Eibar: un’amara salvezza storica Eibar: un’amara salvezza storica
Una salvezza è pur sempre una salvezza. E, alla fine dei conti, forse, conta solo che l’anno prossimo sarai ancora lì, dove non ti... Eibar: un’amara salvezza storica

Una salvezza è pur sempre una salvezza. E, alla fine dei conti, forse, conta solo che l’anno prossimo sarai ancora lì, dove non ti sembrava possibile. A giocare con i grandi, con le squadre storiche del calcio spagnolo, a ricevere Barcellona e Real Madrid nel tuo stadio da 7.000 posti, più quelli che la partita se la riescono a vedere comodamente dal balcone di casa, che si affaccia proprio sul cerchio del centrocampo.

Forse conta davvero solo questo, solo il finale della storia. Il campionato aveva visto l’Eibar, squadra della della provincia di Guipúzcoa, squadra di un paese basco di 27.000 abitanti, lottare fino all’ultimo per salvarsi, dopo una buona partenza. Ma non ce l’aveva fatta l’Eibar, nonostante l’affetto della sua gente, che nei paesi baschi non manca mai, e nonostante i giocatori in campo, tra cui l’italiano Federico Piovaccari, avessero buttato in campo tutto. Ma ai ragazzi di Garitano i 35 punti raccolti sul campo non sono stati sufficienti. 35 punti, come Deportivo e Granada, ma a parità di classifica, ad andare giù sono stati i rossoblu dell’Eibar, che in Liga ci erano arrivati lo scorso anno e avevano dovuto anche affrontare difficoltà che sembravano insormontabili.

L’anno scorso, infatti, solo un crowdfunding (ok, la diciamo all’italiana: una colletta) aveva permesso all’Eibar di raccogliere i capitali necessari per l’iscrizione, capitali che non erano necessari al mantenimento della squadra ma solo per ottemperare alle richieste della federazione spagnola. E poi, con quello stadio così piccolo, c’era voluta una deroga, visto che il regolamento della Liga prevede che in uno stadio con meno di 15.000 posti non ci si possa giocare. La deroga durava un anno, ma l’Eibar, fino a pochi giorni fa, non se ne era più dovuto preoccupare. La Segunda Division era tornata a spalancare le sue porte.

Fino ad oggi, quando la federazione spagnola ha reso nota una notizia che era nell’aria. L’Elche ha troppi debiti, non può più andare avanti. Multa di 180.000 euro (paradossale) e, soprattutto, esclusione dalla prossima Liga. 41 punti non sono sufficienti per salvarsi, le magagne finanziarie pesano di più. E chi prenderà il posto dell’Elche? La prima retrocessa, ovvero, proprio l’Eibar. Che ora potrà tornare a preoccuparsi del suo stadio troppo piccolo e festeggiare, in ritardo, una salvezza che forse ha il gusto amaro del ripescaggio, il retrogusto amaro che resta in bocca, forse, a chi sa che non ha compiuto il proprio dovere fino in fondo. Ma siamo sicuro che i baschi, l’anno prossimo, troveranno motivazioni ancora più grandi, in questo ripescaggio. Perchè vorranno dimostrare a tutti che sono in grado di ottenerlo sul campo il loro diritto a rimanere tra i grandi.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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