Facci sognare, Totò. Facci sognare, Totò.
Occhi sgranati, braccia larghe, corsa a perdifiato. L’ha fatto ancora. Quel ragazzo che doveva essere lì per caso, come un imbucato alla festa, l’ha... Facci sognare, Totò.

Occhi sgranati, braccia larghe, corsa a perdifiato.

L’ha fatto ancora. Quel ragazzo che doveva essere lì per caso, come un imbucato alla festa, l’ha pucciata ancora. Ha segnato di nuovo. Ha fatto di nuovo sognare milioni di italiani. Ha scritto un’altra piccola pagina della sua e della nostra storia.

E’ l’estate del 1990, sono le nostre notti magiche, quelle in cui un ragazzo venuto fuori dal nulla sembra non riuscire a smettere di fare goal. Sembra non riuscire a smettere di correre a braccia larghe e occhi sgranati. Quasi come se non ci credesse nemmeno lui. E’ l’estate del 1990, si gioca il Mondiale in casa nostra e quel ragazzo che non smette di fare goal è Totò Schillaci da Palermo.

Da noi, per emergere, devi avere la fortuna che qualcuno venga a scovarti. Non ci sono scuole calcio, i club investono poco nel settore giovanile. Ho conosciuto tanti ragazzi che potenzialmente sarebbero stati dei talenti e che si sono scoraggiati. Io ce l’ho fatta perchè ho avuto il coraggio, magari l’incoscienza, di puntare tutto sul calcio: dopo un anno e mezzo che aggiustavo le gomme, e dopo, sfinito, mi andavo ad allenare, ho deciso che dovevo scegliere. E ho scelto il calcio, dandomi una scadenza. Se non avessi sfondato mi sarei rimesso a bottega.

Uno come noi. Uno di noi. Venuto da dove veniamo noi. Quella di Totò Schillaci è allo stesso tempo una storia come tante e una storia straordinaria. La storia di un ragazzo che ce l’ha fatta ma che avrebbe potuto non farcela, come tanti altri. Quella di un ragazzo che con la propria caparbietà, la propria voglia di lottare ed emergere è arrivato alla Juventus, alla Nazionale. A far sognare gli italiani in quella magica estate in cui tutto sembrava possibile, fino alla maledetta notte di Napoli.

La notte in cui l’Italia prese l’unico gol di quell’estate. Un gol che bastò ed avanzò per strappare le pagine del romanzo che era già pronto e buttarlo nel camino. Ma quella resterà sempre l’estate di Totò. Un ragazzo che era già felice di essere lì. Un ragazzo per il quale era già tanto essere stato convocato, respirare l’aria del grande calcio dopo aver mangiato polvere per anni nei campi di provincia, dopo aver combattuto tante battaglie sui campi della C e della B.

E invece, qualcuno aveva deciso che quella doveva essere l’estate di Totò Schillaci. Il primo gol all’Austria dopo quattro minuti dal suo ingresso in campo. E poi Cecoslovacchia, Uruguay, Irlanda. Tutte cadute sotto i colpi di Totò. Gli bastava toccare la palla, in quelle notti magiche, per farla entrare in porta. Non c’era bisogno d’altro. Fino a quella notte, quella maledetta notte. In cui lui, comunque il suo gol lo fece. Poi, l’uscita a farfalle di Zenga, il pareggio, i supplementari, i rigori.

Quel rigore che Totò non volle tirare. Per un po’ l’Italia si sentì tradita e abbandonata dal suo eroe. Ma poi l’Italia capì. Capì che quando non te la senti, un rigore non è il caso di calciarlo. E non ci sono tragedie da fare. Capì che quella era stata l’estate del piccolo palermitano venuto dal nulla e che portò l’Italia a un passo dal sogno.

Uno come noi. Uno di noi. Auguri, Totò.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

Related Posts

Ma quanto era forte Totò Di Natale?

2019-04-16 14:05:08
delinquentidelpallone

18

La Salernitana ha voglia di sognare in grande

2018-11-01 10:44:35
delinquentidelpallone

18

La faccia tosta di Harry Wilson

2018-09-26 08:39:25
delinquentidelpallone

18

Facciamo a cazzotti, almeno!

2018-09-11 09:03:24
delinquentidelpallone

18

Copa Libertadores: Botafogo-Nacional finisce a mani in faccia

2017-08-11 07:54:46
delinquentidelpallone

18

Sognare a Ferrara

2017-03-18 17:34:30
pagolo

18

Kasper Dolberg, il nuovo Ibra che fa sognare l’Ajax

2016-11-21 11:18:28
delinquentidelpallone

18

Totò Di Natale: io sono Leggenda

2016-05-18 09:27:49
delinquentidelpallone

18