Disastro Europa League Disastro Europa League
Sembra ormai un appuntamento fisso, quello in cui ci ritroviamo di fronte alle nostre responsabilità, cercando di spiegare le motivazioni di un disastro. Un... Disastro Europa League

Sembra ormai un appuntamento fisso, quello in cui ci ritroviamo di fronte alle nostre responsabilità, cercando di spiegare le motivazioni di un disastro. Un problema che non riusciamo a scrollarci di dosso in nessun modo

I motivi possono essere diversi, e naturalmente non è detto che si possa analizzare la situazione in generale senza discutere dei problemi particolari delle singole squadre. Ma fatto sta che, per un movimento calcistico come quello italiano, vedere dimezzato il numero delle partecipanti all’Europa League dopo la fase a gironi non è nient’altro che un vero e proprio disastro. Senza mezzi termini.

E’ vero, bisogna guardare alle situazioni particolari. Partiamo dall’Inter: una squadra finita in un vero e proprio uragano, che, nelle 5 partite disputate in questa fase a gironi, ha “schierato” la bellezza di 3 allenatori. Anche volendo lasciare ai nerazzurri tutte le scusanti del caso (ma la colpa della situazione non è certo del Destino) non passare in un girone con Southampton, Sparta Praga e Hapoel Beer Sheva, e anzi farsi eliminare con un turno d’anticipo, è quasi qualcosa di criminale.

L’altra squadra che ci lascia prematuramente è il Sassuolo: quella che, per assurdo, era partita meglio, con la vittoria contro l’Athletic all’esordio in casa. Da lì in poi (e non solo in Europa, ma anche in campionato) è andato tutto a rotoli. Passi finire dietro ai baschi, ma farsi eliminare per i punti persi -in maniera balorda- contro Rapid Vienna e Genk resta una delusione abbastanza grande. Soprattutto il suicidio interno contro gli austriaci è quello che è costato molto caro agli emiliani.

Le due squadre qualificate (la Fiorentina, che per farsi eliminare dovrebbe perdere di goleada in Azerbaigian, la consideriamo qualificata), poi, non possono certo sorridere. L’unica promossa senza grossi intoppi è la Roma: ma la differenza di livello abissale tra la Roma e le sue avversarie non prevedeva altro che la vittoria del girone (e nonostante questo i giallorossi sono anche riusciti a toppare due partite…). Stesso discorso per la Fiorentina, che in un girone molto morbido non ha ancora chiuso il discorso.

Insomma, che problema abbiamo con l’Europa League? E’ una competizione che, da sempre, affrontiamo con superiorità quasi ingiustificata. I risultati delle italiane negli ultimi anni, però, questa superiorità non la giustificano. Sarà un problema di turnover, con squadre che si presentano imbottite di rincalzi. Sarà il clima di disinteresse generale che circonda almeno la fase a gironi, sarà la mancanza di fascino e stimoli della competizione, sarà che all’estero -soprattutto le squadre dei Paesi più piccoli- prendono l’Europa League molto più sul serio.

Sarà quel che volete, ma l’Italia ha bisogno di riprendersi l’Europa League e di considerarla una cosa seria: a Roma e Fiorentina, da qui in avanti, il compito di onorare la competizione e soprattutto il calcio italiano.

Valerio Nicastro
twitter: @valerionicastro