Mettetevelo bene in testa: i grandi attaccanti fanno sognare i tifosi, i numeri 10 accendono le corde della fantasia del popolo, i portieri si ergono a...

Mettetevelo bene in testa: i grandi attaccanti fanno sognare i tifosi, i numeri 10 accendono le corde della fantasia del popolo, i portieri si ergono a ultimi baluardi innalzando barricate insuperabili. Ma tutti loro non sarebbero nulla, non andrebbero da nessuna parte, se non ci fossero i gregari, i portatori d’acqua, gli addetti a fare legna in mezzo al campo.

Silenziosamente, lavorano per gli altri. Non gli interessano le luci della ribalta, anzi, meglio che siano puntate altrove. Loro hanno bisogno di poter lavorare in santa pace, senza fari puntati negli occhi. Restano nell’ombra, qualche volta scendono nelle tenebre. Danno ogni fibra del loro corpo, rischiano la pelle per andare a recuperare un pallone da poter poi consegnare al campione, che dovrà solo metterci la firma sopra e consegnare il suo capolavoro alla storia.

Il gregario è il motore del calcio. E’ quello che lavora per tutti quanti gli altri. E’ quello che corre per coprire gli spazi lasciati vuoti dai compagni, è quello che è sempre reperibile per andare a tappare un buco. E’ l’uomo delle missioni speciali. Si può diventare gregari per scelta, propria o altrui, per necessità, oppure per vocazione. Ma mai per caso. Perchè non è un lavoro per persone deboli, non è un lavoro per chi non ha voglia di sporcarsi le mani.

L’epica del gregario si nutre di sudore e sacrificio. Il gregario è proprio quello che si immola per la causa, che sacrifica se stesso per dare il suo sostegno al campione. Sacrifica se stesso, se necessario. Pur di fare il suo lavoro, pur di portare a casa la pagnotta. Perchè non può fare altrimenti, perchè questa è la sua natura. E poi bisogna avere un cuore grande. Perchè bisogna dare tutto senza mai aspettarsi niente. Dare tutto senza mai aspettarsi un grazie, un riconoscimento, una medaglia. Bisogna dare tutto senza mai chiedere niente. Senza mai alzare la voce, senza mai pretendere. E solo chi ha un cuore grande può fare il gregario, perchè è questo il suo destino. Dare, senza mai avere.

I campioni passano agli almanacchi e alla storia, imprimono i loro nomi sui libri e negli archivi. Ma i gregari restano nel cuore di chi sa che il calcio si gioca anche e soprattutto lontano dai riflettori.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro