Edmundo, le scuse a Firenze: “Mi sono pentito” Edmundo, le scuse a Firenze: “Mi sono pentito”
Quel febbraio del 1999, a Firenze, non lo dimenticheranno tanto facilmente. La Fiorentina di Giovanni Trapattoni era da sola in testa al campionato. Solo... Edmundo, le scuse a Firenze: “Mi sono pentito”

Quel febbraio del 1999, a Firenze, non lo dimenticheranno tanto facilmente. La Fiorentina di Giovanni Trapattoni era da sola in testa al campionato. Solo che Gabriel Omar Batistuta, il cannoniere di quella squadra viola, si era fatto male, e la Fiorentina avrebbe avuto bisogno dei gol di Edmundo, il brasiliano che in quegli anni faceva il bello e il cattivo tempo.

Solo che Edmundo non era dello stesso avviso. Lui aveva un biglietto per Rio de Janeiro prenotato, aveva la parola della società e non voleva perdersi il carnevale. Tra i fischi e gli insulti, salutò tutti e lasciò la Fiorentina senza punte, ad affondare lentamente in classifica.

Oggi, però, Edmundo pare essersi pentito, e, in una lunga intervista rilasciata in questi giorni al Messaggero, ha raccontato il suo pentimento, aprendo il suo cuore per chiedere scusa alla gente di Firenze.

Era una squadra molto forte, piena di campioni. C’era Heinrich, laterale della Germania; Rui Costa, il più forte del Portogallo; lo spagnolo Amor e Batistuta dell’Argentina. Un peccato non aver vinto il campionato. Trapattoni racconta di avermi rincorso all’aeroporto, scongiurandomi di non partire? In realtà non mi ricordo, penso che non sia vero…

Mi pento di tutto ciò che ho fatto e di essermene andato troppo presto dall’Italia, ma fu una decisione del momento. I brasiliani sono differenti dagli europei: vogliono giocare a prescindere dallo stipendio. E il mio arrivo in Italia non fu così piacevole.

Malesani mi mise in panchina. E per me fu una mancanza di rispetto. Non ho nulla contro il resto della squadra, ma io ero venuto per giocare. Il comportamento di Malesani mi demoralizzò. E fu uno dei motivi per cui accettai la proposta del Vasco per tornare in Brasile. Era solo una questione di tempo”.

Sono grato a tutti i club in cui ho giocato, ma tifo per la Fiorentina. La squadra di Sousa merita lo Scudetto. Ho un affetto speciale per Firenze, tifo Viola.

edmundobati

Poi, Edmundo ha anche avuto qualche parola per la sua avventura italiana meno fortunata, quella con la maglia del Napoli:

Fu una fase piuttosto confusa. Non so se sia vero, ma dicevano che la società era 50% di Corbelli e 50% di Ferlaino, e che uno boicottava i giocatori comprati dall’ altro. Alla fine la squadra retrocesse e non mi pagarono. Un caos. Della città ho buoni ricordi, il club, invece, aveva molte carenze: un centro d’allenamento pessimo, condizioni di lavoro difficoltose. Fu un periodo breve ma i ricordi non sono piacevoli.

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