Nostalgia Canaglia: Felice Centofanti Nostalgia Canaglia: Felice Centofanti
Felice Centofanti nasce a Teramo il 23 maggio 1969. Capelli lunghi ricci e look trasandato erano i suoi tratti distintivi. Ha lasciato il segno... Nostalgia Canaglia: Felice Centofanti

Felice Centofanti nasce a Teramo il 23 maggio 1969. Capelli lunghi ricci e look trasandato erano i suoi tratti distintivi. Ha lasciato il segno nel cuore di ogni malato di pallone degli anni ’90, incapace di resistere all’affascinante combinazione di nome irresistibile e aspetto da scaricatore portuale.
Terzino sinistro e all’occorrenza esterno di centrocampo Felice Centofanti ha sempre avuto il vizietto del goal, sfruttando la grande potenza del suo mancino sui calci piazzati anche da distanze proibitive. Dopo le prime esperienze tra Teramo, Jesi e Barletta approda in serie B al Palermo, dove si mette in mostra grazie alle 8 reti realizzate in una sola stagione.

Approda all’Ancona nella stagione 1992-’93, senza che i suoi talenti possano impedire la retrocessione della squadra dorica che puntuale avviene a fine anno. Nella stagione successiva, con l’Ancona in serie cadetta, è protagonista della strepitosa cavalcata che porterà i marchigiani a disputare la finale di Coppa Italia, in una favola di quelle che ci fanno innamorare di questo gioco. Il finale, come spesso accade, sarà amaro con l’Ancona di Centofanti costretta a piegarsi alla ben più blasonata Sampdoria. Dopo un’altra stagione al Del Conero si trasferisce a Milano, sponda neroazzurra.

E’ uno dei primi acquisti dell’era Moratti. All’Inter la concorrenza è spietata, ci sono infatti Roberto Carlos e Alessandro Pistone ed in panchina Roy Hodgson che , con la cessione del terzino brasiliano, dimostra di non essere completamente in controllo della situazione. Dopo 9 apparizioni ed un goal termina la sua carriera neroazzurra. Felice Centofanti approda prima al Genoa poi a Ravenna ed infine al Padova, all’inizio del nuovo millennio. Proprio con i biancoscudati è protagonista di 3 stagioni memorabili, che fruttano un bottino totale di 23 realizzazioni e la promozione dalla C2 alla C1.

Si ritira ufficialmente nel 2012 dopo un’esperienza in terza categoria nella Sannicolese.
Icona di un calcio romantico, in via d’estinzione, quasi nauseato dal calcio moderno che più non gli appartiene e dal quale non si sente rappresentato, per sua stessa ammissione.

Non guardo una partita ,in tv e dal vivo, da due anni e ne vado fiero, questo non è il mio calcio. Il calcio dei Balotelli e dei Cassano tenetevelo voi…

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