Eurodiario, la Champions vista dai delinquenti: Turno 1 Eurodiario, la Champions vista dai delinquenti: Turno 1
Capiamo che non segnava in Champions da quando Rooney era calvo, ma il balletto di Tevez per festeggiare il gol dovrebbe essere punito con... Eurodiario, la Champions vista dai delinquenti: Turno 1

Capiamo che non segnava in Champions da quando Rooney era calvo, ma il balletto di Tevez per festeggiare il gol dovrebbe essere punito con l’ergastolo in qualunque paese civile.

Stephan Lichtsteiner sta ancora percorrendo come un indemoniato la fascia dello Juventus Stadium. Saggiamente gli addetti al campo hanno preferito chiuderlo dentro piuttosto che fargli notare che stavano chiudendo.

Visti i risultati, con il portiere che al novantesimo cucina un frittatone degno del divano di Fantozzi pre Inghilterra-Italia, forse l’allenatore del Ludogorets avrebbe dovuto pensare seriamente di lasciare Cosmin Moti tra i pali, piuttosto che schierare questo impedito al posto dello squalificato Stojanov.

Siamo rimasti colpiti dall’esultanza di Arthur Masuaku dopo il primo gol dell’Olympiakos all’Atletico. Sguardo gelido, vitreo, in terra, e nessun sintomo di gioia nemmeno apparente. Meno colpiti, sinceramente, saremmo dal ritrovarlo, di qui a breve, in qualche episodio di cronaca nera. No, Tavecchio, non stavamo ironizzando sul colore della sua pelle.

Noi, a Kostas Mitroglou, daremmo ragione anche se proponesse di acquistare bond greci come soluzione alla crisi dell’eurozona.

Aspettiamo ancora che qualcuno ci venga a dire che il girone con Zenit, Benfica, Monaco e Leverkusen è lo scherzo di qualche simpatico burlone.

Intervista postparita a Jurgen Klopp: “Mister, cosa ha detto a Ciro Immobile dopo il gol?” “Niente, riesco a dirgli solo: avanti!” Questa è vera, purtroppo.

Cesare Prandelli, nonostante la mimetica barba che, purtroppo per lui, non gli conferisce credibilità e consonanza all’ambiente turco, rischia di venir fatto a brevissimo cappone o, se preferite, kebab. Salvato dal gol all’ultimo respiro del delinquentissimo Burak Yilmaz.

Non bastavano metà delle squadre con maglie improponibili: quest’anno qualcuno ha deciso che pure gli arbitri dovevano venire abbigliati con divise da scemi. In particolare con dei pantaloncini di rara bruttezza e ascellari come quelli della divisa da casa del ragionier Ugo Fantozzi. Delinquenti prestati al mondo della moda.

Lo zapping continuo del mercoledì a cui il dualismo Mediaset-Sky ci costringe per vedere diretta gol come Iddio comanda, per poter seguire in santa pace le delinquentate che più ci allietano, ci manderà ai matti entro breve. Uno già torna nervoso il mercoledi sera a casa, questo teatrino ci farà scapocciare presto, dunque, se fra qualche mercoledì troverete qualche bestemmiuccia sulla nostra pagina, siete pregati di comprendere il nostro stato d’animo.

A proposito: ci tenevamo a farvi sapere che alla sciabolata morbida continueremo a preferire di gran lunga la legnata dura.

Ogni volta che vediamo giocare Akinfeev combina dei disastri che Iddio solo sa. Solidarietà a Fabio Capello e ai santi che saranno sicuramente venuti giù all’ennesima papera di questo disperato finito per caso tra i pali.

Qualcuno doveva spiegare al CSKA che non serve a nulla fare la tattica del fuorigioco se ogni volta che gli altri vanno su c’è un imbecille che resta piantato come un palo.

Fate mangiare Gervinho, ve ne preghiamo.

Nel Maribor ha segnato Luka Zahovic, figlio del grande Zlatko, icona del calcio anni ’90. Realizziamo di essere diventati vecchi, e ci cascano lacrima e Madonna d’ordinanza.

Ecco, il gol del Maribor. Se non l’avete visto (e non ci sentiamo di biasimarvi per questo) precipitatevi a farlo: la svirgolata maldestra del difensore dello Sporting che manda in porta Zahovic al 92′ è un gesto tecnico di pregevolissima fattura. Immaginiamo che con un Carletto Mazzone in panchina, il ragazzo non avrebbe passato la notte.

I tifosi dell’Ajax si segnalano per un delinquentissimo striscione rivolto ai parigini: “l’unica Paris che ci piace, ha fatto un video porno”. Tanto di cappello. O di cappella.

Il BATE Borisov ha promesso di preparare meglio gli impegni futuri di Champions. Per la prossima partita, spiegare alla difesa le regole del giuoco del calcio sarebbe già un passo importante.

L’under 1.5 del Barcelona in casa con l’Apoel costringerà diversi governi europei a rimandare le manovre finanziarie già messe in cantiere con i soldi considerati sicuri dell’over 4.5.

Abbiamo la netta sensazione che Luis Enrique stia per combinare un guaio di quelli grossi al Barcelona, guaio che finirà con il tecnico cacciato a calci nel sedere. Per intanto, oggi ingiuriamo la super parata di Ter Stegen che ha privato l’Apoel di una sfangata che avrebbe avuto del clamoroso. Diamine.

Il gol più bello di giornata? Senza ombra di dubbio quello di Fabregas, non tanto per il gesto tecnico, quanto per la nonchalance con cui stende un avversario in tackle criminale prima di ricevere palla da Hazard e involarsi verso la porta.

Oltre ai fantozziani pantaloncini dei direttori di gara, nota di demerito per la triste cravatta di Josè Mourinho. Lungi da noi voler ergerci a fashion bloggers, ma quando è troppo è troppo.

Se qualche coraggioso è riuscito a vedere più di 45 secondi di Athletic Bilbao-Shakhtar Donetsk, lo aspettiamo alla cassa dove potrà ritirare il premio a lui spettante.