Due gol, un unico destino, un unico autore a scrivere la storia della Roma. Diego Perotti, a distanza di qualche mese, ha chiuso un...

Due gol, un unico destino, un unico autore a scrivere la storia della Roma.

Diego Perotti, a distanza di qualche mese, ha chiuso un cerchio: il 28 maggio 2017, nel giorno dell’addio al calcio di Francesco Totti, era stato proprio lui a segnare il gol scaccia-fantasmi.

Quel giorno l’Olimpico era diviso esattamente a metà, come tutti i cuori dei presenti: da una parte le lacrime e la tristezza per l’addio del Capitano, dall’altra la speranza e la paura di non farcela, il desiderio di quei 3 punti da prendere a tutti i costi.

Il 28 maggio 2017, Diego Perotti, all’ultimo respiro, ha regalato alla sua Roma la qualificazione alla fase a gironi di Champions League, una qualificazione che rischiava di sfuggire nella maniera meno plausibile che si potesse immaginare.

Poi, al 90′, è arrivato il Monito: un colpo da pochi passi, il gol della certezza e la corsa sotto la Sud per festeggiare la liberazione dall’incubo.

Un momento che ha consegnato l’argentino alla storia della Roma.

Sei mesi dopo, la storia si è ripetuta in maniera quasi identica. Cambia il minuto, ma non il momento della partita: perché quella con il Qarabag rischiava di complicarsi in maniera del tutto inutile, con gli azeri già eliminati e un ottavo di finale ormai a un passo.

Anche stavolta, ci ha pensato il Monito a togliere le castagne dal fuoco. Curiosamente, in quella stessa porta, quasi dalla stessa zolla di prato dell’Olimpico, con Edin Dzeko a due passi da lui, proprio come in quel pomeriggio di fine maggio.

Stasera il Monito, invece, del sinistro, ci ha messo la testa. Il risultato non è cambiato, ed è stato proprio lui a chiudere il cerchio, e a regalare il primo posto nel girone di Champions alla Roma, un primo posto che ad agosto sembrava pura utopia.

Forse, era destino che andasse così.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro