Emre Can, una notte da leone Emre Can, una notte da leone
Ci sono partite che possono definire una carriera, che possono costruire una reputazione.  E di solito sono partite come quella di ieri sera che... Emre Can, una notte da leone

Ci sono partite che possono definire una carriera, che possono costruire una reputazione. 
E di solito sono partite come quella di ieri sera che contribuiscono a definire i contorni di un giocatore, a delinearne la personalità, in alcuni casi a scriverne la leggenda.

Pensate per esempio a Cristiano Ronaldo: nella partita in cui tutti lo aspettano al varco, la partita che può decidere l’esito della stagione, quella che può mettere il bollino del fallimento addosso a lui e ai suoi compagni, risponde con una tripletta da alieno, esattamente una di quelle prestazioni per cui la Juventus in estate ha deciso di ricoprirlo d’oro.

Ma c’è anche un altro ragazzo che ieri sera, nel trionfo bianconero contro l’Atletico Madrid, ha scritto una pagina importante della sua storia personale.

Stiamo parlando di Emre Can, che ieri sera è stato la mossa a sorpresa di Massimiliano Allegri, e che ha ripagato il suo allenatore con una partita monumentale, soprattutto perché il centrocampista tedesco, ieri sera, non ha fatto il centrocampista.

Al momento dell’annuncio delle formazioni ufficiali, sembrava tutto come da copione: Bonucci e Chiellini al centro della difesa, Spinazzola e Cancelo sulle fasce, Pjanic, Matuidi ed Emre Can in mezzo al campo.

E invece, dopo pochi secondi di partita, si è capito che le intenzioni dell’allenatore della Juventus erano altre.

Emre Can, professione centrocampista, schierato come terzo di difesa, sul lato destro del campo, per coprire le spalle alle incursioni di Cancelo sulla fascia.

Il tedesco ha risposto con una partita da incorniciare: grinta, personalità, corsa a tutto campo. A un certo punto, i giocatori dell’Atletico devono essersi chiesti quanti giocatori con il numero 23 c’erano in campo, perché Emre Can ha ringhiato addosso a tutti, chiudendo spesso le pericolose ripartenze dei Colchoneros e poi proponendosi anche qualche metro più avanti.

In una serata come quella di ieri, con quella pressione, in un ruolo non suo, Emre Can ha sfoderato la prestazione migliore dell’anno. La sua stagione, fino a questo momento, aveva alternato luci e ombre. Le grandi speranze riposte nel suo arrivo in estate non erano state pienamente mantenute in campo; a novembre poi, l’operazione per il nodulo tiroideo – poi rivelatosi benigno – avevano fatto temere un lungo stop. Emre Can è tornato in campo a gennaio, e pure tra qualche perplessità (lento e poco tecnico, secondo alcuni tifosi della Juventus) si è conquistato uno spazio sempre più importante.

Fino alla partita di ieri sera. Una partita che vale una stagione, e forse anche un posticino speciale nel cuore dei tifosi della Juventus.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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