Europa League – Diario di bordo, giornata 1 Europa League – Diario di bordo, giornata 1
Come avrete capito, l’Europa League, forse per ragioni puramente antropologiche, forse perché non abbiamo tutte le rotelle al loro posto, ci affascina parecchio. Per... Europa League – Diario di bordo, giornata 1

Come avrete capito, l’Europa League, forse per ragioni puramente antropologiche, forse perché non abbiamo tutte le rotelle al loro posto, ci affascina parecchio. Per questo, anche e soprattutto perché è una competizione cui è difficile stare dietro, abbiamo deciso di inaugurare un appuntamento fisso (o quasi) in cui fare il riepilogo, tra il serio e il faceto, di quanto successo nella giornata precedente.

Per cui, benvenuti nel nostro Diario di Bordo, nel quale proveremo a raccontarvi tutto, o perlomeno ci proveremo.

Sassuolo, buona la prima

A tenere alto l’onore italiano (e il tanto sbandierato ranking) ci pensa l’ultima arrivata. Il Sassuolo strapazza un Athletic irriconoscibile: i neroverdi si mangiano i leoni baschi, mai pericolosi e che escono dal Mapei Stadium con le ossa rotte.

Ecco, piccolo appunto critico: ok, l’orario non proprio invitante e il giorno scomodo. Ma vedere uno stadio praticamente vuoto per un esordio europeo contro una squadra con il fascino e la tradizione dell’Athletic è una coltellata al cuore. Soprattutto pensando al maxischermo e alla piazza piena per la finale di Coppa Italia che diede la qualificazione in Europa al Sassuolo.

Disastro Inter

Per l’Inter, invece, una delle serate peggiori degli ultimi anni. Complice anche un San Siro deserto e una maglia fosforescente presa in giro dalle Alpi alle Ande, la squadra (squadra?) di Frank de Boer si scioglie come neve al sole contro il non certo irresistibile Hapoel Beer Sheva dello scatenato Lucio Maranhao (chiiiiii?).

Una squadra senza idee, senza personalità, alla quale non può bastare l’alibi delle tante riserve in campo. In 4 partite della gestione de Boer (che sarà arrivato da poco, e non ha avuto tempo per lavorare, ma non è esente da colpe) i nerazzurri sono sempre andati in svantaggio: qualcosa vorrà dire. Serve lavoro e coraggio per raddrizzare la barca, altrimenti Nedo Sonetti è lì che aspetta.

Roma, bella a metà

Stecca anche la Roma all’esordio, perché obiettivamente il pareggio contro una squadra del calibro del Viktoria Plzen non può essere considerato positivo. I giallorossi erano partiti bene, con il rigore di Perotti (ancora nessuno ha trovato un metodo per capire come intuire il tiro dopo quella meravigliosa rincorsa, eh) ma si sono poi fatti rimontare anche per via di un errore dello sciagurato Juan Jesus. Male anche l’esordio di un Gerson molto atteso, ma che non sembra pronto per certi livelli.




Nella ripresa Spalletti ha provato a metter dentro Florenzi, Dzeko e soprattutto Totti, sperando che il capitano ripetesse la prestazione di domenica: niente da fare. In ogni caso, in un girone piuttosto semplice, non dovrebbero esserci grandi problemi. Ma si sa, l’Europa League è pazza.

Fiorentina anonima

A fine serata, nel bailamme di risultati, gol e mischioni tipico dell’Europa League, la domanda che in molti si fanno è questa: “ah, ma ha giocato anche la Fiorentina?”. Una delle poche emozioni del match dei viola è stato il cercare di capire il colore della maglia (arancione o rosso?) e soprattutto per quale diamine di motivo abbiano deciso di indossarla.

La squadra di Sousa conferma il periodo in cui faticherebbe a buttare il pallone dentro la porta anche con le mani, il portoghese ci mette del suo facendo giocare Tomovic al posto di Bernardeschi. Bene aver ritrovato Babacar, però bisognerebbe anche cominciare a schiaffarla dentro di tanto in tanto.

Le altre

Nel resto della giornata di Europa League, spicca la sconfitta del Manchester United, caduto al de Kuip contro il Rotterdam. Gli inglesi, invece, sembrano aver già perso la pazienza con il povero (povero?) Pogba. Il Nizza di SuperMario Balotelli le busca in casa da uno Schalke nettamente superiore, mentre una delle partite più interessanti è stata Maccabi-Zenit, con la rimonta da 0-3 dei russi che sembra roba da ufficio inchieste.

Primo storico punto per gli irlandesi del Dundalk (con un giocatore dell’AZ che ci stava lasciando le penne dopo aver segnato, colpito dal pugno del portiere irlandese), mentre in Qarabag-Slovan Liberec ha segnato addirittura il redivivo Milan Baros. Che bella che è l’Europa League.