che avrà molto da fare nel postpartita, perchè gli scontri infiammeranno tutta Istanbul. Ma poco importa, Souness è diventato l’eroe dei tifosi del Galatasaray, uno di loro a tutti gli effetti.

Ma stiamo parlando di Galatasaray-Fenerbahce, e la provocazione di Souness non può restare impunita, non può non venire vendicata. E infatti, in uno dei primi match casalinghi del Galatasaray nella stagione successiva, se ne prende carico “Rambo” Okan, uno dei più famosi rappresentanti della tifoseria gialloblu, uno che tutte le rotelle a posto forse non le ha. Rambo elude la sicurezza, si presenta al centro del campo e pianta una bandiera del Fenerbahce a centrocampo, come aveva fatto qualche mese prima Souness.

Rambo, per sicurezza, si è portato dietro un argomento abbastanza convincente: un enorme coltello con il quale resta lì piantato, fermo, immobile, aspettando che qualcuno venga gentilmente a chiedergli di spostare quella bandiera per far dare il calcio d’inizio. Okan arriva anche a pochi metri da Souness, e siamo certi che, se non si fosse messa di mezzo la polizia, quel coltello Souness lo avrebbe assaggiato. L’offesa era stata lavata, il torto pareggiato.

Il Derby Intercontinentale di Istanbul è una di quelle cose che devi vivere in prima persona per poterti spiegare razionalmente. Ma non è detto che ci si possa riuscire. Il Kitalar Arasi Derby è una di quelle cose che si sa quando inizia ma non si sa quando finisce. Probabilmente mai.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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  • Gabo

    agosto 4, 2014 #1 Author

    Ahh come lo racconti tu il calcio,nessuno.Bravissimo.

    Rispondi

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