Federico Melchiorri, un calcio al fato Federico Melchiorri, un calcio al fato
Avrei voluto dirgli un sacco di cose ma non mi sono uscite le parole e mi è stato possibile solo stringergli la mano. Il... Federico Melchiorri, un calcio al fato

Avrei voluto dirgli un sacco di cose ma non mi sono uscite le parole e mi è stato possibile solo stringergli la mano. Il tuo idolo di una vita ti passa accanto e non trovi nemmeno le parole. Gli dici solo grazie, perché ha ispirato tutta la tua vita.

Chi parla è un giocatore umile, molto forte ma altrettanto timido. Chi parla è un attaccante che sta giocando un’amichevole di lusso, con il suo Padova, contro il Sydney del suo idolo d’infanzia, Alessandro Del Piero. Si trova per caso su quella fascia, dove lo storico capitano juventino sta correndo al piccolo trotto prima di lasciare il terreno di gioco e prendersi la doverosa ovazione dal pubblico che l’ha visto nascere, calcisticamente parlando.

Chi parla è l’attaccante che ha appena concluso la stagione con la maglia del Pescara e al quale soltanto una maledetta traversa, colpita all’ultimo minuto, ha negato il paradiso.

A volte la vita è davvero strana, per qualche bizzarro capriccio del destino Federico Melchiorri quella partita a Padova ha rischiato di vederla da semplice spettatore, sugli spalti dell’Euganeo, o peggio ancora di non vederla proprio. E’ l’Aprile del 2010 quando si gioca Giulianova-Cavese, uno scontro di gioco come se ne vedono tanti su un campo da calcio costringe Federico ad abbandonare  la partita prematuramente. Controlli di rito e, per scrupolo, una tac. Diagnosi: angioma cavernoso. Quello che nessuno si aspettava di trovare, un duro colpo per un ragazzo di 23 anni in rampa di lancio che ha già conosciuto la serie A grazie ad un’apparizione con la maglia del Siena.

E’ vero, poteva andare anche peggio, grazie al cielo, ma soprattutto alla scienza, si può intervenire chirurgicamente. La zona interessata è quella cerebrale, estremamente delicata.  E’ la stessa patologia che ha colpito di recente Leandro Castan, con la differenza che in quel momento Federico era solo un giovane di belle speranze. Nessuno, o quasi, per come gira il mondo del calcio ai giorni nostri,si poteva permettere di aspettarlo. Solo quell’unica presenza nella massima serie, quasi simbolica, subentrando in sostituzione a Cristian Molinaro. Per il resto tanta gavetta, tra Tolentino, Giulianova e Sambenedettese. Fino a quel maledetto giorno di Aprile in cui il destino, come un vento forte, ha rischiato di spazzar via tutti i suoi sogni.

L’intervento riesce perfettamente, ma la strada per il ritorno sul prato verde è ancora lunga e tortuosa. Federico nel frattempo studia, è iscritto alla facoltà di Economia e gli piace pure parecchio. Non sa se ci sarà ancora posto per lui a certi livelli, non sa se la sua passione da bambino potrà diventare un lavoro o rimarrà un hobby da soddisfare con gli amici più cari, quelli che mai lo hanno abbandonato, nemmeno per un istante.

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Proprio con loro riparte dalla seconda categoria, dai campi polverosi che pensava non avrebbe mai più calcato. Non per spocchia o per superbia, non fatevi ingannare. Federico è uno dei calciatori più umili di questo mondo, il fatto è che tecnicamente il suo livello è un altro, ben più alto.

Dalla seconda categoria al Tolentino, la squadra da che lo ha lanciato, la prima società a credere nelle sue potenzialità. Tolentino che milita in Eccellenza, ma per Federico questo non è assolutamente un problema.  Gradino dopo gradino riparte la sua scalata verso il calcio professionistico. Dal 2010 al 2012 realizza trentacinque reti, è letteralmente un gigante in mezzo ai bambini. Il recupero, fisico e psicologico, può dirsi completato al cento per cento. Ma gli scout dormono, i presidenti sono impegnati in viaggi verso mete esotiche alla ricerca di fenomeni, spesso da baraccone, da portare in Italia. A Macerata però, città in cui Federico è nato, la presidentessa Tardella è sveglia e non se lo lascia sfuggire. E’ in serie D ma per Melchiorri è un onore vestire la casacca della propria città , come testimoniano le sue stesse parole.

Rappresentare la città e la squadra che amo per me è stato fantastico. Mi son caricato sulle spalle questa rischiosa responsabilità e  alla fine ho avuto ragione. Il mio anno più bello per soddisfazione personale è stato quello alla Maceratese.

Sarà la carica ritrovata, l’aria di casa,  o sarà che Federico è proprio forte per davvero fatto sta che nella stagione 2012 -2013 realizza ventitré reti in trenta apparizioni di campionato. Segna e trascina i suoi compagni fino ad accarezzare con mano la Lega Pro, che sfugge per un battito di ciglia. Poco importa, ormai tutti hanno capito che i palcoscenici per Melchiorri sono altri. Non la serie D e nemmeno la Lega Pro, con tutto il rispetto che dobbiamo tributare a queste categorie.

Giorgio Repetto, direttore sportivo del Pescara, vuole puntare forte su di lui. E’ un giocatore da serie A, dichiara senza mezzi termini. Pasquale Marino, allora nuovo tecnico del Pescara non è però dello stesso avviso, la scommessa è troppo grossa e non se la sente di rischiare. Si fa avanti il Padova che se ne assicura le prestazioni. Melchiorri parte dietro nelle gerarchie, come è ovvio che sia per chi arriva, già ad una certa età, dalle categorie inferiori. Non gli serve molto tempo però per scalare posizioni, e trovare il suo posto là davanti. L’esordio in B è di quelli da ricordare, perché il destino, che a volte ci sembra così cinico, altrettanto spesso si riserva la possibilità di rimediare agli errori. Va subito in gol contro il Varese, in quella che oggi Federico considera la sua rete più importante.  E’ l’unico in grado di creare qualcosa con le sue caratteristiche, è veloce, dotato di un’ottima tecnica e vede la porta come i migliori attaccanti. Poi lotta senza paura su ogni pallone, come chi dalla vita ha dovuto guadagnarsi tutto fino all’ultima goccia di sudore. Non basta per evitare la retrocessione della sua squadra che  a fine anno saluta la cadetteria. Il Pescara, che tanto era stato vicino al suo acquisto la precedente estate, ora non se lo lascia sfuggire. Repettto ci aveva visto benissimo, Melchiorri è un giocatore da serie A.  Con 14 reti e prestazioni di assoluto livello si mette in mostra come uno dei migliori giocatori di tutta la serie B, trascinando il Pescara fino alla finale playoff contro il Bologna. E’ il 90’ minuto e  la stessa traversa, che già aveva strozzato in gola l’urlo di gioia di Gigi Castaldo, rispedisce indietro i sogni di una città intera che il bomber maceratese si era caricato sulle spalle.

Non sappiamo ancora con che maglia scenderà in campo la prossima stagione Federico Melchiorri, quel che ci sentiamo di poter affermare, senza alcun timore, è che chiunque riuscirà ad accaparrarselo farà un grande colpo. Fatelo giocare e dategli fiducia. Perché uno che ha saputo lottare e mettersi in gioco, ripartendo dal basso e ricostruendo passo a passo la propria carriera, non vi lascerà mai a piedi.

Cosa volete che cambi? tanto in D o in B le porte sono larghe uguali.

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo

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