Dove è finito Sergej Milinković-Savić? Dove è finito Sergej Milinković-Savić?
È da troppo tempo che aspettiamo uno squillo da Sergej Milinković-Savić. Negli occhi, c’è ancora il meraviglioso giocatore di un anno fa, quel centrocampista totale... Dove è finito Sergej Milinković-Savić?

È da troppo tempo che aspettiamo uno squillo da Sergej Milinković-Savić.

Negli occhi, c’è ancora il meraviglioso giocatore di un anno fa, quel centrocampista totale capace di incantare, di rubare l’occhio, ma soprattutto di essere devastante per le difese avversarie.

Solo qualche mese fa, sembrava che non esistesse rimedio alle incursioni del serbo, solo qualche mese fa sembrava che arrendersi al suo strapotere fisico e tecnico fosse ineluttabile, per chiunque. Solo qualche mese fa, i giornali raccontavano delle big d’Europa pronte a bussare alla porta della Lazio per strappare dalle mani di Simone Inzaghi il suo gioiello.

A suon di milioni, naturalmente.

Come è successo spesso in questi anni, Claudio Lotito ha resistito alle prime sirene del mercato. Ha messo un cartellino con il prezzo addosso al suo giocatore – un cartellino a tre cifre, probabilmente – e ha rifiutato pazientemente tutte le offerte inferiori a quel cartellino, in attesa dell’offerta adatta alle sue richieste, non un euro di meno.

Così, Sergej Milinković-Savić ha cominciato la stagione 2018-19 con addosso la maglia della Lazio, ma ben presto è sorto un problema: quello che sta scendendo in campo con la maglia numero 21 biancoceleste sembra essere solamente un lontano parente del giocatore entusiasmante dello scorso anno.

Sergej Milinković-Savić sembra essersi smarrito, perso per strada. Il serbo è diventato un giocatore anonimo, che non è più in grado di incidere sulla partita e di accelerare come succedeva lo scorso anno. Semplicemente, quel calciatore magnifico sembra essere sparito nel nulla.

Le cifre dell’avvio di stagione del serbo parlano di un gol e di un assist, entrambi arrivati nella larga vittoria contro il Genoa. Per il resto, solo 4 tiri in porta in campionato, molta imprecisione nei passaggi, e pochi contrasti vinti (36, ovvero il 37% di quelli tentati).

Guardando giocare Milinković-Savić, l’impressione è quella di vedere un calciatore consapevole dei suoi mezzi tecnici, ma che proprio su quei mezzi tecnici si adagia fin troppo, in quello che diventa quasi un peccato di superbia, quasi come se non sentisse più la necessità di mostrare al mondo il suo talento.

Un atteggiamento comune a più di qualche campione che arriva dai Balcani, curiosamente.

(I 57 palloni toccati da SMS contro l’Inter, ieri sera)

La stagione è ancora lunga, e probabilmente potremmo essere solo di fronte a un calo fisico momentaneo, a una difficoltà derivante dalla forma fisica, o a problemi dettati dall’impianto di gioco generale della Lazio, visto che, quest’anno, il serbo sembra giocare qualche metro indietro rispetto alla scorsa stagione.

Ma, di sicuro, quel Sergej Milinković-Savić ci manca parecchio, e non vediamo l’ora che torni in campo a mostrare a tutti il suo talento.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro