Quello dell’arbitro è un mestiere difficile. E’ l’unico individuo in campo al quale un errore non viene mai perdonato. Gli attaccanti possono sbagliare gol...

Quello dell’arbitro è un mestiere difficile. E’ l’unico individuo in campo al quale un errore non viene mai perdonato. Gli attaccanti possono sbagliare gol a porta vuota, i difensori possono bucare l’intervento, i portieri possono esibirsi in papere clamorose, ma i loro errori non finiscono quasi mai sotto la lente di ingrandimento di movioloni e replay. L’arbitro, invece, solo fra tutti, non può sbagliare. Ogni errore viene analizzato nel minimo dettaglio, si ipotizzano complotti, si grida allo scandalo.

Alcuni errori arbitrali, poi, passano alla storia, per quanto sono clamorosi. E oggi, senza intento polemico e senza accusare nessuno, abbiamo cercato di raccogliere le 10 sviste arbitrali più clamorose della storia del calcio, quelle diventate famose e che hanno contribuito a far versare fiumi e fiumi di inchiostro.

10. Il rigore tedesco a Italia ’90

Finale di Italia ’90, di fronte Germania Ovest e Argentina. La partita è una delle finali più tristi della storia dei Mondiali, che si accende solo nel finale. Al minuto 84 l’arbitro messicano Codesal fischia un rigore in favore dei tedeschi per fallo di Sensini su Voeller.

Peccato che il rigore non ci fosse nemmeno per errore, come ammesso poi da Brehme qualche anno dopo. A peggiorare la situazione del direttore di gara il fatto che, nella stessa azione, non avesse fischiato un rigore, che sembrava più evidente, in favore dell’Argentina.

9. Øvrebø in Bayern-Fiorentina

A Firenze, per anni, e crediamo ancora oggi, l’uomo più odiato dalla città è stato un norvegese. Ha un fischietto in bocca e il suo nome è Tom Henning Øvrebø. Il norvegese si rese protagonista di un arbitraggio ai limiti dello scandalo nella gara di andata degli ottavi di finale in Germania tra Bayern Monaco e Fiorentina nel 2010.

Espulsione di Gobbi, mancata espulsione di Klose per un fallaccio su Vargas e, ciliegina, gol irregolarissimo convalidato a Miro Klose che vale il successo del Bayern. La Fiorentina fece una gran prestazione al ritorno, ma non bastò per evitare l’eliminazione, che forse, senza quell’arbitraggio, poteva essere evitata. L’arbitro norvegese, tra l’altro, si era reso protagonista, l’anno prima, di una prova altrettanto invereconda nella semifinale tra Chelsea e Barcellona, con Drogba che cercò di farlo cappone.

8. Il gol di Mijatovic

Anche la Juventus, che nell’immaginario popolare è la squadra che più di tutte in Italia ha contribuito alla storia degli errori arbitrali, ha qualcosa da recriminare, ed entra nella nostra classifica nel ruolo di vittima. Finale di Champions League del 1998, si gioca ad Amsterdam e la Juventus ha l’opportunità di vincere la Coppa a due anni di distanza dall’ultima volta. Ma la partita sarà decisa da un gol del serbo del Real Madrid Predrag Mijatovic, segnato in evidente fuorigioco.

7. La mano di Henry

Meno famosa di quella di Maradona, ma altrettanto pesante, la manina con cui Thierry Henry controllò il pallone con cui, qualche secondo dopo, segnò il gol che mandò la Francia ai Mondiali sudafricani e che costò l’eliminazione all’Irlanda. Episodio tornato di attualità qualche tempo fa, con la storia che la FIFA pagò per il silenzio della Federazione irlandese. A tal proposito, sempre degne di nota le parole di un francese piuttosto famoso, Eric Cantona, a proposito dell’episodio: “Mi ha sconvolto vedere Henry che a fine gara confortava un avversario, quando lo aveva appena fregato! Fossi stato un giocatore irlandese, non avrei resistito tre secondi e lo avrei colpito”.

6. Il gol di Muntari

Uno degli errori più discussi della storia recente del calcio italiano. Il 25 febbraio del 2012 si affrontano a San Siro Milan e Juventus, con i rossoneri che hanno la chance di chiudere, o quasi,  il discorso scudetto. E lo farebbero, se non fosse che Tagliavento e i suoi assistenti, non vedono un pallone mandato in porta da Sulley Muntari e tirato fuori da Gigi Buffon mezzo metro buono dentro la porta. Allegri, all’epoca tecnico del Milan, contestò per parecchio tempo quella decisione, che lanciò la Juve di Antonio Conte verso il suo primo scudetto.

5. Ronaldo-Iuliano

Un non fischio che ha fatto discutere per anni interi, al quale i tifosi nerazzurri si aggrappano per gridare allo scandalo verso i rivali bianconeri. I fatti, del quale crediamo siate tutti già al corrente: stagione 1997-98, Juventus e Inter si giocano al Delle Alpi il tricolore. Alex Del Piero ha portato in vantaggio la Juventus con un gol dei suoi, nella ripresa Ronaldo punta Mark Iuliano, che lo ferma facendo un blocco cestistico. Ceccarini lascia correre e anzi, sul cambio di fronte fischia un rigore per la Juventus. Persino il pacatissimo Gigi Simoni perde il senno ed invade il campo con intenzioni tutt’altro che pacifiche. Un contatto che ha fatto parlare parecchio e che ha distrutto anche qualche solido legame di amicizia.

4. Il gol fantasma di Hurst

Mondiali del 1966, quelli organizzati nella patria del calcio, l’Inghilterra. Patria del calcio che va in qualche modo ringraziata, no? Finale tra l’Inghilterra, appunto, e la Germania Ovest. I padroni di casa si portano a casa la Coppa del Mondo anche e soprattutto grazie al gol fantasma forse più famoso della storia: Geoff Hurst tira una sassata verso la porta tedesca, la palla rimbalza sei centimetri prima della linea (ce l’ha detto la tecnologia qualche anno dopo), ma l’arbitro Dienst e il suo assistente Tofik Bakhramov si consultano e convalidano il gol. Al guardalinee sovietico di origine azera hanno pure intitolato lo stadio di Baku….

3. Il gol fantasma di Lampard

Nel 2010, 44 anni dopo il gol non gol di Hurst, la Germania si prese la sua rivincita ai danni dell’Inghilterra. I tedeschi stanno conducendo per 2-1 nel match valevole per gli ottavi di finale del mondiale sudafricano, quando Frankie Lampard scaglia una sassata che sbatte sulla traversa e rimbalza vistosamente all’interno della porta tedesca.

Se ne accorgono tutti, dai giocatori fino agli spettatori allo stadio e a casa. Tutti tranne l’uruguaiano Jorge Larrionda, che dirige il match, e i suoi assistenti. Si continua a giocare con Lampard che si mette le mani tra i capelli e Fabio Capello, ct inglese, che urla come un ossesso. La Germania vincerà poi 4-1 e completerà la sua vendetta.

2. I Mondiali del 2002

Non è un singolo errore arbitrale, ma i Mondiali del 2002 sono passati alla storia del calcio come i peggio arbitrati di sempre. In particolare più di qualche sospetto destò la cavalcata della Corea del Sud, organizzatrice, verso le semifinali. L’Italia venne eliminata ai quarti di finale dopo un arbitraggio discutibilissimo, anzi vergognoso, di Byron Moreno.

Ma peggio successe alla Spagna, eliminata ai quarti di finale sempre dalla Corea, dopo una partita dominata e dopo essersi vista annullare due gol regolarissimi. L’egiziano Gamal Ghandour fu il carnefice della squadra di Camacho. In realtà, se tutti gli altri errori sono spiegabili dal punto di vista tecnico come semplici errori o sviste, a giudicare da quanto è emerso nei mesi scorsi sull’operato della FIFA, quegli errori del 2002 sono senza ombra di dubbio frutto di vera e propria malafede…

1. La mano de Dios

22 giugno 1986, allo Stadio Azteca di Città del Messico si fa la storia. Quarti di finale dei campionati del Mondo, Argentina contro Inghilterra. Diego Armando Maradona sblocca il match, che stava vivacchiando sullo 0-0, con un gol passato alla storia del calcio. Palla che sta arrivando alta in mezzo all’area, il portiere inglese pare pronto ad estendere le sue mani in presa sicura, ma Diego salta, lo anticipa e di testa batte a rete. Di testa? Macchè, il 10 argentino ha colpito clamorosamente con il pugno, l’arbitro tunisino Alì Bin Nasser non vede nulla e si rende corresponsabile della convalida di quello che è forse il più bello, romantico e famoso gol irregolare della storia del calcio.

Cinque minuti dopo, Diego si farà perdonare consegnando alla storia la rete più bella di sempre.