Io non lo so chi ha ragione. Io non so nemmeno se possa esserci qualcuno che ha ragione, in questa storia. E non so...

Io non lo so chi ha ragione.

Io non so nemmeno se possa esserci qualcuno che ha ragione, in questa storia.

E non so se in fondo conti qualcosa, avere ragione o torto, o un po’ tutti e due.

So solo che non mi piace questa situazione, per nessuno. So solo che oggi hanno perso tutti. Ha perso il Milan, ha perso Gigio Donnarumma, ha perso Mino Raiola. E soprattutto hanno perso i tifosi del Milan, che in quel ragazzo avevano visto il loro futuro, i loro prossimi 20 anni, e forse anche di più.

Ha perso il calcio, e non solo perché, come piace dire a tutti quanti, ormai, contano solo i soldi. Quello lo sapevamo già, e nessuno ha mai detto che i soldi facciano male al calcio. Se siamo tutti su questo carrozzone, dovremmo dire solamente grazie a chi i soldi li fa girare, nel calcio.

Non è una questione di soldi.

È una questione di cuori infranti.

No, non c’è bisogno di tirare in ballo la nostalgia di un calcio che non c’è più (ma perché, negli anni Novanta giocavano gratis?), la deriva del calcio moderno, o i valori che si sono persi per strada.

No, qui c’è solo un ragazzo che forse l’anno prossimo andrà in tribuna per una stagione intera.

Qui c’è solo un procuratore che si è attirato addosso l’odio dei tifosi del Milan e che, chissà, magari qualcuno dei suoi assistiti si farà venire qualche tarlo in testa.

Qui c’è solo una società che si è vista sbattere le porte in faccia da chi grazie a lei è cresciuto, da chi è stato lanciato e da chi si era professato tifoso, prima che calciatore.

Qui ci sono, soprattutto, i tifosi del Milan che si sentono traditi, illusi, presi in giro.

Io non lo so chi ha ragione, chi è nel giusto, chi è nel torto. Non so se è giusto che un 18enne possa dire di no a quasi 5 milioni all’anno, e non so se è giusto che qualcuno possa dirgli che non ha il diritto di chiederne il doppio, se lo ritiene opportuno. In un certo senso, chi siamo noi per dire cosa sia giusto oppure no, in questa storia?

Non lo so, non c’è una ragione, non c’è una parte da cui stare, in questa storia.

C’è solo da pensare.

E capire cosa sia andato storto.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro