Federico Valverde, speranza Celeste Federico Valverde, speranza Celeste
Non deve essere semplice giocare la tua prima partita in Nazionale con addosso la pressione di una qualificazione ai Mondiali in ballo. Ma, se... Federico Valverde, speranza Celeste

Non deve essere semplice giocare la tua prima partita in Nazionale con addosso la pressione di una qualificazione ai Mondiali in ballo.

Ma, se ce la fai, se riesci a giocare dal primo minuto una partita di quel livello, e se poi ci metti anche gli effetti speciali, segnando il gol che sblocca la partita e che forse fa fare al tuo Paese un passettino importante verso la Russia, significa che dentro hai qualcosa di speciale, e che il futuro ti sorride.

Federico Valverde, nato a Montevideo il 22 luglio 1998: la faccia tradisce la giovane età, gli occhi raccontano però tutta la sicurezza di chi sa dove vuole arrivare, e di chi farà di tutto per realizzare il proprio sogno.

D’altronde, in Uruguay sono abituati così.




Federico Valverde, qualche giorno fa, ha sbloccato il match tra Uruguay e Paraguay con una sassata da fuori area, ripagando la fiducia del Maestro Oscar Washington Tabarez: un destro che non lascia scampo e che fa esplodere di gioia un popolo attaccato alla sua Celeste come poche cose al mondo.

I 19 anni di Federico, in mezzo a tutti quei vecchi volponi con la maglia dell’Uruguay, che sembrano essere lì da una vita – e, in effetti, giocano sempre quelli da 10 anni, a momenti… – si vedono ancora di più, e a guardare il suo sorriso un po’ spaesato dopo il gol, sembra ancora più giovane.

Giovane, ma non fuori ruolo.

La notte del Defensores del Chaco (eh, già, il ragazzo si è preso anche la briga di segnarlo fuori casa, in ambiente ostile, il suo primo gol) lascia in eredità al calcio un ragazzo che avrà molte cose da dire.

Ma, se ve lo state domandando, state sereni: potete dormire sonni tranquilli, perché Valverde ha già addosso la camiseta blanca del Real Madrid, e portarlo lontano da lì non sarà facile, anzi, se le premesse sono queste, sarà francamente impossibile.

Valverde è un centrocampista moderno nel vero senso della parola: nato come trequartista, si è adattato a giocare come mezzala o come regista. Uno di quei centrocampisti che fanno innamorare gli allenatori di Premier League (su di lui aveva messo gli occhi l’Arsenal), che adorano i calciatori che sappiano andare a prendersi la palla qualche metro dietro e poi inserirsi verso la porta qualche metro più avanti.




A Madrid, in mezzo al campo, hanno due fenomeni del calibro di Modric e Kroos. Senza esagerare, si potrebbe dire che Valverde, che è dotato anche di un fisico più strutturato rispetto al maghetto croato, potrebbe essere il mix perfetto tra i due campioni del Real.

Ovviamente, solo il tempo ci dirà se Valverde manterrà le promesse. Ora, per lui, è già tempo di dimostrare qualcosa. Il Real, dopo le buone stagioni nelle giovanili, lo ha ceduto in prestito al Deportivo, dove non ha ancora giocato in questo avvio di campionato.

Ma, se in Galizia hanno visto le immagini della partita tra Uruguay e Paraguay, forse farebbero bene a pensare di buttarlo in campo e di lasciargli fare il suo lavoro.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

 

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