Eziolino Capuano, il mister del nostro cuore Eziolino Capuano, il mister del nostro cuore
Diciamocelo francamente: tutti nella vita hanno giocato a pallone. Ma quelli che alla fine riescono a sfangarla sono veramente pochi. C’è chi è bravino... Eziolino Capuano, il mister del nostro cuore

Diciamocelo francamente: tutti nella vita hanno giocato a pallone.

Ma quelli che alla fine riescono a sfangarla sono veramente pochi. C’è chi è bravino ma non si applica, chi è molle mentalmente, chi ha avuto una carriera stroncata sul nascere da un infortunio, chi era troppo lento, chi troppo evanescente, chi è semplicemente troppo scarso. E c’è infine chi per ragioni fisiche non può mettere piede in campo, nonostante una passione smisurata. E’ il nostro caso.

Siamo a Salerno negli anni 80, la squadra locale arranca in serie C, l’Arechi e i fasti dell’epoca di Delio Rossi devono ancora venire ancora, si gioca al vecchio catino infuocato del Vestuti, praticamente nel centro cittadino. In questo contesto cresce (si fa per dire) un piccolo genio. Sono gli anni dell’avvento della zona, gli anni dei visionari, di Arrigo e di Sdengo, di Galeone e di Maifredi, gli stregoni di provincia. Non tutti diventeranno leggenda, anzi, ma in questi anni il calcio in Italia diventa tutta un’altra storia. Il nostro, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo a 17 anni studia il verbo della zona in maniera maniacale, cerca di portare quelle idee (il pressing asfissiante, il fuorigioco, gli schemi) nei campi polverosi di provincia. Inizia così la sua avventura: Ebolitana, Poseidon, Pro Salerno.

Raccoglie i primi buoni risultati, ma c’è dell’altro. Oltre a una conoscenza tattica sterminata il nostro si fa notare per una personalità estremamente vivace, una lingua più che tagliente e una considerazione di sé inversamente proporzionale alla sua altezza. Tuttavia la stoffa c’è, ed è perfino idolatrato dai suoi giocatori. Gira sul web un vecchissimo filmato in cui i giocatori su un bus sgangherato intonano un coro in suo onore. La sua faccia è, come si può immaginare, imperdibile.

Dopo i buoni risultati ottenuti nella provincia salernitana, il nostro attira le attenzioni di club fuori regione. Nella stagione 95-96 viene ingaggiato dall’Altamura. Girone pugliese-campano, serie D, girone storicamente agguerritissimo. I murgiani sono una buona squadra, ma il nostro compie un piccolo miracolo: promozione in C2 al termine di un campionato appassionante.
Il nostro lascia Altamura e si trasferisce a Cava de’ Tirren..un momento, un salernitano, tifosissimo granata a Cava? No, non scherziamo prop…Ebbene si, si trasferisce a Cava, un pazzo!

Qui la squadra è costruita per salire, senza se e senza ma. E puntualmente, sale, con il contributo decisivo di un altro mammasantissima delle minors, Gioacchino Prisciandaro. 
Altri due anni eccellenti alla Cavese in C2 e il nostro è pronto per spiccare il volo, è uno degli allenatori emergenti. In questi anni diventa perfino uno dei collaboratori più fidati di Louis Van Gaal, praticamente il suo riferimento in Italia.
Nella stagione 99-2000 va a Trapani, sempre in C2, non va benissimo, dopo una manciata di partite litiga con il mondo intero e va via.

E’ il momento di ripartire, sempre in Campania, alla Puteolana. Squadra giovane, pochi soldi, ma altro miracolo sportivo, o come direbbe lui, altra frittura con l’acqua minerale. Play off totalmente inaspettati, eliminato dal Catanzaro, ma un trionfo.

Ci siamo, arriva il Taranto, squadra ambiziosa, piazza che vive di calcio, pubblico caldissimo, il posto ideale per un tipo esplosivo come Capuano. E invece niente, litiga presto con Pieroni e va via.
Altro giro, altra piazza esplosiva: Nocera Inferiore. E’ lo stesso discorso di Cava, squadra buona, si punta a salire in C1, e fino alla fine del girone di andata le cose girano bene, la Nocerina è seconda. Trasferta a Foggia, match clou, contro la capolista, sconfitta 2-1 anche a causa di una papera del portiere Bacchin. La domenica successiva arriva l’Olbia, una squadra modesta che naviga in cattive acqua, il nostro fa esordire il portiere della Berretti (!!!!), sconfitta 2-0, e stagione che va rapidamente a rotoli…

Vabbè, altro giro, stavolta C1, Sora. La squadra non è un granchè, si arrabatta, i soldi son pochini, bisogna salvarsi e stop. In Ciociaria resta due anni, salvezza il primo anno, retrocessione al secondo, ma questi anni sono interessanti anche per altri motivi.

1)Capuano progressivamente abbandona il calcio offensivo, d’altronde non è il caso di finezze, adotta la difesa a 3 (5?) e sposa in pieno la filosofia del “prima non prenderle”.

2) è coinvolto, suo malgrado, in un brutto giro di usura

3) è il protagonista di una delle più grandi conferenze stampa che si ricordi. Benevento-Sora 2-0, non si becca palla, il risultato poteva essere ancora più severo. Il resto è leggenda, con la memorabile lite con il giornalista sannita Remo Giannantonio.

Stagione 2005/2006, rapido passaggio alla Leonessa Altamura, in serie D. Rapido ma non privo di colpi di scena. Intanto Capuano denunciò Siani, presidente del club, per delle presunte minacce telefoniche subite dopo aver abbandonato il Leonessa Altamura senza presentare dimissioni e rendendosi irreperibile. Nel frattempo finisce sotto la lente d’ingrandimento della Disciplinare per presunte scommesse effettuate a partire dal 2003, nonostante il divieto imposto dalla FIGC. Il procedimento termina nell’estate del 2007 con una squalifica di 6 mesi per vizi procedurali, tuttavia nei verbali degli interrogatori dell’Ufficio Indagini datati febbraio 2006, si legge che il Siani ed il direttore sportivo della Leonessa Colonna dichiarano di aver visto in diverse occasioni il tecnico salernitano in possesso di diverse ricevute della Snai.

L’anno successivo torna in Campania, destinazione Juve Stabia, è l’anno della riscossa, squadra non molto attrezzata, ma campionato brillantissimo. Ma soprattutto è l’anno che consacra Capuano a divinità:

1)L’urlo del gladiatore, tra le risate di giocatori.
2)L’Eziolino Dance.
3) Juve Stabia-Avellino. Partita a porte chiuse, avversario forte, lo Stabia estrae dal cilindro la partita perfetta. Eziolino impazzisce di gioia, viene accolto da eroe dai tifosi delle Vespe e..qui avviene l’impensabile.

4) Si parla di una combine che interessa la partita Ternana-Manfredonia. Al riguardo anche Capuano ha voluto dire la sua, ovviamente a modo suo “Se invece tutto è stato regolare, vuole dire che si è trattato di una pagliacciata all’italiana. Se fosse vero, però, i giocatori dovrebbero essere messi nei forni crematori, in modo che restino solo le ossa e i dentini“. Un piccolo grande Delinquente, quelli che piacciono a noi, quelli col cuore grande.

Nella stagione 2007/08 viene ingaggiato di nuovo dalla Juve Stabia, a settembre, ma con risultati più modesti. Esonero a marzo.

Anno 2008/2009, si trasferisce di pochi chilometri, altro ambiente caldo, Pagani. La stagione dà buone soddisfazioni in termini di risultati, una bella salvezza nonostante un organico non eccezionale. Eppure l’anno inizia malino, con una sconfitta in Coppa Italia a Scafati. Qui Eziolino esplode: “Mi dispiace se ho spaccato qualcosa nello spogliatoio a fine gara. In campo ho visto una banda di signorinelle e puttane che correvano in mezzo al campo.”

Durante questa stagione stabilisce un record delinquenziale. E’ il primo allenatore ad essere squalificato per bestemmie. Il rapporto della Procura Federale recita testualmente “per l’intero arco della gara inveiva verso i tesserati della squadra avversaria e protestava per le decisioni arbitrali, reiterando espressioni blasfeme

Potenza, stagione 2009/2010. Altra annata che fornisce soddisfazioni a go go ai nostri animi corrotti.La stagione è da incubo. Il presidente Postiglione è arrestato, la squadra è retrocessa d’ufficio per questioni legate al calcioscommesse, ma il nostro dà il massimo, comunque, e sul campo non regala niente a nessuno.

Una conferenza stampa esplosiva a Reggio Emilia. Ma soprattutto la conferenza stampa di fine stagione, da lacrime agli occhi.

Anche quest’anno viene squalificato per blasfemia. Fa ricorso, ma Corte di Giustizia federale gli allunga la squalifica. Se non è record, poco ci manca.

L’anno 2010/11 è piuttosto travagliato. Firma col Messina, ma va via dopo pochi giorni, per via del mancato ripescaggio di C2 dei siciliani. Poche settimane di attesa e arriva una chiamata a cui non si può dire di no. Eupen, massima serie belga, si può svoltare una carriera! Si presenta ai placidi giornalisti belgi ovviamente a modo suo.

Dopo quattro partite, prestazioni altalenanti e un clamoroso catenaccio all’italiana, il nostro sbatte la porta e se ne va. Il motivo è svelato (forse) in questo video.

Archiviata la parentesi belga, il nostro torna in Campania a novembre, ancora Paganese, ereditando una situazione disperata e una squadra, a suo dire, vergognosa. In uno straordinario audio ecco l’Eziolino-pensiero sulla Paganese 2011-12 (oltre a una memorabile imitazione di Lotito).

Il nostro eroe cerca di mettere mano alla rosa, che manca terribilmente di qualità, soprattutto davanti. Qual è il primo acquisto del mercato di riparazione? Il portiere. Ecco svelato il motivo.

E’ un’annata durissima, Capuano cerca di raddrizzare la barca ma è davvero dura. Intanto nei post partita prosegue lo show.

La Paganese non ce la fa. E’ retrocessa direttamente in C2 nonostante un ottimo girone di ritorno. E Capuano sputa veleno alla fine dell’ultima partita.

Tra un esonero e un subentro il nostro è, tra le altre cose, ospite delle tv locali salernitane, e si fa apprezzare non solo per la sapienza tattica ma anche per altre doti. Capuano è decisamente un animale televisivo, non dice banalità, è diretto, divertente e come al solito pirotecnico. In questi video si scaglia contro Galigani e Carmine Longo.

A metà stagione 2011-2012 subentra a Fondi, in Seconda Divisione, e riesce a salvare la squadra pontina in maniera abbastanza agevole. Inutile dire che anche qui si segnala per le stupende conferenze stampa, come questa a Lamezia Terme. 
Viene confermato per la stagione 2012-13, avvio disastroso ed esonero, purtroppo.

Ormai in questi anni il nostro si divide stabilmente tra campo e televisione, diventa uno degli opinionisti più richiesti in Campania e diventa ospite fisso a Number Two, una delle trasmissioni-pollaio storiche napoletane. Qui Capuano da il meglio di sé, alternando strafalcioni grammaticali, invettive populistiche e soprattutto profezie catastrofiche….




Stagione 2013-2014. Un po’ a sorpresa, viene affidato al nostro una missione impossibile da rifiutare. Dopo un bel po’ di anni la Casertana torna in C e pensa in grande, l’obiettivo dichiarato è vincere il campionato per entrare nella Lega Pro Unica. Eziolino, tocca a te.

Eziolino imposta una preparazione durissima, con il piglio di un Sergente Hartman in formato mignon.

Alla seconda di campionato arriva al Pinto il Cosenza. Sconfitta al 90’, 0-1. Partita che passa alla storia per un Capuano ad altissimo tasso delinquenziale. Prima si incazza come una biscia ad un’occasione mancata dai suoi, poi arriva a strapparsi la camicia in conferenza stampa. Ormai non lo tiene più nessuno. La domenica successiva, sconfitta netta a Gavorrano ed esonero.

Veniamo infine ai giorni nostri, stagione 2014-15, arriva la chiamata dell’Arezzo, per la prima volta al Centro-Nord, dopo vari contatti non andati a buon fine. A campionato abbondantemente iniziato l’Arezzo viene ripescato in Lega Pro, l’impresa sembra impossibile.

L’inizio è sorprendente: dopo poche settimane l’Arezzo viaggia forte e il nostro diventa l’idolo delle folle anche in Toscana, oltre che dei giornalisti locali.

Dopo una sfortunata sconfitta ad Alessandria, ecco il famigerato fattaccio: si scaglia contro l’attaccante Montini, gli scappa un “checca” di troppo, e si scatena l’indignazione generale.

Ma questo, come abbiamo visto è solo l’ultimo episodio di un grande personaggio ad altissimo tasso delinquenziale e per questo amato da grandi e piccini. E soprattutto da noi che viviamo il calcio proprio come lui, senza filtri nè freni.

Domenico Frasca

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