Edmundo Alves de Souza Neto è uno dei personaggi che più ci affascinano, che più incarnano il nostro modo di intendere il pallone. Un...

Edmundo Alves de Souza Neto è uno dei personaggi che più ci affascinano, che più incarnano il nostro modo di intendere il pallone. Un folle, con i piedi fatati e la testa quantomeno calda. Uno di quei giocatori di cui non potevi non innamorarti.

Vogliamo rallegrarvi la giornata con questa breve collezione di aneddoti e frasi significative di Edmundone nostro.

1. Il pugno di Zandonà

Finale supercopa Sudamericana Velez-Flamengo, anno 1995. Zandonà sferra un pugno in pieno volto ad un giovane Edmundo che crolla a terra. Da li in poi è il delirio con la polizia che fatica a tenere a bada troppi delinquenti concentrati in un rettangolo verde.

2. Il Carnevale e Firenze

Al suo primo anno a Firenze, a metà stagione corre in patria: c’è il carnevale di Rio, al quale non si può proprio rinunciare. I giornalisti lo inseguono per le ultime dichiarazioni, lui perde la testa e inizia ad insultarli. Era in ritardo per salire sull’imperdibile volo che lo avrebbe riportato in Brasile.

3. L’arancia

Durante una partita a Vicenza, quando Edmundo indossava la maglia del Napoli, dagli spalti del Romeo Menti piove un’arancia. O’ Animal non si scompone, la raccoglie e se la mangia in tutta tranquillità. Anni dopo verrà copiato da Dani Alves che raccoglierà e mangerà una banana.

4. Il compleanno del pargolo

Per il compleanno del figlio ( avuto dalla relazione con Cristina Mortagua) ingaggiò un intero circo a domicilio per allietare la festa del piccolo. Non poteva ovviamente mancare uno scimpanzè, al quale il nostro eroe fece bere birra e whiskey, tutto naturalmente documentato da ampio materiale fotografico. Le associazioni animaliste insorgono, Edmundo manda tutti a quel paese dicendo di aver solamente fatto bere guaranà al suo nuovo amico.

5. La scaramuccia in allenamento

Un giorno stavamo giocando la partitella di allenamento. Un ragazzo della Primavera, Stefani, gli entrò da dietro e fece fallo, Edmundo si girò e lo colpì con un cazzotto in pieno volto“. A parlare è Francesco Toldo, portiere della Fiorentina che ha avuto la fortuna (o la sciagura, dipende dai punti di vista) di essere compagno di squadra di Edmundone nostro.

6. Accettare la sconfitta

Edmundo non è mai stato uno che prendeva bene le sconfitte: “Non riuscivo a recuperare la serenità dopo una partita. Ci volevano tre/quattro ore per tornare normale. Non davo un bacio a mia moglie, ai miei figli. Tornavo a casa, facevo un pisolino e poi ritornavo socievole. Mi sono fatto coinvolgere troppo dalle partite quando le vincevo, figuriamoci quando perdevo”.

7.La panchina

Edmundo arriva in Italia. Prima partita, Alberto Malesani, allora allenatore dei Viola, non lo schiera contro il Milan. Tragica offesa, almeno nella testa dell’attaccante verdeoro che si ritiene vittima di un torto di quelli grossi e clamorosi.

Immediatamente partono le dichiarazioni al veleno sulla stampa brasiliana. Multa salatissima e panchina anche per la partita successiva. Immaginiamo che comunque non abbia imparato nulla, Edmundo.

8.I punti sulla patente

Parentesi extracalcistica, anche abbastanza brutta, in verità, visti i fatti. In carriera, i punti della patente persi da Edmundo hanno superato i goal (pure parecchi, comunque) segnati in carriera: 219 contro 197.

Tanti gli episodi fuori dal campo che mettono in luce il temperamento caldo e difficile da tenere sotto controllo di Edmundo. Il 2 dicembre del 1995, il fattaccio: Edmundo causò un grave incidente stradale in cui morirono tre persone, tra cui la ragazza che viaggiava con lui. Condannato a 4 anni e mezzo di carcere.

9. Il soprannome

Edmundo, in un’intervista a Playboy, racconta come nacque il suo soprannome:
“Fu il telecronista Osmar Santos a usare l’espressione ‘l’animale della partita’. Siccome io spesso ero il migliore, mi rimase quell’etichetta. Adriano, una persona a cui voglio bene, è diventato l’Imperatore. Fa le stesse cagate che faccio io, anche peggio, eppure è l’Imperatore. E pure Luis Fabiano fa molte cagate ed è diventato Fabuloso, favoloso. E io sarei l’animale…”

10. Una vita difficile

La vita di Edmundo non è stata facile. Suo fratello fu trovato assassinato, riempito di piombo e lasciato nel bagagliaio di una macchina.

“Sono distrutto ancora oggi. Ho perso mio fratello, ma anche mio padre e mia madre, che si sono ammalati e sono morti pochi anni dopo. Le mie sicurezze se ne sono andate. Non mi riprenderò mai del tutto. Scambierei i miei soldi, la mia carriera, la mia fama, per averli qui con me. Posso solo fare finta di essere felice. “