Le 30 esultanze più belle di sempre (secondo il Daily Mirror) Le 30 esultanze più belle di sempre (secondo il Daily Mirror)
Dite la verità: anche voi, come noi, non riuscite a fare a meno delle classifiche degli inglesi e ne siete totalmente dipendenti. Bene, anche... Le 30 esultanze più belle di sempre (secondo il Daily Mirror)

Dite la verità: anche voi, come noi, non riuscite a fare a meno delle classifiche degli inglesi e ne siete totalmente dipendenti. Bene, anche oggi abbiamo qualcosa di cui parlare grazie al gran lavoro del Daily Mirror, che ha messo insieme le 30 esultanze migliori di tutti i tempi.

I giornalisti inglesi hanno scelto, ovviamente, quelle esultanze effettuate in modo “continuativo” e in un certo senso diventate un marchio di fabbrica dei calciatori che le mettevano in atto. Andiamo quindi a vedere, dalla trentesima alla prima posizione, le 30 esultanze più belle di sempre.

30. La “chicken dance” di Kevin Nolan

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Kevin Nolan ha militato, in carriera, con le maglie di Bolton, Newcastle e West Ham: e, soprattutto nella parte finale della sua carriera, quella giocata con gli Hammers, è diventato famoso per questa sua esultanza, la “chicken dance”. Potete facilmente immaginare che si immagini di ballare come un pollo, non esattamente qualcosa di indimenticabile, ma agli inglesi, sapete, certe cose piacciono.

29. La mossa di Cristiano Ronaldo

Dovrebbe essere diventata familiare: la posa con cui Cristiano Ronaldo festeggia i suoi gol nella maggior parte delle occasioni è diventata una vera e propria icona. Secondo qualcuno sta a significare: “eccomi, questo sono io, questo è il miglior calciatore al mondo, ammiratelo”.

Conoscendo l’ego smisurato dell’attaccante portoghese, non dovremmo essere poi così distanti dalla realtà.

28. La danza di Daniel Sturridge

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Qualcuno potrebbe storcere il naso: la danza con cui Daniel Sturridge festeggia i suoi gol non è esattamente un esempio di grazia e valore artistico. In ogni caso questa specie di onda disegnata dal giovane attaccante inglese è diventata parecchio famosa, e ovviamente gli inglesi ci vanno a nozze. Vale il ventottesimo posto della loro classifica. Poteva andare decisamente peggio, dai.

27. Il braccio al cielo di Alan Shearer

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Finalmente ci siamo, finalmente qualcosa che stuzzica anche la nostra attenzione. Quante volte (parecchie) abbiamo visto Alan Shearer, leggenda del Newcastle, correre con il braccio alto al cielo, il dito in su, per festeggiare i suoi gol? Un’esultanza semplice ma allo stesso tempo meravigliosa, in grado di evocare ricordi fantastici di un calcio che probabilmente non c’è più.

Immenso.

26. Il ciuccio + M di Mesut Ozil

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Il fantasista tedesco dell’Arsenal esulta in questo modo (ciuccio e dita a forma di M) in onore della sua nipotina, che si chiama appunto Mira. Non sarà il primo e nemmeno l’ultimo ad esultare con un ciuccio in onore di un pargoletto (il top resta sempre Carlos Tevez che tira fuori il ciuccio dalle mutande sicuramente sudatissime), però intanto si prende la ventiseiesima posizione della classifica del Daily Mirror.

25. Il cuore di Alexandre Pato

Alexandre Pato

Uh, la buonanima di Pato (che proprio in questi giorni si vocifera possa tornare in Europa), ci eravamo quasi dimenticato di lui. Il paperello, quando segnava gol a raffica, faceva innamorare i suoi tifosi e ricambiava l’amore con un cuoricino tenerissimo disegnato con le dita. Da effettuare con molta cautela per evitare di procurarsi qualche strappo muscolare.

24. Il logo con la mano di Andy Johnson

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Andy Johnson, bomber britannico di periferia che forse non tutti conoscete, ha segnato parecchi gol con le maglie di Crystal Palace, Everton e Fulham, e, almeno in patria, è diventato famoso per un’esultanza particolare: due dita di una mano rivolte a V verso il basso, l’indice dell’altra mano a tagliarle perpendicolarmente: si, a disegnare una bella A. Una firma sulla marcatura.

23. I tre baci di Luis Suarez

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Oh, finalmente un po’ di sana e gustosa delinquenza in questa classifica. Luis Suarez si piazza al ventitreesimo posto con la sua esultanza. Suarez porta le dita alla bocca e bacia i tatuaggi in onore della sua famiglia. Inoltre, in determinati momenti, sembra proprio che quel gesto rappresenti una pistola fumante raffreddata dal soffio del Pistolero. Lasciateci sognare in pace.

22. La robot dance di Peter Crouch

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Che gioia, Peterone Crouch. La sua scoordinatissima e sgraziatissima danza del robot dopo un gol ha fatto la storia e noi, da buoni sostenitori dello Stoke City, non possiamo che apprezzare. Anche se il buon gusto va a morire ogni volta che Peterone la insacca e corre a fare il robottino.

21. La smitragliata di Gabriel Omar Batistuta

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Quante vittime sono cadute sotto i colpi della mitraglietta del bomber argentino che ha vissuto le sue stagioni migliori proprio qui in Italia? Un bel po’, e proprio per questo la sua esultanza, diventata un vero e proprio marchio di fabbrica, evoca dolci ricordi. Uno dei calciatori più letali quando si trattava di buttarla dentro, poi, con un’esultanza così, il gol valeva doppio.

20. La strizzatina di Cristiano Ronaldo

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Prima di dedicarsi alla mossa di poco sopra, Cristiano Ronaldo festeggiava le sue realizzazioni strizzando qualcosa di immaginario con le mani. Potete facilmente immaginare cosa, se avete una mente deviata almeno quanto la nostra.

19. Il DJ di Emile Heskey

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Il gigante Heskey, oltre a essere un bestione difficile da spostare, pure con le sportellate, era anche un idolo abbastanza clamoroso: basta vedere questa sua esultanza da campione, ad imitare le movenze di un professionalissimo deejay. Strepitoso.

18. Il violino di Alberto Gilardino

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Primo italiano nella classifica inglese, il violino di Alberto Gilardino si merita un posto tra le migliori esultanze di tutti i tempi. Adesso un po’ arrugginito dall’età, ma ai bei tempi il violino del Gila suonava una volta si e l’altra pure. Meno riuscita e più sfortunata la sviolinata di Rudi Garcia, qualche tempo fa.

17. La capriola di Miroslav Klose

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Altra esultanza diventata leggendaria con il tempo e che, grazie all’abitudine del suo proprietario ad andare a segno, abbiamo visto spesso. E’ la capriola con cui Miro Klose festeggiava ogni suo gol.

16. Il morso di Fabio Borini

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Il buon Borini deve aver lasciato un buon ricordo nel cuore dei tifosi inglesi, se lo mettono davanti ad alcuni mostri sacri contemporanei e del passato. Poco importa se si tratta “solo” di un’esultanza, l’orgoglio italiano continua a battere forte. Avanti, Fabio, mordiamoli tutti.

15. La boxe immaginaria di Tim Cahill

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Tim Cahill è uno di quelli che sono sempre piaciuti a noi: faccia sufficientemente sporca, voglia di spaccare il mondo e predisposizione a fare a cazzotti per qualsiasi pallone. Ecco, i cazzotti fanno parte anche della sua esultanza: andare a tirare di boxe contro un avversario immaginario alla bandierina. Eroe nazionale.

14. Le capriole di Julius Aghahowa

Il calciatore nigeriano è stato uno tra i primi a mettere in scena delle fantastiche capriole sul terreno di gioco per esultare dopo un gol. Non si accontentava di una, ma poteva anche arrivare agevolmente a una decina di salti. Da non provare a casa, si potrebbe rischiare di farsi male sul serio.

13. Le capriole (sbilenche) di Robbie Keane

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Non tutti sono Aghahowa. Ma celebrare con una bella capriola è un po’ il sogno di tutti. Così Robbie Keane, leggendario cannoniere irlandese, amava festeggiare le sue reti facendo una capriola non proprio irreprensibile dal punto di vista stilistico, non da 10, ma che raggiungeva comunque il suo scopo. Onore al coraggio.

12. Il pollice in bocca di Francesco Totti

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Ancora un italiano in classifica: stavolta è il turno di Francesco Totti che da quando ha messo su famiglia con Ilary ha cominciato ad esultare dedicando le sue reti ai suoi figli. Pollice in bocca e a casa tutti contenti.

11. Le dita di Giampaolo Pazzini

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E via a conquistare la perfida terra di Albione. Anche l’esultanza tipica del Pazzo, con le dita infilate sotto gli occhi come a dire “avete visto che ho combinato?“. In molti hanno provato ad imitarlo, ficcandosi le dita dentro gli occhi e danneggiandosi la vista in maniera perenne. Può capitare.

10. L’indice puntato di Benjani

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Benjamin Mwaruwari, meglio noto come Benjani è un ex calciatore dello Zimbabwe, passato in Premier League con la maglia del Portsmouth, del Manchester City, del Sunderland e del Blackburn. Esultava puntando un dito con fare minaccioso verso gli spalti. Poi ha spiegato che intendeva indicare alcuni spettatori tra gli spalti dicendo “mi piaci tu, tu e tu”. IDOLO.

9. La maschera di Zorro di Facundo Sava

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Passiamo, con l’ingresso nella top 10, alle cose strane e curiose. Facundo Sava, quando la pucciava (non è che capitasse poi spesso) tirava fuori dai calzini una maschera di Zorro e correva a festeggiare. Non deve essere proprio il massimo della vita giocare con una maschera di Zorro in mezzo ai piedi, ora che ci pensiamo bene.

8. La maglia sulla testa di Fabrizio Ravanelli

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Penna Bianca, uno dei primi italiani a trasferirsi in Inghilterra, ha lasciato un ottimo ricordo. Forse anche per via di quella strepitosa esultanza con la maglietta che andava a coprire la testa. Prima che qualcuno decidesse che questo gesto magico fosse passibile di ammonizione. Bei tempi.

7. Il bacio all’anello di Raul

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Anche questa, per via delle volte in cui la buttava dentro, l’abbiamo vista parecchie volte. Raul Gonzalez Blanco, la leggenda del Real Madrid, festeggiava i suoi gol limitandosi a baciare la fede nuziale sulla sua mano. Semplice, elegante, romantica. Un campione che ci ha fatto emozionare come pochi.

6. Il tuffo di Jurgen Klinsmann

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Andiamo un pochino indietro nel tempo, con un’esultanza un pochino retrò che farà felici gli appassionati meno giovani. Oggi usanza un po’ sparita, tranne in quelle circostanze in cui il campo bagnato ti invita a tuffarti per terra senza pensarci troppo. Il tuffo del cannoniere tedesco rimarrà comunque il suo marchio di fabbrica.

5. L’esultanza anni ’70 di Mick Channon

Gli amici del Daily Mirror, per par condicio probabilmente, hanno pensato bene di inserire una bella esultanza classica degli anni ’70, una di quelle in cui non si faceva chissà cosa. Un urlo, un saltello, un pugnetto al cielo e via di nuovo verso il centrocampo. Il prescelto è Mick Channon, ma probabilmente poteva essere chiunque.

4. L’uomo ragno di Jonas Gutierrez

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Non che segni spesso, Jonas Gutierrez, sia ben chiaro. Ma c’è stato un periodo in cui quando lo faceva tirava fuori una maschera di Spider Man e se ne andava tutto felice ad esultare. Ignoranza a badilate, approvato in maniera assolutamente totale.

3. Luca Toni

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Fritti, scampi e chianti calamari LUCA SEI PER ME NUMERO UNO. No, in realtà è numero tre, ma Luca Toni riesce clamorosamente a inserirsi in questa classifica. Il bomber campione del Mondo nel 2006 ha fatto innamorare tutti con la sua mano all’orecchio. E’ così che abbiamo imparato a conoscerlo negli anni in cui sfondava a raffica le reti della Serie A.

2. La Sharpey Shuffle di Lee Sharpe

E niente, questa di Lee Sharpe, ex centrocampista del Manchester United non ve la possiamo spiegare. Anche perchè con le parole viene difficile. Cliccate play sul video sopra e godetevi questo passo di danza, soprannominato Sharpey Shuffle. Poi, se cercate anche un senso a questa cosa, non rivolgetevi a noi.

1. L’aeroplanino di Vincenzo Montella

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Si, avete capito bene! Al numero uno della classifica, l’esultanza più bella di tutti i tempi secondo gli inglesi è l’aeroplanino di Vincenzo Montella. Siamo assolutamente orgogliosi e corriamo immediatamente fuori di casa a spiegare al vento le nostre ali immaginarie.

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