È arrivato il momento del tempo effettivo È arrivato il momento del tempo effettivo
Il calcio, si sa, è parecchio restio alle novità. Sarà per una questione di abitudine, sarà per una questione di orgoglio, sarà perché forse... È arrivato il momento del tempo effettivo

Il calcio, si sa, è parecchio restio alle novità.

Sarà per una questione di abitudine, sarà per una questione di orgoglio, sarà perché forse abbiamo tutti paura di toccare il nostro giocattolo preferito e scoprire di aver combinato un guaio, e scoprire di averlo rotto, forse per sempre.

Ma in realtà la storia insegna che, negli altri sport, le innovazioni hanno quasi sempre portato grandi rivoluzioni, senza però per questo stravolgere l’anima di quegli sport.

Basti pensare, per esempio, alla pallacanestro, che in ambito europeo ha cambiato, nel giro di pochi anni, prima la durata delle partite (i due tempi da 20′ diventati quattro da 10′), poi due aspetti fondamentali del gioco come i 30 secondi per tirare diventati 24 e le linee del tiro da tre allontanate per adattarsi ai cambiamenti del gioco.

Ecco, anche il calcio, in questi ultimi anni, sta vivendo qualcosa di simile con l’introduzione del VAR. In tanti  – anche noi, non lo neghiamo – all’inizio erano piuttosto scettici. E, va pure detto, restano delle zone grigie e delle interpretazioni che rendono ancora molto migliorabile l’utilizzo della tecnologia video.

Adesso, però, con l’utilizzo smodato del VAR, sta sorgendo un’altra esigenza, che si affacciava comunque già in passato e che per il calcio sarebbe uno sconvolgimento epocale, ma forse necessario: è arrivato il momento di introdurre il tempo effettivo.

Lo abbiamo visto proprio ieri, cosa può succedere in una partita con tanti episodi VAR, con i 12 minuti di recupero dati a Parma. Ma, in ogni caso, il tempo effettivo servirebbe anche e soprattutto per mettere fine alle polemiche sulle perdite di tempo e sui tanti piccoli stop nel finale di partita che spesso portano solo ulteriore nervosismo in campo. È vero, sarebbe forse un tradimento ideologico di portata storica per il mondo del calcio, ma di sicuro lo renderebbe più giusto, più moderno e meno complicato.

I più romantici storceranno il naso, e anche noi, al pensiero di non vedere più quelle belle scenette sul rinvio del portiere, o quei bei minuti passati a curare crampi immaginari, forse ci rimarremmo un po’ male, perché a volte ci vuole talento anche nel perder tempo, nell’arrangiarsi per far scorrere il cronometro. Ma i tempi cambiano, gli sport si trasformano e forse, adesso, il calcio ha bisogno di un po’ di coraggio che porti verso l’introduzione del tempo effettivo.