È arrivato il momento di Gennaro Tutino È arrivato il momento di Gennaro Tutino
Si dice che certi treni, nel calcio, passino una sola volta, e in genere non è solamente un luogo comune. Il mondo del pallone... È arrivato il momento di Gennaro Tutino

Si dice che certi treni, nel calcio, passino una sola volta, e in genere non è solamente un luogo comune.

Il mondo del pallone è pieno di storie di calciatori promettenti che hanno sprecato il loro talento, che non sono riusciti a metterlo a frutto, che hanno perso occasioni importanti e che non hanno mai spiccato il volo.

Qualche volta, però, quei treni tornano, e ti danno un’altra chance, forse l’ultima: Gennaro Tutino, attaccante del Cosenza classe 1996, quel treno l’ha visto passare nella scorsa primavera, ha capito che forse sarebbe stato l’ultimo, e ci è saltato su, probabilmente prendendolo e dando una svolta a una carriera che sembrava ormai destinata alla parabola discendente.

Lo scorso anno il Cosenza è stato promosso in Serie B al termine di una lunga cavalcata ai Playoff di Serie C, partita da lontano.

E sono stati decisivi, pesantissimi, i 4 gol segnati in quei playoff da Gennaro Tutino, compreso quello nella finale del 16 giugno contro il Siena che ha sancito il definitivo ritorno dei Lupi in Serie B.

E pensare che l’anno scorso, appena arrivato a Cosenza, Tutino faticava a trovare spazio, prima di diventare indispensabile. Un po’ la storia della sua carriera, a pensarci bene.

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Cresciuto nelle giovanili del Napoli, a lui si erano interessate, qualche anno fa, nientemeno che Juventus, Inter, e le due squadre di Manchester, il City e lo United. Tutino ha poi iniziato la solita trafila di prestiti alla quale sembra obbligatorio sottoporsi a una certa età, ma senza mai impressionare più di tanto. Gubbio, Avellino, Bari, Carrarese, tutte avventure senza lasciare traccia.

Colpa di una difficile collocazione in campo e di un carattere a volte troppo focoso, qualche colpo di testa – fuori dal campo – e un brutto infortunio al crociato che sembrava dovesse chiudergli le porte del grande calcio. Questo, prima dell’avventura a Cosenza, dove Tutino ha ritrovato la serenità e la gioia di giocare a calcio, rivelandosi decisivo.

Quest’anno, con il Cosenza che è partito con l’obiettivo di mantenere la categoria, i suoi gol valgono doppio: sono 7 fin qui quelli segnati in 22 partite, compreso quello pesantissimo di ieri contro il Carpi, che, insieme al rigore parato da Perina al 94′, hanno permesso ai calabresi di allontanarsi a più di dieci punti dalla zona playout, mettendo nel mirino addirittura i playoff.

Dopo il gol di ieri, Tutino è apparso più felice del solito: è corso in panchina a raccogliere una maglia, con un nome speciale stampato sopra: quello di Benedetta, la figlia nata da poco.

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Volli .. fortissimamente volli ! #B💕👶💪🏻

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Ce l’ho messa tutta per segnare, volevo sbloccarmi e soprattutto dedicare il goal a mia figlia, che è la gioia più importante della mia vita”,  così ha poi commentato ai microfoni di DAZN la sua partita.

Gennaro Tutino è un attaccante che può giocare su tutto il fronte offensivo, è rapido e può giocare sia a destra che a sinistra, sebbene quest’anno abbia spesso giocato anche più centrale, vicino alla porta. Il suo cartellino è di proprietà del Napoli, che in estate dovrà decidere cosa fare. E i gol segnati quest’anno potranno pesare tantissimo sul suo futuro, per capire se ci sarà un altro treno sul quale saltare in corsa, magari ancora più in alto della Serie B.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

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