Dusan Vlahovic, la stella serba Dusan Vlahovic, la stella serba
Belgrado più che una città è da sempre uno stato d’animo. Talento ed ambizione, genio e sregolatezza fioriscono continuamente tra le sue vie, come... Dusan Vlahovic, la stella serba

Belgrado più che una città è da sempre uno stato d’animo. Talento ed ambizione, genio e sregolatezza fioriscono continuamente tra le sue vie, come in ogni angolo dei Balcani d’altronde. La pallacanestro, il tennis, il calcio ed il derby infinito tra la Stella Rossa e il Partizan. La capitale serba è una città che vive di emozioni forti e viscerali, di passioni che ti lasciano sveglio la notte. Si vince o si perde, da quelle parti il pareggio non è contemplato. 

Dusan Vlahovic è un figlio di Serbia, nato proprio a Belgrado il 28 gennaio del 2000. Sin da bambino, un predestinato. Gioca a calcio prima nello Zemun e poi nel OFK Belgrado. La Stella Rossa e il Partizan giocano l’ennesimo derby, questa volta di mercato, per assicurarsi le prestazioni del giovane astro nascente. 

Sembra spuntarla la Stella Rossa, ma Dusan sbaglia un calcio di rigore contro gli odiati nemici della Dinamo Zagabria. I dirigenti dei biancorossi lo lasciano andare e così Vlahovic nel 2014 entra a far parte delle giovanili del Partizan di Belgrado per la felicità del papà, da sempre tifoso dei bianco neri. 

A 14 anni gioca con gente due anni più grande di lui, senza risentire minimamente della differenza d’età. Segna gol a grappoli senza soluzione di continuità. A 15 anni firma il suo primo contratto da professionista e il 21 febbraio del 2016 per lui si spalancano le porte della Superliga serba. Diventa il più giovane esordiente nella storia del Partizan, il più precoce marcatore di sempre ed anche il più giovane a giocare il derby di Belgrado, che se non l’aveste capito non è esattamente una partita qualsiasi. 

Punta centrale di grande stazza (è alto 1.90cm), ma anche ottima tecnica di base unita ad un sinistro esplosivo, fanno di lui uno dei giovani più apprezzati del panorama calcistico europeo. Alla porta del Partizan bussano le più grandi squadre del Vecchio Continente, ma alla fine a spuntarla è la Fiorentina che nell’estate del 2018 lo acquista e lo fa sbarcare in Italia. 

Dusan Vlahovic viene inizialmente aggregato alla Primavera con la quale disputa 22 partite segnando 20 gol e fornendo un assist decisivo. Numeri che lo rendono praticamente fuori categoria per quei campionati. Nella scorsa stagione riesce a ritagliarsi uno spazio anche in prima squadra, giocando 10 partite ma non trovando mai la via del gol. 

Determinazione ed ambizione, unite ad una grandissima voglia di emergere. All’inizio della stagione in corso, il tecnico Vincenzo Montella lo conferma in rosa e Vlahovic inizia a rispondere presente sul campo. Trova le prime due reti nella sfortunata trasferta di Cagliari, ma è il gol del pareggio contro l’Inter allo scadere a farlo balzare per la per la prima volta agli onori delle cronache sportive. 

Con l’arrivo di Beppe Iachini in panchina le sue prestazioni stanno continuando a migliorare, nonostante l’agguerrita concorrenza di Patrick Cutrone per una maglia da titolare da punta centrale. Nella trasferta di Genova contro la Sampdoria sono arrivati altri due gol, un’altra doppietta che lo ha fatto salire a quota 6 reti realizzate in classifica marcatori. 

Dusan Vlahovic sta lasciando intravedere sprazzi di quel talento che in Serbia all’unanimità tutti gli avevano riconosciuto. 

Un ragazzo con la teste sulle spalle, ma con un carattere ed una voglia di lottare in campo che unite alla qualità fisiche e tecniche potrebbero permettergli di diventare un calciatore di primissimo livello negli anni a venire. 

Belgrado ha partorito una nuova stella che sta illuminando i cuori e i sogni dei tifosi della Fiorentina. Dusan Vlahovic, sul campo, vorrà senz’altro continuare a meritarsi tutti i complimenti che gli stanno piovendo addosso in queste ore. 

Raffaello Lapadula
twitter: @RafLapo