Domenico Tedesco: il sogno italiano su una panchina in Germania Domenico Tedesco: il sogno italiano su una panchina in Germania
Certe volte il tuo nome dice già parecchio sul tuo destino. E se di cognome fai Tedesco, forse il tuo destino è quello di... Domenico Tedesco: il sogno italiano su una panchina in Germania

Certe volte il tuo nome dice già parecchio sul tuo destino.

E se di cognome fai Tedesco, forse il tuo destino è quello di fare fortuna in Germania, soprattutto se in quel posto già parecchi tuoi conterranei sono andati a caccia di fortuna, sfiancati dalle difficoltà a trovarla nei luoghi dell’anima.

Chissà se, a fine anni ’80, i genitori del piccolo Domenico Tedesco, all’epoca bambino di neanche tre anni, immaginavano che trasferirsi in Germania sarebbe stata la decisione migliore della loro vita, ma soprattutto quella che avrebbe aperto le porte del successo al loro pargolo.

Certe volte il tuo nome dice già parecchio sul tuo destino, ma devi comunque fare un pezzo di strada per andare a cercartelo.

Domenico Tedesco, poco più di 30 anni dopo essersi trasferito da Rossano Calabro fino a Esslingen, in Germania, lì dove il padre aveva trovato un lavoro con cui mantenere lui e il resto della famiglia, ha trovato il suo posto nel mondo, e lo ha fatto in grande stile.

Da quest’anno, infatti, l’italo-tedesco, 32 anni, sarà il nuovo allenatore dello Schalke 04: una storia particolare, una storia che unisce, in egual misura, determinazione, talento e fortuna, una storia che parla però soprattutto di sogni da realizzare e di costanza nell’inseguirli.

Come detto, la famiglia di Tedesco si trasferisce in Germania a fine anni ‘8o: il padre di Domenico trova un lavoro da stampatore presso la Esslinger Zeitung, e il futuro della famiglia è assicurato. Domenico cresce con la passione del calcio, ma non diventerà mai un calciatore professionista.

Uno stage da giornalista sportivo alla stessa Esslinger Zeitung, il quotidiano dove lavorava il padre, e la scelta di intraprendere, a 22 anni, la carriera da allenatore, fino a entrare nelle giovanili dello Stoccarda.

Il calcio, però, non era il lavoro di Domenico Tedesco: una laurea e un lavoro da ingegnere in Mercedes, con il pallone come via di fuga dal quotidiano, come passione e gioia. Ma nel 2013 Domenico Tedesco si trova di fronte ad una di quelle offerte che ti costringono a fare una scelta. E Domenico quella scelta la fa, preferendo la strada più difficile: lascia il suo posto di lavoro, comodo e sicuro, e prende in carico la squadra Under 17 dello Stoccarda, imboccando la carriera dell’allenatore a tempo pieno.

Nessuno gli ha assicurato un futuro, nessuno gli ha garantito che da quel momento avrebbe potuto vivere soltanto di pallone. L’anno scorso, nel 2016, un altro colpetto del destino. Domenico Tedesco è da poco passato alle giovanili dell’Hoffenheim, che ha da poco promosso un altro giovane allenatore in prima squadra: si tratta di Julian Nagelsmann, che si rivelerà un piccolo fenomeno, a nemmeno 30 anni, e lancerà la moda, tutta tedesca, dei giovanissimi allenatori in panchina, spesso senza nemmeno un passato da calciatore.

Il passaggio di Nagelsmann in prima squadra significa la promozione per Tedesco con l’Under 19, preludio al vero appuntamento con il destino, che arriverà l’8 marzo 2017.

L’Erzgebirge Aue, in Zweite Liga (la seconda serie tedesca) sta annaspando sul fondo della classifica e rischia una amara e incredibile retrocessione. Domenico Tedesco, un po’ a sorpresa, viene chiamato per risollevare le sorti del club in quella che sembra una vera e propria missione impossibile.

Sarà anche per quello che scelgono uno come lui, poco più che trentenne, per un’impresa del genere: nessun altro sarebbe stato altrettanto folle da accettare una sicura condanna.

Tedesco, invece, fa quello che sembrava impossibile. 20 punti in 11 partite e squadra portata alla salvezza, tra lo stupore generale e gli applausi degli addetti ai lavori.

Qualche mese dopo, arriva la prestigiosa offerta dello Schalke 04, altra squadra che deve risollevarsi dopo un’annata difficile, e che ha scelto la strada della gioventù, che in Germania – non solo in Bundesliga – sembra andare per la maggiore.

Tedesco, il calabrese di Germania, porterà il suo 4-3-3, il suo approccio da ingegnere e il suo calcio particolare (lui dice che gli piacerebbe unire la mentalità spumeggiante tedesca con l’organizzazione difensiva italiana) in una piazza importante e prestigiosa.

Tra le sue mani alcuni dei talenti più interessanti del calcio europeo, come i vari Goretzka o Embolo, e soprattutto il compito di riportare lo Schalke nel calcio che conta: Domenico Tedesco, 32 anni, mentalità tedesca e cuore italiano, sembra proprio l’uomo giusto per una sfida del genere.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro

Related Posts

Duisburg-Colonia è stata rinviata per un motivo molto tedesco

2019-03-17 11:50:16
delinquentidelpallone

18

Mauro Icardi, appuntamento con il sogno

2018-09-19 08:14:54
delinquentidelpallone

18

Cosenza Calcio, un sogno lungo 15 anni

2018-06-13 13:10:19
delinquentidelpallone

18

La stagione da sogno di Alireza Jahanbakhsh

2018-05-07 09:05:19
delinquentidelpallone

18

Les Herbiers, a caccia di un sogno contro i giganti

2018-04-18 13:43:16
delinquentidelpallone

18

I tre giorni da sogno di Antoine Griezmann

2018-03-01 10:15:31
delinquentidelpallone

18

Il giorno in cui Eusebio spezzò il sogno della Corea del Nord

2018-01-12 11:30:32
delinquentidelpallone

18

Pietro e Marco Pellegri, due gol per il sogno di una vita

2017-09-23 08:15:31
delinquentidelpallone

18

Notte da sogno al Monumental

2017-09-22 08:45:02
delinquentidelpallone

18