Credete gli eroi siano destinati a rimanere tali in eterno? Probabilmente è vero, ma solo per quelli che sono nati avvolti da un’aura di...

Credete gli eroi siano destinati a rimanere tali in eterno? Probabilmente è vero, ma solo per quelli che sono nati avvolti da un’aura di predestinazione. Gli eroi per caso, invece, quelli baciati -forse pure per errore- una volta sola, nella loro vita, dalla Dea Bendata, quelli che hanno messo la loro firma su un’impresa, una soltanto, quelli che non se lo aspettavano di diventare eroi, forse no.

Quelli, gli eroi a sorpresa, è molto più semplice che finiscano presto nel dimenticatoio. E’ molto più facile che vengano tirati giù dal peso della loro gloriosa impresa. No, gli eroi per caso non rimangono eroi in eterno.

Prendete Éderzito António Macedo Lopes, che per brevità potete chiamare anche Éder. L’uomo che ha deciso, a sorpresa, la finale di Euro 2016. Francia e Portogallo si stavano contendendo il trofeo continentale, e l’eroe designato, quello che doveva scrivere la Storia, si era accomodato fuori dal campo, in lacrime.




Al minuto 109, quando i supplementari sembravano l’unico finale possibile per quella sera, è arrivato Éder. Una sassata, forte, tesa, inaspettata. Un gol sul quale nessuno avrebbe scommesso un centesimo, forse neppure lui. Perché lui, di gol, non ne aveva mai segnati tanti in vita sua, figuratevi se si immaginava di segnarne uno così pesante. Lui, che fino alla sera prima veniva preso per i fondelli dagli stessi tifosi portoghesi, e un minuto dopo quel gol divenne O Herói Improvável, l’eroe improbabile.

Nessuno se lo aspettava quel gol. E, in fondo, alla Storia non ci è passato nemmeno più di tanto. Di quella notte, in effetti, è un’altra l’immagine simbolo. Cristiano Ronaldo in lacrime, Cristiano Ronaldo che, in panchina, zoppo, si agita per dare indicazioni ai suoi compagni, Cristiano Ronaldo di nuovo in lacrime, stavolta di gioia, che alza la coppa al cielo.

Ci è mancato poco che a qualcuno non sia saltato in mente di dire che quel pallone lo ha mandato in porta Cristiano Ronaldo, con la forza del pensiero.

Ma d’altronde è così che funziona. Gli eroi per caso sono destinati a tornare in disparte. Nel girone dei disgraziati. Gli eroi veri, quelli investiti da una forza superiore, sono destinati a prendersi la Gloria Eterna. E a Éderzito António Macedo Lopes, forse, va anche bene così.




Perché lui, alle luci della ribalta, non ci è mai stato abituato. Lui che è partito dalla Guinea Bissau, lui che è stato abbandonato dal padre, a cinque anni, in un collegio, e che quel padre, ogni tanto, lo va ancora a trovare. In un carcere, in Inghilterra. Perché è lì che sta il padre di Éder, accusato di aver ucciso la sua compagna.

Ma c’è qualcuno che quel gol non l’ha dimenticato. Sono i francesi, che ogni settimana hanno anche la fortuna di ritrovarsi il loro giustiziere sui campi di casa. Perché Éder, dopo quel gol, non ha trovato la fila sotto casa di gente pronto a portarlo via. E’ rimasto a giocare al Lille, e ogni domenica i fischi e gli insulti dei francesi, quelli a cui ha tolto la gioia di vincere un Europeo nello stadio di casa, gli ricordano l’impresa che, in patria, hanno festeggiato senza forse nemmeno dirgli grazie.

Éderzito António Macedo Lopes non fa una piega. Il ragazzone si ingobbisce, continua a correre dietro agli avversari, che è quello il suo mestiere, nonostante sia un centravanti (quest’anno, di gol, ne ha fatti solo 5, in 23 partite). Éderzito António Macedo Lopes abbassa la testa, scrolla le spalle, e va avanti. Non tutti nascono eroi, non tutti lo diventano. Ma, certe volte, anche quando metti per una sera la casacca dell’eroe, conviene non illudersi troppo. Il destino si diverte, ma non ama troppo le deviazioni dal suo copione.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro