Eintracht Francoforte: la salvezza per Marco Russ Eintracht Francoforte: la salvezza per Marco Russ
Ieri sera è andato in scena il ritorno dello spareggio tra Norimberga ed Eintracht di Francoforte, classificate rispettivamente terza in Zweite Liga, la seconda... Eintracht Francoforte: la salvezza per Marco Russ

Ieri sera è andato in scena il ritorno dello spareggio tra Norimberga ed Eintracht di Francoforte, classificate rispettivamente terza in Zweite Liga, la seconda divisione tedesca per intenderci, e terzultima in Bundesliga. La vincente della sfida, l’anno prossimo, giocherà in Bundes, mentre per l’altra squadra sarà un anno di sofferenza. L’andata era finita 1-1, tutto ancora in gioco.

Noi che amiamo il calcio lo facciamo sì per lo sport in sé stesso, capace di regalare emozioni come  poche altre cose al mondo sanno fare, ma anche perché spesso racchiude storie all’apparenza secondarie che poi finiscono per catalizzare la nostra attenzione, diventando l’attrazione principale, il motivo per cui il nostro cuore ci porta inevitabilmente a simpatizzare per una squadra mai ammirata prima, in questo caso l’Eintracht di Francoforte. Cosa c’è di speciale dietro questa squadra? Il suo capitano, ad esempio.

Marco Russ è un nome che ai non appassionati di Bundesliga forse dirà poco, per molti è addirittura un perfetto sconosciuto, una carriera divisa tra Eintracht e Wolfsburg senza particolari picchi di rendimento o avvenimenti altisonanti che lo hanno fatto balzare all’onore delle cronache.

Quest’anno, data la lunga militanza nelle fila del club di Francoforte, si è meritato la fascia di capitano. Ha lottato e sudato per la maglia, senza riuscire ad evitare però lo spettro della retrocessione. Solo uno spareggio come ancora di salvezza. Quel che non poteva immaginare, Marco Russ, è che il peggio doveva ancora arrivare, un nemico ben più subdolo da affrontare di un avversario in carne ed ossa, un nemico che spesso ti colpisce alle spalle cercando poi di nascondersi. Era fine Aprile quando quello che doveva essere un normale controllo antidoping mette in evidenza qualcosa che di normale ha poco o nulla. I valori dell’HCG sono gravemente sballati. Si pensa subito ad un caso di doping, la federazione è già sul punto di prendere provvedimenti e deferire il giocatore che verrebbe, da regolamento, squalificato. Marco Russ, dal canto suo, è sicuro di non aver assunto nulla e la cosa lo spaventa ancora di più. Si sottopone a controlli medici più approfonditi dai quali emerge che non si tratta di doping, bensì di cancro. Non solo, dovrà sottoporsi ad un intervento chirurgico in tempi brevi, per cercare di eliminare la neoplasia, o almeno cercare di ridurla il più possibile.

Per una persona normale, arrivati a questo punto, tutto passerebbe in secondo piano, con le priorità della vita destinate a subire una veloce quanto affannosa rimescolata. Se però ti chiami Marco Russ e sei il capitano di una squadra che di lì a poco deve giocarsi la partita più importante della stagione, queste priorità potrebbero anche comprendere un oggetto di cuoio di forma sferica il cui destino è quello di rotolare su un prato verde. E così in effetti accade.

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Gioco questa partita, poi mi opero”. Non ha tanta voglia di parlare Marco Russ, queste sono le uniche parole che rilascia alla stampa. Scende in campo nella partita di andata, con la fascia al braccio, sospinto da migliaia di persone sugli spalti con il numero 4 sulle spalle. Ora se il destino fosse sempre dalla parte dei buoni, Marco Russ riuscirebbe a mantenere la propria porta inviolata, con una partita eroica. Se volesse anche fargli un regalo, troppa grazia, lo spingerebbe 10 centimetri più in alto del suo marcatore nell’area avversaria, permettendogli di insaccare il gol vittoria. Ma sappiamo che la vita non va quasi mai così, anzi spesso ci butta a terra nel peggiore dei modi per vedere chi , davvero, ha la forza per rialzarsi. Così avviene che un’azione d’attacco del Norimberga si trasforma in un incubo per Marco Russ che, senza sapere bene come, si vede un pallone carambolargli addosso e finire alle spalle del proprio portiere. Eintracht zero, Norimberga uno. Autorete di Russ, il capitano.  Marco, quello che pur di giocare quella partita ne ha ritardata una ben più importante, con la vita.

Nel frattempo il match va avanti e Russ, come se non bastasse,  viene anche ammonito, il che gli impedirà di giocare la gara di ritorno, essendo in diffida. La squadra però non si scoraggia, la spinta dagli spalti è incessante, anche e soprattutto per il proprio capitano. L’Eintracht agguanta il pareggio, si deciderà tutto nella partita di ritorno. Quella andata in scena ieri sera e che ha visto la squadra di Francoforte vincere in trasferta per uno a zero, grazie al gol di Haris Seferovic. Sì, proprio lui, transitato qualche anno fa nel nostro campionato, in cui ha lasciato tracce tangibili solo a Novara.

La partita è di quelle tese, che piacciono a noi, non mancano colpi proibiti e mani in faccia. A nessuno piace la Zweite Liga. Al triplice fischio scatta la gioia degli ospiti, incontenibile. Marco Russ vorrebbe essere lì in mezzo al campo a festeggiare con loro ma non può, non solo perché squalificato.

Oggi infatti è il giorno programmato per l’intervento chirurgico, in cui si fanno i conti con il nemico più duro da sconfiggere.  I compagni  ce l’hanno messa tutta, dedicandogli la salvezza, ora siamo sicuri che Marco Russ farà il suo, da vero capitano. Quelli che non mollano mai, di fronte a nulla.

Paolo Vigo
twitter: @Pagolo

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