Domenica si è giocata la finale del Mondiale per Club, una manifestazione che, in un modo o nell’altro, ha fatto la storia del calcio...

Domenica si è giocata la finale del Mondiale per Club, una manifestazione che, in un modo o nell’altro, ha fatto la storia del calcio per diversi motivi -a livello di regolamento- ma che ha fatto in ogni caso discutere parecchio.

La competizione disputata in Giappone ha visto infatti l’esordio ufficiale della VAR, la famigerata moviola in campo, e ha visto anche un’altra importante sperimentazione con l’introduzione della quarta sostituzione (Alvaro Morata è stato il primo “quarto sostituto” in una partita ufficiale) nei tempi supplementari.

Ma la finale tra Real Madrid e Kashima Antlers ha fatto discutere anche per un episodio che ha visto protagonista Sergio Ramos. Nel finale, infatti, il difensore spagnolo del Real ha commesso un fallo che sembrava poter essere sanzionato con il cartellino giallo, che sarebbe stato il secondo per lui. L’arbitro, Janny Sikazwe dello Zambia (primo africano a dirigere la finale di un Mondiale per Club) ha prima messo mano al taschino, e sembrava intenzionato ad ammonire Sergio Ramos.

Dopo qualche secondo di proteste, però, il direttore di gara non ha sanzionato con il giallo l’intervento di Ramos, che ha poi potuto proseguire e finire il match. Oggi, intervistato, l’arbitro ha fatto chiarezza su quell’episodio e ha spiegato il motivi di quella decisione:

Si è trattato solo di un errore di comunicazione fra noi. Mi ha segnalato il fallo e mi ha detto ‘Nessun cartellino’, io però ho capito solo ‘cartellino’ e ho messo la mano al taschino. Non è stata la VAR a frenarmi, semplicemente il mio assistente poi mi ha ripetuto che il giocatore non andava ammonito.

Insomma, nessun mistero, ma resta una decisione che forse poteva essere presa diversamente…