Chi si segue da tempo conosce bene la storia del Rostov, piccola realtà del calcio russo che lo scorso anno ha sfiorato un’impresa del tutto...

Chi si segue da tempo conosce bene la storia del Rostov, piccola realtà del calcio russo che lo scorso anno ha sfiorato un’impresa del tutto simile a quella compiuta dal Leicester City, andando vicinissimo alla vittoria del titolo nazionale poi finito nelle mani del solito Cska Mosca. Ora i selmashi di Rostov-sul-Don hanno compiuto un altro piccolo grande miracolo: grazie alla roboante vittoria di ieri sera sul blasonato Ajax, il Rostov si è garantito l’accesso alla fase a gironi della Champions League per la prima volta nella sua storia.

L’urna di Nyon non è mai stata benevola col club, neofita della massima competizione internazionale: nel terzo turno preliminare, il primo disputato dai russi, il Rostov ha dovuto vedersela con il ben più scafato Anderlecht, una delle avversarie più ostiche del lotto. Fermati sul 2-2 in casa, i gialloblù hanno offerto una grande prova di forza e carattere andando a vincere per 2-0 nella tana dei belgi. Protagonisti e marcatori sono stati il centrocampista ecuadoregno Christian Noboa, l’uomo di maggior esperienza internazionale, e il talentuoso ventenne iraniano Sardar Azmoun, del quale vi abbiamo già parlato e vi parleremo in seguito.

Tutto in discesa dopo un’impresa del genere? No, l’esatto opposto: come un fulmine a ciel sereno, l’allenatore del Rostov Kurban Berdiyev ha lasciato la panchina dei selmashi per provare ad agguantare quello che sarebbe il traguardo più importante della sua carriera, ovvero la guida della nazionale russa per i Mondiali casalinghi del 2018, opzione che la federcalcio sovietica prende seriamente in considerazione. Principale fautore del miracoloso secondo posto della scorsa stagione, il turkmeno Berdiyev ha indicato come proprio successore il suo vice Dmitri Kirichenko, che a 39 anni e alla prima esperienza da allenatore si è trovato a dover gestire la patata bollente della qualificazione alla Champions League senza peraltro poter disporre del perno centrale Bastos, recentemente trasferitosi alla Lazio.

Mentre il Rostov partiva in campionato tra alti e bassi, su tutti il rocambolesco 3-2 di San Pietroburgo dopo l’iniziale doppio vantaggio, il sorteggio di Nyon riservava ai russi un’altra brutta sorpresa: l’Ajax di Peter Bosz e dei vari talenti Klaassen, El Ghazi e Bazoer, habitué del massimo torneo continentale. Non è da tutti uscire indenni dall’Amsterdam ArenA, impresa riuscita agli uomini di Kirichenko grazie a un calcio di punizione di Noboa mal letto dal portiere ajacide Cillessen, pareggiato poi dal calcio di rigore di Klaassen.

La gara di ritorno si è disputata ieri allo stadio Olimp-2 di Rostov-sul-Don, coi padroni di casa che sono scesi in campo col consueto 3-5-2 offensivo, con l’esperto bucaniere ispanico Cesar Navas a guidare la retroguardia e capitan Gatcan a delinquere in mezzo al campo, lasciando spazio agli inserimenti delle mezzali Erohkin e Noboa e all’estro delle mobili punte Poloz e Azmoun, preferito al più esperto Bukharov. Già, lo stesso Azmoun che aveva deciso la gara con l’Anderlecht e che anche questa volta si è preso la briga di rompere il ghiaccio con uno stacco imperioso su cross di Erohkin, infilando la palla sotto il sette. Un ragazzo del quale sentiremo parlare.

Sbloccato il risultato, la squadra di Kirichenko ha preso fiducia e, complice una retroguardia dei lancieri che sarebbe eufemistico definire distratta, ha dilagato con Erohkin, Noboa e Poloz, subendo l’1-4 da Klaassen su rigore a giochi ampiamente chiusi.

Gatcan e compagni possono festeggiare, il Rostov ha finalmente raggiunto la fase finale della coppa più importante, ma il bello arriva adesso: tra le peggiori squadre per ranking Uefa, i selmashi sono stati ovviamente inseriti in quarta fascia ed incontreranno almeno una delle grandi potenze del calcio europeo che sino a pochi anni fa parevano calcare campi di un pianeta distante. Raggiunto l’obiettivo, ora i ragazzi di Rostov-sul-Don vogliono divertirsi, e noi con loro; oltre alla vostra squadra del cuore, sapete per chi tifare in Europa.

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11