Ancora ricercato il social media manager del Manchester City, che prima della partita aveva ricordato che Totti non aveva mai segnato in Inghilterra. Pare...

Ancora ricercato il social media manager del Manchester City, che prima della partita aveva ricordato che Totti non aveva mai segnato in Inghilterra. Pare che il micio Demichelis si stia ancora aggirando per i corridoi dirigenziali al grido di “te lo infilo dove non batte il sole quell’uccellino azzurro”.

Gira voce che Radja Nainngolan si sia portato a casa Yaya Tourè, per continuare a controllarlo da vicino fino alla gara di ritorno.

Noi, ogni volta che vediamo giocare il City, continuiamo a chiederci come sia possibile spendere in una maniera così avventata centinaia di milioni di euro ad ogni sessione di mercato, continuando a giocare con una difesa da andare in galera. Certo, il coraggio di dire a Demichelis di accomodarsi in panchina non è comunque facile da trovare, in effetti.

Volevamo dire qualcosa su CSKA-Bayern ma, saranno state le porte chiuse, saranno stati i russi capaci di fare catenaccio estremo anche e soprattutto sotto per 1-0, il sonno ci ha colto come una manna cascata dal cielo.

Ufficio indagini per la gara del Parco dei Principi: Thiago Motta è sembrato un giocatore di pallone.

Non ci speriamo poi troppo, visto che non portiamo molto bene. Ma il Maribor, zitto zitto, e visto soprattutto il livello che rasenta l’orrore delle altre contendenti, potrebbe quasi sfangare il girone.

Deve esserci qualche legge della UEFA che impone che le partite giocate in Russia alle ore 18 nostrane debbano assolutamente ed improrogabilmente essere una palla terribile, vista anche Zenit-Monaco. Ma in quel girone non ci stupiamo di nulla.

Partita tesa a Madrid, cosa che ci ha rallegrato e rincuorato. 49 falli in tutto, bottino onesto che incassiamo con un sorriso compiaciuto.

Su tutti, prestazione maiuscola di Raul Garcia, che ieri, in quello stato di forma, sarebbe stato onestamente capace di prendere questioni anche con Papa Francesco.

Il cholismo, tutto sommato, assomiglia un po’ all’unica tattica di gioco che ci piace: il lancio lungo alla speraindio, il gol su calcio piazzato o su pallone lanciato in area a caso, tutti dietro a picchiare come fabbri e delinquere in forme e modi dettati dalla necessità. Ne chiediamo l’adozione ufficiale a religione della delinquenza.

Diego Pablo Simeone gran protagonista della serata, con un pallone che ha la malaugurata idea di finire dalle sue parti: risultato calcione e incolumità degli astanti a rischio. Poi, chiediamo scusa a tutti che non si sa mai ci squalificano per altre 20 giornate. Di Cholo ce n’è solo uno.

I tifosi della Juventus, ad un certo punto della partita, avrebbero venduto madri, parenti prossimi e lontani, beni immobili e forse anche l’anima, in cambio di quella che era diventata una chimera irraggiungibile: un tiro in porta.

E comunque, se ti presenti con una maglia di quel colore là, meriti ogni male.

Voi, con un portiere di nome Roberto (e basta) tra i pali, stareste sicuri? E infatti no, l’Olympiakos prende due gol su due cappelle (una onestamente clamorosa) del suo portiere.

Eroe di serata, manco dobbiamo stare a dirvelo, Felipe Melo. Intervento in stile Eurostar a piedi uniti su Alexis Sanchez, ovviamente tranciato in pieno.

Mario Balotelli riesce a prendere questioni anche in Champions League: testimone di giornata lo svizzero, di origine kosovara (ah, però) Taulant Xhaka. Giallo d’ordinanza, come la cresta del Balo, e via e pedalare. Entro breve lo faranno cappone.

Al minuto 6, al gol di Marcelinho, abbiamo fatto un pensierino. Al rigore parato da Stoianov, al minuto 11, abbiamo iniziato a sognare la sfangata del millennio. Per noi, la partita è finita lì. Con la beffa di un rigore regalato al Real che grida vendetta. Mai una gioia. Mai.

Poi, però, leggi il tabellino e trovi Anicet Andrianantenaina tra gli ammoniti. E immediatamente senti una voglia matta di correre in Bulgaria a comprare la sua maglia.