Oltre il risultato: prendere 36 gol ed essere felici Oltre il risultato: prendere 36 gol ed essere felici
L’amore per questo sport, questo meraviglioso sport, va oltre il risultato. Non sarà un risultato negativo a farci passare la voglia di correre dietro... Oltre il risultato: prendere 36 gol ed essere felici

L’amore per questo sport, questo meraviglioso sport, va oltre il risultato. Non sarà un risultato negativo a farci passare la voglia di correre dietro a un pallone insieme ad altri 21 scalmanati. Non sarà una batosta a farci smettere di sognare insieme a quel pallone. Nemmeno se, in un anonimo pomeriggio di inizio estate, in uno stadio di Tallinn, torni a casa con 36 (trentasei) gol sul groppone? No, nemmeno in quel caso.

Siamo in Coppa d’Estonia. Una competizione che ha qualcosa di magico. Vi prendono parte tutte le squadre che, in quel meraviglioso paese che si affaccia sul Baltico, hanno intenzione di prendere a calci un pallone. Il sorteggio è totalmente ed esclusivamente integrale. La squadra di Meistriliiga, il massimo campionato estone, e quella amatoriale, gli amici del bar, sono sullo stesso piano, sono nella stessa urna. E possono ovviamente capitare una contro l’altra, in una riproposizione ossessiva del Davide contro Golia.

Ed è esattamente quello che è successo ieri. L’urna aveva deciso, magnanima, di accoppiare l’FC Infonet, che è attualmente al quinto posto nella serie A estone, al Virtsu Jalgpalliklubi, una squadra di una divisione infima, che, se proprio lo volete sapere, si chiama Rahvaliiga. L’equivalente di quella che, nel mondo anglosassone, si chiama Non-League. Insomma, le classiche squadrette di paese, messe insieme al bar, al pub, al dopolavoro ferroviario. Il pallone come via di fuga dalle incombenze della quotidianità. La pancia a coprire gli addominali flosci, le cosce stanche e i piedi spesso storti. Ma, cosa più importante di tutte, una passione per il gioco che va al di là delle possibilità tecniche. L’importante è giocare, divertirsi e avere la scusa per andare a bere la birra del dopopartita. La cosa più importante di tutte.

vitsu

Ieri, nei sessantaquattresimi di finale, Infonet e Virtsu Jalgpalliklubi, si sono affrontate per decretare chi avrebbe passato il turno. Partita secca, senza ritorno. Per fortuna, avranno pensato i ragazzi del Virtsu. Fermiamoci un attimo. Chi sono questi ragazzi? Semplicemente un gruppo di amici, che nel 2012 ha messo insieme questa squadretta. Tenetevi forte: vivono nel mito di Alex Del Piero, e infatti le divise, bianche e nere, ovviamente, sono ispirate a quelle della stagione dell’addio di Alex alla Vecchia Signora. E, ancor più ovviamente, hanno una zebra come simbolo. Ma della Juventus, evidentemente, non hanno ereditato altro. Ieri, dopo 1 minuto sono andati sotto. Dopo cinque minuti erano sotto per 3-0.

All’intervallo il punteggio era fermo sul 13-0.

A fine partita, con la stanchezza che inizia a farsi sentire e la birra che galleggia nello stomaco, i palloni raccolti in fondo al sacco dal portiere del Virtsu Jalgpalliklubi saranno 36. Trentasei. Ovviamente è un record. Ovviamente, sarà anche il ricordo più bello della carriera di questi ragazzi. Perchè l’amore per questo gioco va oltre il risultato. Anche se il risultato è 36-0.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

Ringraziamo Rumori di Spogliatoio, il blog italiano sul calcio estone, per le informazioni e il materiale fotografico.