È arrivato il momento di Ousmane Dembélé È arrivato il momento di Ousmane Dembélé
Arrivare a Barcellona nell’estate del grande tradimento di Neymar, arrivare in blaugrana quasi per caso, a coprire un vuoto che sembrava incolmabile, non sarebbe... È arrivato il momento di Ousmane Dembélé

Arrivare a Barcellona nell’estate del grande tradimento di Neymar, arrivare in blaugrana quasi per caso, a coprire un vuoto che sembrava incolmabile, non sarebbe stato semplice per nessuno.

Figuriamoci per un ragazzo del 1997, reduce da una sola stagione giocata ai massimi livelli del calcio europeo. E infatti l’impatto di Ousmane Dembélé con il mondo del Barcellona non è stato dei più semplici, complice anche un infortunio che lo ha bloccato proprio nel giorno dell’esordio in Liga, tenendolo fuori per la bellezza di quattro mesi.

Così, la prima stagione del giovane francese in Catalogna è andata in archivio tra dubbi, incertezze e tanti punti di domanda, uno decisamente più grande e ingombrante degli altri: ma il ragazzo li vale tutti i soldi -parecchi- che è stato pagato?

Il bilancio dello scorso anno era abbastanza impietoso: 23 presenze, quattro reti, un po’ troppo poco, nonostante l’attenuante dell’infortunio, per giustificare un investimento milionario a tre cifre e soprattutto per sperare di sostituire Neymar in campo e nel cuore dei tifosi blaugrana.

Che quest’anno le cose sarebbero andate diversamente, però, lo si era capito già in agosto, quando un suo gol ha deciso, nel finale di partita, le sorti della Supercoppa di Spagna, regalando al Barcellona il primo trofeo stagionale contro il Siviglia.

Un siluro all’incrocio dei pali tirato fuori praticamente dal nulla, un gol che solo un giocatore in piena fiducia può permettersi, una di quelle cose che a ben pensarci ti riescono solo quando sei sufficientemente tranquillo per provare la grande giocata.

E piano piano, Dembelé ha trovato sempre più spazio e fiducia: nelle prime quattro partite in Liga ha sempre giocato da titolare, prendendo definitivamente possesso della fascia di sinistra dell’attacco, e cominciando a dialogare finalmente con Leo Messi e Luis Suarez, per provare a ricostruire un trio che mancava appunto dai tempi di Neymar.

E la fiducia che Valverde ha riposto in lui è stata già ampiamente ripagata. Due delle tre reti segnate da Dembelé in Liga sono infatti risultate decisive: quella segnata al Valladolid per fissare il punteggio sull’1-0 e soprattutto quella di ieri all’Anoeta contro la Real Sociedad, un gol sporco sugli sviluppi di un corner che però dice tanto sulla presenza mentale e sulla capacità di rimanere in partita del francese.

Il bilancio stagionale del 2017/18 è già stato eguagliato, ma quest’anno, per segnare quattro reti, Ousmane Dembélé ci ha messo una ventina di partite in meno.

La sensazione è che quest’anno il ragazzo si divertirà e farà divertire, e se dovesse trovare continuità di rendimento, e soprattutto se dovesse cominciare a parlare la stessa lingua di Leo Messi e Luis Suarez, bé, allora, in quel caso, il limite sarebbe davvero il cielo, come si suol dire.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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