Espanyol, la metà “antipatica” di Barcellona che finalmente sogna Espanyol, la metà “antipatica” di Barcellona che finalmente sogna
Esistono tantissimi casi di piccole squadre che vivono all’ombra di una o più concittadine decisamente più illustri; basti pensare alle tante “piccole” (se comparate... Espanyol, la metà “antipatica” di Barcellona che finalmente sogna

Esistono tantissimi casi di piccole squadre che vivono all’ombra di una o più concittadine decisamente più illustri; basti pensare alle tante “piccole” (se comparate alle corazzate che militano in Europa) di Londra, come il West Ham o il Fulham, al Rayo Vallecano a Madrid, al Monaco 1860 a Monaco di Baviera, o ancora, non ce ne vogliano i lettori di fede granata, al nostro Torino.

Molte di queste squadre vivono nella memoria internazionale attraverso fugaci exploit, successi ed eventi inattesi e più o meno episodici, spesso aggrappandosi al tifo neutrale sempre più spesso rivolto alle sfavorite, alle compagini più povere e meno conosciute ma proprio per questo più acclamate quando sfiorano o raggiungono la gloria.

Non fa decisamente parte di questo novero l’Espanyol, club che è stato definito in maniera accuratissima su Rivista Undici “Il più secondo al mondo“. L’ombra del Barça è sempre stata più che ingombrante per il secondo club di Barcellona, ma è diventata addirittura insostenibile nell’ultimo decennio: l’ascesa di Guardiola e del genere di calcio che ha cambiato questo sport, i successi in serie, la difesa dei valori catalani, la presenza di icone senza tempo com Messi, Iniesta e Xavi, tutti elementi che hanno ingigantito enormemente la schiera dei fan, più o meno accaniti, che da neutrali si sono appassionati alla squadra più bella degli anni 2000. In tutto questo, a chi importa dell’Espanyol?

Dal canto loro, i biancoazzurri hanno mai fatto nulla per accattivarsi le simpatie altrui?

La chiave è proprio questa: all’Espanyol non interessa essere simpatico a qualcuno, ai tifosi periquitos (da parrocchetto, il pappagallo) piace maledettamente far parte di quella che loro stessi definiscono “Meravigliosa Minoranza” e non sembrano soffrire affatto l’egemonia blaugrana sulla città e sul mondo intero.

I risultati sportivi degli ultimi anni non hanno certo contribuito a far uscire l’Espanyol dalla propria bolla di anonimato: dall’ultima Coppa del Re, vinta nel 2006, il miglior piazzamento dei periquitos è stato l’ottavo posto delle stagioni 2010/11 e 2016/17, poi sempre dal 10° in giù,nelle zone grigie della classifica dove non si rischia più di tanto ma è vietato sognare in grande.

Se siete attenti alle vicissitudini della Liga però, noterete che in questa stagione qualcosa è cambiato: all’11esima giornata, l’Espanyol veleggia al secondo posto in classifica, a 3 punti proprio dall’odiato Barça e davanti a Siviglia, Atletico, Alaves (l’altra sorpresa stagionale della quale vi abbiamo parlato poco tempo fa) e Real Madrid. Cos’è successo? Chi sono i responsabili di un exploit tanto inatteso quanto assolutamente insperato?

Il principale artefice dei recenti successi è sicuramente Joan Francesc Ferrer Sicilia, meglio conosciuto come Rubi, il nuovo tecnico dei pericos; reduce dall’entusiasmante cavalcata in Liga Adelante con l’Huesca, conclusasi sulla promozione, il 48enne allenatore catalano ha rinunciato a guidare la sua ormai ex squadra nella massima divisione per rispondere alla chiamata dei colori biancoazzurri. Rubi non ha mai nascosto la sua passione per l’Espanyol, essendo cresciuto nel suo settore giovanile e avendone guidato la squadra B, e non ha potuto resistere al richiamo delle sue radici.

In estate la rosa non sembrava uscita rafforzata dal calciomercato, anzi: l’Espanyol ha perso il bomber della passata stagione Gerard Moreno, il portiere titolare Pau Lopez e il terzino rivelazione Martin. Nessun nome di spicco tra gli arrivi, si è puntato tutto su Borja Iglesias, reduce dai 22 gol in Liga Adelante col Real Saragoza, come nuovo riferimento in avanti in luogo di Moreno; col senno di poi una scommessa vinta, dato che il centravanti classe ’93 ha messo a referto 6 reti e 2 assist in 11 presenze e ora vale molto più dei 10 milioni spesi per lui in estate.

Tra gli altri protagonisti, due ex madrileni di lungo corso come Granero e l’eterno Diego Lopez, titolare tra i pali a 37 anni, mentre il nome futuribile è quello del metronomo dell’Under 21 spagnola Marc Roca, centrocampista del 1996 finito velocemente nel taccuino delle big. Menzione speciale per Didac Vilà, un fantasma nella sua comparsata al Milan, ora rinato nel club che lo ha cresciuto sin da bambino. Sono in realtà molti i canterani “di ritorno” nella rosa dei pericos: da Sergi Darder, recentemente riscattato dopo l’anno in prestito dal Lione, a David Lopez, visto da mediano nel Napoli di Benitez e ora perno della difesa biancoazzurra, la seconda meno battuta della Liga con soli 8 gol subiti.

Allo stadio Cornellà-El Prat, erede dello storico Sarrià poi venduto per risanare i debiti del club, l’Espanyol ha sin qui ottenuto solo vittorie, 15 punti su 15, regolando nell’ordine Valencia, Levante, Eibar, Villarreal e Athletic Bilbao, mentre la squadra di Rubi è caduta di misura solamente al Bernabeu e all’Estadio Mendizorrotza, casa del già citato Deportivo Alaves. Il più bel gol della stagione sin qui? Sicuramente il siluro di Borja Iglesias che ha deciso la trasferta di Valladolid:

Dopo poco più di un quarto di campionato le gerarchie non sono ancora definite, la vetta della classifica ospita ben 5 squadre in 4 punti ed è lecito, visto il valore delle rose, attendersi una pronta reazione da parte del Real Madrid ovviamente, ma anche del Valencia e del Villarreal. L’Espanyol intanto si gode il suo momento d’oro, noncurante di ciò che succede fuori dalle mura del Cornellà e orgoglioso della sua Meravigliosa Minoranza; tifiamoli, ma non troppo forte, potrebbero offendersi e darvi degli occasionali!

Alex Campanelli
twitter: @Campanelli11

Related Posts

Steven Gerrard e altri dieci

2014-10-28 11:21:30
delinquentidelpallone

1

La bellissima partita di Samuel Chukwueze contro il Real Madrid

2019-01-04 18:41:43
delinquentidelpallone

1

I 10 difensori più fallosi della Serie A (finora)

2016-11-08 11:09:08
delinquentidelpallone

1

I capitani delle squadre della Liga sono in agitazione

2018-08-22 10:02:25
delinquentidelpallone

1

Aggiudicato il Calciobidone 2015: ecco il bidone dell’anno

2016-01-15 19:00:00
delinquentidelpallone

1

È successo un po’ di casino tra Paul Scholes e Mino Raiola

2018-08-21 08:06:15
delinquentidelpallone

1

Il gran gol di Jamie Vardy contro il WBA

2018-03-10 15:41:24
delinquentidelpallone

1

L’amaro record di Darren Moore

2018-05-08 21:49:06
pagolo

1

Diario Mundial – Day One

2014-06-13 11:35:53
delinquentidelpallone

1