Fabrizio Castori e la riconoscenza del mondo del calcio Fabrizio Castori e la riconoscenza del mondo del calcio
Ieri sera la notizia ci ha colto di sorpresa: Fabrizio Castori, di punto in bianco, non è più l’allenatore del Carpi. Paga i due... Fabrizio Castori e la riconoscenza del mondo del calcio

Ieri sera la notizia ci ha colto di sorpresa: Fabrizio Castori, di punto in bianco, non è più l’allenatore del Carpi. Paga i due punti conquistati in sei partite. Ok, non uno score di tutto rispetto, però, onestamente, era probabilmente difficile fare di più. Anzi, sicuramente, visto il calendario che gli emiliani hanno dovuto affrontare. Trasferte difficili e big affrontate: uscire con più di due punti da quelle forche caudine era praticamente impossibile. Eppure ai piani alti del Carpi non si sono fatti problemi a mandarlo via. Era davvero inevitabile?

Castori aveva guidato il Carpi alla storica promozione in Serie A, una promozione che nessuno si sarebbe mai aspettato. Lo scorso anno, infatti, l’obiettivo del Carpi era una tranquilla salvezza in Serie B, non certo una promozione con un campionato dominato. E, con una squadra che non sembra così competitiva per la massima serie, Castori non avrebbe potuto certo fare un miracolo. La riconoscenza, nel mondo del calcio, spesso è solo un’utopia portata avanti da chi crede ancora nei sentimenti e negli uomini.

castoricarpiFabrizio Castori ha salutato tutti con una lettera commovente, che ricorda a tutti i bei momenti dello scorso anno. Nessun accenno di polemica, nessuna risposta piccata a un esonero che ci sembra onestamente assurdo.

Oggi non è il giorno più difficile del mio percorso professionale, ma sicuramente è quello più triste. Non potrebbe essere altrimenti, poiché la serie A, un traguardo sognato, sudato, accarezzato ed infine raggiunto, con tanto sacrificio, impegno e dedizione, da adesso in poi entrerà purtroppo a far parte solo dei miei ricordi. I ricordi di un uomo che 14 mesi fa arrivava a Carpi con una voglia matta di mettersi in discussione, che trovava una cittadina meravigliosa pronta ad accoglierlo e che fin da subito capiva di essere sbarcato in un laboratorio calcistico innovativo fatto di uomini veri e di idee rivoluzionarie.

In mezzo a questi 14 mesi però c’è una data, il 28 aprile 2015, un giorno che niente e soprattutto nessuno potrà mai cancellare, perché in quel giorno gli uomini del Carpi hanno scritto la Storia: gli anonimi, i poveri, gli ultimi, quelli che hanno fatto la vera gavetta diventano i primi, perché sono semplicemente i migliori e tutti lo devono accettare. Voglio ringraziare i meravigliosi tifosi che in questi mesi mi hanno dato tutto il loro sostegno incondizionato, i miei collaboratori, professionisti di primo ordine nel panorama calcistico e quel manipolo di fantastici ragazzi che ho avuto la fortuna di allenare, e a cui voglio lasciare un messaggio: non preoccupatevi cari ragazzi, noi siamo GLI IMMORTALI.

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