Diario Mundial: la super collezione Diario Mundial: la super collezione
Day 1 Prima partita, doppietta di Neymar, rigore inventato. Sono bastati 90′ per capire che a questo mondo non c’è giustizia e mai ce... Diario Mundial: la super collezione

Day 1

Prima partita, doppietta di Neymar, rigore inventato. Sono bastati 90′ per capire che a questo mondo non c’è giustizia e mai ce ne sarà.

Maracanà, lo stacchetto musicale durante le partite su Sky: se già ti viene in odio alla prima sera, in occasione della finale qualcuno avrà già giustiziato Emis Killa.

Se il Signore Iddio ci avesse chiesto dove saremmo voluti nascere, avremmo detto senza esitazione “nel bel mezzo dei Balcani”. Quanto sono belli.

A un certo punto, si è sentito distintamente un coro riecheggiare in tutta San Paolo: “Come la Juve, voi siete come la Juve”.

Se il metro arbitrale del Mondiale è quello del rigore concesso al Brasile, Uruguay e Cile sono già sull’aereo per fare ritorno a casa. E Diego Perez ha già il cappio al collo.

Le uniche soddisfazioni della serata: il magic moment di Šime Vrsaljko e l’entrata di Corluka per mettere le cose in chiaro su Neymar.

Il traduttore di Sky dove l’hanno pescato? Sembrava il traduttore del Bin Laden imitato da Luca e Paolo.

Day 2

Secondo giorno del ritornello di Emis Killa: già vorremmo che ci fossero asportate le orecchie. Aiuto.

Nigel De Jong conferma, se ce ne fosse bisogno, di essere il padre spirituale della nostra comunità nonchè uno degli ambasciatori principali della Delinquenza nel mondo. Well done, Nigelone.

L’Australia ha giocato una partita più che onesta riuscendo a perderla 3-1. Ma d’altronde col solo canguro tatuato Cahill in avanti, l’unico obiettivo realistico è rompere quanti più zigomi possibile.

A proposito di Cahill: ma quanto è delinquente il numero 4 che si porta sulla schiena?

Si aprono scenari interessanti: il nostro sogno ad oggi è un Brasile-Spagna con Diego Costa contro un popolo intero. E noi contro Diego Costa non ci metteremmo neanche se fossimo un popolo intero.

Gary Medel non lo vorremmo incontrare neanche con la scorta appresso. Se ne può parlare dall’esercito in su.

Far giocare solo 3 minuti a Pinilla per lasciare spazio a Edu Vargas dovrebbe essere un reato punibile con la lapidazione immediata. Poco importa che in quei 3 minuti Maurizione sia riuscito a cacarsi un gol a tu per tu col portiere.

Vorremmo che qualcuno ci spiegasse il senso di far vedere il moviolone del gol/non gol sui palloni entrati chiaramente in porta. Ha gonfiato la rete, PER DIO!

Ugualmente, vorremmo che qualcuno ci spiegasse il senso di mettere in campo Costacurta a grandezza naturale a spiegare (male) il giuoco del calcio. Speriamo solo che prima della fine dei Mondiali impazzisca e tiri una legnata a uno dei giocatori virtuali.

Day 3

Siamo pressochè certi che Federico Buffa sia un grande fan della delinquenza e un nostro seguace: lo abbiamo capito dalla luce che si accende nei suoi occhi ogni volta che parla di Teofilo Gutierrez e dalla sua risposta su chi fosse stato il migliore in campo. MARIONE YEPES, senza esitazione alcuna.

Un altro doppio passo di Cuadrado e noi questo lurido Mondiale smettiamo di seguirlo.

Che Papastathopoulos fosse un mezzo criminale lo avevamo già intuito durante la sua parentesi italiana. L’entrata di ieri su Ibarbo (minchia!) ci ha dato qualche conferma in più.

Gekas ha sbagliato un gol che se lo sbaglia in Italia si allarmano immediatamente ufficio indagini, Palazzi e Procura di Cremona, e nel dubbio mettono in galera Doni per sicurezza.

Ma ogni volta che uno esulta come un imbecille tipo Armero o Sturridge, non si potrebber mandare in pasto ai black bloc che manifestano contro il Mondiale? A proposito di Armero: gli ufficiali del servizio antidoping erano in dubbio se cambiare la lista dei giocatori da controllare o inserirlo d’ufficio come “Positivo”

Ci risulta difficile spiegare l’emozione e la palpitazione dei nostri fragili cuoricini alla vista delle formazioni ufficiali di Uruguay-Costa Rica. Certo, avremmo voluto vedere una mediana Gargano-Perez-Arevalo Rios, ma la vita non può essere sempre così bella.

Per la seconda volta consecutiva, il primo espulso in un Campionato del Mondo è un giocatore dell’Uruguay. Per fortuna, ci sono ancora delle certezze nello sport.

Paletta ieri è stato più bello che bravo.

Ai circa 500 infortuni stagionali dell’Arsenal negli ultimi anni (approssimati per difetto) si aggiunge il fisioterapista scavigliatosi per festeggiare un goal. Si, quell’omino che Caressa aveva scambiato prima per Hodgson e poi per Foster.

Ciro Immobile si è svegliato alle 8 questa mattina. Era ancora in fuorigioco.

I coraggiosissimi cambi di Cesarone Prandelli: Thiago Motta, Parolo, staffetta Immobile-Balotelli. Una roba che nemmeno lo Stoke City in vantaggio 1-0 al Bernabeu.

Voi probabilmente non lo avete sentito perchè eravate in mezzo ad una mandria di scalmanati, di becere bestie urlanti e bestemmiatori occasionali. Ma sulla traversa di Pirlo al 94′, Caressa ha urlato “uuuuuuuuu come lo aveva buggerato!”

Un plauso ai coraggiosi che sono riusciti a vedere Costa d’Avorio-Giappone sotto l’effetto dei peggiori stupefacenti e con almeno 15 litri di birra del discount nello stomaco. Vi aspettiamo domani per Iran-Nigeria, amici.

Appare evidente che i giapponesi a Milano abbiano mandato la copia tarocca di Keisuke Honda.

Day 4

La Svizzera affida il compito di impostare la manovra a Behrami e Inler: un po’ come affidare i propri figlioletti alla babysitter Anna Maria Franzoni, insomma.

L’azione del secondo gol della Svizzera, però, vi spiega perchè nel calcio servono quelli come Valon Behrami. Azione fumosa del funambolo ecuadoriano, gol divorato, salvataggio epico del nostro, ripartenza, fallo subito, si rialza immediatamente per far proseguire l’azione, palla in area, gol. Delinquenza 1 – Circo 0.

Jefferson Montero ha un cognome importante, piede buono e tanta velocità. Ma se avesse trovato sulla sua fascia un suo famoso omonimo, il suo Mondiale sarebbe già finito, e la sua tibia solo un lontano ricordo.

Lichtsteiner sta ancora chiedendo di bere, lo stanno innaffiando con gli idranti.

L’Honduras è già diventata la nostra squadra simpatia: al 12′ di gioco erano già alla melina e al retropassaggio al portiere. Peccato che abbiano le stesse chance di passare il turno che abbiamo noi di scalare posizioni al prossimo Conclave ed essere eletti Papa.

Wilson Palacios ha mostrato al mondo cosa significa essere un giocatore dello Stoke City. E noi, ovviamente, siamo orgogliosi di lui. Se finisce il Mondiale senza un rosso, smettiamo di seguire lo sport e ci diamo al punto croce.

Il portiere dell’Honduras sembra uno di quelli che al calcetto del mercoledì va in porta a fare il turno di 5 minuti. Appena iniziata la partita, abbiamo avuto la certezza che avrebbe fatto una cappella. Non ci ha deluso.

Lo sapete, disprezziamo le giocate tecniche e i numeri da circo, ma il disimpegno in rabona di Rojo nella sua area di rigore è un gesto di una delinquenzialità e ignoranza tecnica che non può lasciarci indifferenti.

L’autogol di Kolasinac ha spianato la strada all’Argentina, ma siamo abbastanza certi che nessuno in Bosnia gli cacherà il cazzo per la vaccata, a meno che non abbia una voglia matta di finire sotto tre metri di terra.

Siamo invece certi che Papa Francesco ha seguito la partita con familiare di peroni gelata, frittatona di cipolle e rutto libero. E che anche lui ha tirato qualche bestemmia a Romero.

Day 5

Lo ammettiamo, quando al momento degli inni nazionali hanno inquadrato Pepe e Raul Meireles uno a fianco all’altro, un brivido ci ha percorso tutta la schiena. Lo stesso brivido che probabilmente deve aver percorso la schiena del barbiere di Raul Meireles quando gli ha chiesto di tagliare i capelli in quel modo.

Notevoli anche i pochi minuti in cui Hugo Almeida è stato in campo. Sufficienti a mettere in mostra un baffo da competizione, sinonimo di delinquenza certa, un fisico da alcolista anonimo in crisi di identità, e uno scatto degno del miglior Giampiero Galeazzi dopo il pranzo di Natale. Poi dici che vengono le noie muscolari.

A Pepe sono bastati 37′ per consacrarsi nell’Olimpo della delinquenza. Perchè si sa, le cose sono più difficili quando tutti ti aspettano al varco e i riflettori del mondo sono puntati su di te.

Che poi, dobbiamo ancora capire il motivo dell’espulsione di Pepe. Probabilmente saranno arrivate direttive dall’alto per far esplodere la nostra pagina e per farci prendere il volo. Grazie, FIFA. Ora però te la vedi tu con la furia di Pepe nostro.

Speriamo che la squalifica non sia troppo pesante. Abbiamo una voglia matta e disperata di vedere il nostro eroe affrontare il Ghana. Se gli danno più di una giornata, scendiamo a manifestare insieme ai black bloc, sappiatelo.

Le certezze della vita: il Portogallo deve schierare una sedia, un impedito o un ebete tra i pali. Ci siamo immaginati la scena di milioni di portoghesi che rimpiangevano Eduardo (portiere paratutto), quello del Genoa. Immaginate quanto stanno messi male.

Avevamo preparato tutto, abbiamo litigato con fidanzate, mogli, amici, ci eravamo licenziati dal lavoro e avevamo disdetto ogni impegno per poter essere davanti alla tv alle 21 di ieri. E Iran e Nigeria ci hanno ripagato con 90 minuti di nulla. Certe volte, uno le cose se le merita.

Siamo però certi che sia stata l’emozione, perchè secondo noi gli iraniani hanno tutte le carte in tavola per delinquere ai massimi livelli. Consigliamo a Sabella di mettere Leo Messi dentro una teca il giorno di Argentina-Iran e non farsi venire strane idee. Se la Pulce vede il campo, lo aspettano 90 minuti di calcioni come non ci fosse un domani. Noi, onestamente, ci speriamo.

Comunque, bella partita di Mehrdad.

Però, in compenso, sono state le prime 2 ore che abbiamo dormito da quando sono iniziati i Mondiali. Almeno a qualcosa è servita questa partita.

Durante il prepartita di Ghana-Usa, inquadrati stregoni, santoni, guaritori, tutti volenterosamente impegnati a pregare affinchè gli astri celesti aiutassero la loro squadra. Sono bastati 30 secondi per prendere goal. Poi dici che non facciamo bene noi a bestemmiare ogni Santo esistente.

Muntari è il prossimo che si renderà protagonista di un gesto eclatante, ne abbiamo la certezza. Come perde la testa lui, ne abbiamo visti pochi. Speriamo che il caldo faccia il suo dovere e in una delle prossime partite gli faccia venire un embolo di quelli storici, così da giustificare la sua presenza in Brasile.

L’idolo di giornata è Daniel Opare: in 90 minuti è riuscito ad abbattere il record di cross sulle gambe degli avversari appartenente fino a ieri a Mauricio Isla.

Juergen Klinsmann ci potrebbe dare soddisfazioni, a giudicare dall’ansia spasmodica con cui segue le partite. Il nostro augurio è quello di vedere un rigore solare negato agli USA all’ultimo minuto della partita decisiva per la qualificazione, per vederlo impazzire del tutto.

Day 6

L’Algeria era quasi riuscita a portare a casa nella maniera che a noi più piace: sfangandola con un catenaccio inverecondo e un rigore preso in maniera del tutto casuale. Poi, come al solito, il dio del pallone ha pensato di darci l’ennesimo dispiacere.

Nella stessa partita, il più delinquente di tutti era probabilmente l’arbitro messicano Marco Rodriguez: atteggiamento intimidatorio, fare minaccioso, fischio sicuro. E utilizzo spropositato della bomboletta spray, tanto per far capire chi è che comanda. Ah, e tra le sue passioni, sul sito della Fifa, si segnala la lettura della Bibbia.

Le pettinature dei giocatori algerini ci hanno fatto riflettere: probabilmente una delle categorie più criminali in Algeria è quella dei barbieri.

Al Messico sono bastati 12 secondi per buttare giù Neymar per la prima volta. E’ questo l’approccio che vorremmo vedere sempre. Grazie, ragazzi.

Dopo questa partita, ne siamo certi: se avete anche solo la minima intenzione di tifare Brasile in questo mondiale, non siete persone a noi gradite. Noi il carosello lo faremo quando questi clown vestiti di giallo saranno eliminati.

L’arbitro argentino Nestor Pitana ci ha emozionato sin dal suo ingresso in campo, con quella riga in mezzo tipo trincea e un riporto da competizione. Giungono voci che emozioni anche in patria, con arbitraggi fantasiosi e rigori assegnati diversi metri fuori area.

Quando a un certo punto la Russia, nel suo primo tempo di melina zozzissima, ha fatto 2 minuti di passaggi orizzontali sulla propria trequarti, a mezzanotte e mezza di martedi sera, abbiamo pensato che forse era il caso di mollare tutto e tornare a vivere una vita da persone normali.

Akinfeev si è reso colpevole di un riprovevole atto di delinquenza: ha fatto credere al mondo per diversi anni di essere un portiere.

Il gol del pareggio della Russia l’abbiamo visto fare talmente tante volte allo Stoke City che ci è scesa la lacrimuccia.

E’ notte. Abbiamo appena finito di vedere Russia-Corea del Sud che non è stata proprio la partita dell’anno. Siamo stanchi, scoglionati, domani si lavora e non ne abbiamo la minima voglia. Passa per l’ennesima volta lo stacchetto di Emis Killa che non sopportiamo più. Stiamo per bestemmiare Iddio e tirare la ciabatta contro il televisore. Poi, collegamento con lo studio, inquadratura su Paolo Montero. La vita è meravigliosa.

Day 7

Iniziamo subito col dire che abbiamo rischiato di raccontarvi l’ultimo Diario Mundial: questa è stata la giornata in cui la rassegna ha rischiato di essere sospesa per eccesso di delinquenza.

Abbiamo definitivamente appurato che se non ci si veste da ebeti, non ti lasciano entrare agli stadi in Brasile. Ne prendiamo atto.

Nigel De Jong ci ha messo novanta secondi novanta per mettere le cose in chiaro e rifilare il primo pestone ad un avversario. Poi però ha fatto una partita assolutamente fantastica. Sempre nella zona delle operazioni, sempre a buttare il cuore oltre l’ostacolo, sempre presente quando c’era da spezzare la manovra avversaria (e non solo quella in verità). Ecco perchè, al di là di tutto, è uno dei padroni del nostro cuore.

Ci dispiace lasciare per strada uno come Tim Cahill: d’altronde oggi ha solo rischiato di mandare Bruno Martins Indi al creatore e ha provato a far innervosire De Jong. Ci vuole del fegato. Ah, a margine, ha anche fatto un gol della Madonna.

Prima della partita, siamo entrati in possesso di un video girato dai minatori cileni rimasti intrappolati 69 giorni sotto terra e che caricavano la squadra in vista dei Mondiali. Il sunto del video è che per un cileno nulla è impossibile. Ecco, se ha fomentato così tanto noi, non osiamo immaginare l’innalzamento del tasso di delinquenza in patria.

E comunque, La Roja es Nuestra. Adios, Espana.

Il Cile può vantare l’onore di schierare, in mezzo a quella manica di delinquenti consumati, anche uno che manifesta sin dal nome le sue intenzioni, o quella che può essere tranquillamente inteso come un’esortazione o un caldo invito. Si, ci siamo innamorati di Eugenio Mena.

Oltre al barbiere di Vidal e Medel, un altro dei delinquenti ancora a piede libero in Cile è l’omino che ha montato il piede destro a sinistra e viceversa a Mauricio Isla. Speriamo per lui che la tranvata ricevuta da Xabi Alonso abbia rimesso le cose a posto.

I giocatori cileni, una volta passati in vantaggio, hanno spazzato talmente tante volte il pallone che a un certo punto abbiamo chiuso gli occhi e immaginato di essere al Britannia Stadium.

Alexandre Song si è reso protagonista del gesto più clamorosamente delinquenziale del Mondiale finora, e, per quanto possiamo essere ottimisti, fatichiamo a credere che verrà superato da qualcosa. E se verrà superato da qualcosa, vorrà dire che come minimo avremo assistito alla prima sparatoria della storia dei Mondiali di calcio.

Gesto che è apparso vieppiù eclatante soprattutto perchè apparso completamente immotivato. Ma voi davvero potreste mettere la mano sul cuore e giurare che Mandzukic -uno che entrerebbe sottopelle a cacare il cazzo pure al Mahatma Gandhi- non abbia insultato uno ad uno tutti i 26 fratelli di Song? (Si, ha davvero 26 fratelli quello là)

Per mettersi le mani addosso tra compagni in mondovisione, bisogna essere criminali veri.

Assou Ekotto e Moukandjo ci sono riusciti, e ieri non ci siamo fatti mancare nemmeno questo. Meraviglia.

In conclusione, se i giocatori del Camerun invece dei premi partita avessero chiesto i premi delinquenza, a questo punto sarebbero tutti milionari.

Day 8

Dopo 8 giorni di Mondiali su Sky, il male si è impossessato di noi. Ci siamo ritrovati tutti, almeno una volta, a canticchiare “Questa seraaaaa c’è il delirio al Maracanaaaaaa”. Probabilmente noi siamo anche gli unici ad avere il coraggio di ammetterlo.

Sempre più convinti che Howard Webb sia un delinquente con il fischietto in bocca. Probabilmente la FIFA ha dovuto spiegargli, con grossa fatica, che la bomboletta spray andava usata a terra e non spruzzata negli occhi dei giocatori.

Se non vi siete esaltati con il secondo tempo di Marione Yepes, con i suoi interventi rischiossissimi in anticipo, con le sue sbracciate alle tempie di Drogba su ogni cross, con le sue spazzate chilometriche, con il suo infortunio nel tentativo di fermare una ripartenza ivoriana con un fallaccio, siete delle persone orribili e non vogliamo nemmeno conoscervi. Marione sindaco del nostro cuore.

Non so se ci avete fatto caso, ma Teofilo Gutierrez si è presentato alla partita già menato, con un vistoso cerotto sull’arcata sopraccigliare destra. Quanto bene gli vogliamo non sappiamo dirvelo.

Se solo la Colombia avesse un delinquente a caso al posto di Cuadrado, potremmo anche fare il tifo per loro. Magari prima degli ottavi di finale però qualcuno riesce a prenderlo per bene, dai.

La rabbia di Tiotè a fine partita ci ha fatto capire che probabilmente le squadre africane sono venute a questo mondiale un pochino troppo agitate. E a noi la cosa fa onestamente molto molto piacere.

Guarin non vede il campo, due sono le ipotesi: o ha avuto una relazione sentimentale con la moglie del commissario tecnico Pekerman oppure la FIFA ha vietato alla Colombia di farlo scendere in campo per preservare la foresta amazzonica dalle sue bordate.

Guardando bene le facce dell’Uruguay durante l’inno nazionale, abbiamo realizzato, ancora una volta, che Lombroso aveva dannatamente ragione. Non se ne salva uno, trasudano tutti delinquenza a vista d’occhio.

Oh, noi, nel dubbio, non sapendo nè leggere nè scrivere, uno come Arevalo Rios lo vorremmo sempre dalla nostra parte. Percorre chilometri, non solo per recuperare una vagonata di palloni, ma anche e soprattutto per accorrere ogni volta che ci sia qualche questione in divenire e qualche accenno di rissa. Sempre lì, sempre pronto a difendere i suoi compagni, sempre pronto a metterci il becco.

Comunque, finchè ad Oscar Washington Tabarez verranno idee tipo quella di mettere dentro gente coi piedi di Lodeiro e tenere fuori Gargano e Diego Perez, l’Uruguay non andrà lontano.

Idea per un giochino divertente da fare con gli amici: un cicchetto di un superalcolico ogni qualvolta Massimo Marianella pronuncia la parola mmmmmmmeraviglioso durante una telecronaca. Agli inni nazionali siamo già in coma etilico, probabilmente.

Con il pareggio con il Giappone, la Grecia potrebbe riuscire, con un 1-0 inverecondo con la Costa d’Avorio, in un’impresa che ci esalterebbe non poco: raggiungere gli ottavi di finale segnando un solo gol. Ecco, poi esisterebbe la possibilità di un Italia-Grecia per il quale preferiremmo farci sparare nei testicoli piuttosto che vedere.

Noi ci proviamo a non generalizzare, ma guardate il baffo di Kostas Mitroglou e provate a dirci che no, baffo non vuol dire delinquenza.

Katsouranis ha pensato di movimentare una giornata che di delinquenziale non aveva avuto poi molto. Perchè per farsi cacciare in 37′ con due gialli del genere, a cinque minuti di distanza vuol dire che è davvero uno dei nostri e ci vuole tanto bene.

Day 9

Giornata abbastanza scarna dal punto di vista delinquenziale. Deve aver funzionato la minaccia di mettere l’esercito a bordo campo dopo gli eccessi dei giorni passati.

L’allenatore del Costa Rica, nei ritagli di tempo, mandava ordini al suo cartello. Ci pare infatti difficile immaginare che il suo vero lavoro sia quello di commissario tecnico, più facile pensare che il suo core business sia nel traffico di sostanze stupefacenti.
Cesare Prandelli non ha voluto ascoltare il nostro piano partita, e non ha fatto tirare la stecca a Joel Campbell. Magari, per la partita con l’Uruguay, riusciamo a portare di nascosto Aronica e piazzarlo nei pressi di Luis Suarez per mandarlo fuori di testa.

Ci ha sorpreso, in negativo, la maturazione di Mario Balotelli. Ci saremmo aspettati una delinquentata dettata dalla frustrazione, e invece l’unico atto degno di nota è stata una strattonata a palla lontana ad un incolpevole difensore del Costa Rica. Marione, come minimo devi fare questioni con Arevalo Rios alla prossima per tornare nel nostro cuore.

All’inizio, siamo rimasti un pochino stupiti nel vedere che il direttore di gara di Italia-Costa Rica fischiasse così poco e lasciasse correre su molti contatti. Poi, qualcuno ci ha detto che si chiamava Enrique Osses e batteva bandiera cilena. Abbiamo immediatamente capito tutto.

Sempre rimanendo nel campo squisitamente tecnico, ci ha commosso ed emozionato il secondo tempo del Costa Rica: metà dei secondi 45′ sono stati infatti necessari a Junior Diaz per battere le rimesse laterali, con la media di un minuto netto per ogni rimessa in campo. Perchè il tempo è un concetto relativo.

Partita con l’Uruguay che si preannuncia frizzante, con noi che dobbiamo difendere il pareggino, con una squadra sicuramente infarcita di difensori, e loro che devono attaccare e probabilmente mettere la partita sulla cattiveria agonistica. Ecco, l’Uruguay che mette la partita sulla cattiveria agonistica è una cosa che per noi è paragonabile ad un orgasmo.

Dopo una giornata abbastanza triste, vuoi per l’Italia, vuoi per aver dovuto assistere a 5 gol e mezzo degli odiati rivali francesi, per fortuna il programma ci ha dato un Honduras-Ecuador a mezzanotte. Durante i 90′ della partita, è stato rilevato un crollo di circa il 200% delle attività delinquenziali nel Sudamerica intero. Grazie al cazzo, metà dei criminali del continente erano in campo all’Arena Baixada di Coritiba.

Giusto per capirci: il primo fallo, anche abbastanza brutto, ha richiesto solamente 8 secondi di gioco. Hanno dovuto trattenerci con la forza perchè avremmo voluto abbracciare il televisore.

L’Honduras ci commuove sempre. A partire dallo schema, l’unico che un vero intenditore di calcio può ammirare e apprezzare. Tutti dietro, un cristone -spesso scarso- davanti, palla lunga e pedalare. E il gol dell’1-0 ci ha fatto esaltare come delle verginelle alla vista del primo membro maschile della loro vita.

Il calcio svolge molto spesso una funzione sociale. Infatti, almeno nove undicesimi della formazione honduregna sarebbero stati in carcere o tre metri sotto terra se non avessero avuto la fortuna di poter tirare dei calci al pallone. O, più spesso, agli avversari.

Claudio Onofri è uno di quelli che vorremmo avere sempre a tavola con noi. Profondo conoscitore di qualsiasi talento sin dall’under 10 del quartiere, si esalta per giocatori che al resto del mondo non dicono nulla, quasi quanto noi. Come quando ieri, durante la telecronaca, ha spiegato a tutti quanto fosse forte Jorquera del Genoa. Noi ti crediamo Claudione. Sei uno di noi.

Victor Bernardez, con quel capello biondo platino e quell’occhietto vivace, ci farebbe paura anche se lo dovessimo incontrare in un carcere di massima sicurezza con un vetro antiproiettile a difenderci da lui. Non è detto che nel carcere di massima sicurezza non ci torni a fine Mondiale, tra l’altro.

Al gol annullato all’Honduras, abbiamo onestamente temuto per la vita dell’arbitro, non appena lo abbiamo visto circondato da 5-6 delinquenti. Se qualcuno di voi ha notizie della famiglia del suddetto direttore di gara, e se è a conoscenza del fatto che moglie e figli di questo individuo sono al sicuro, sani e integri, ce lo faccia sapere. Siamo tuttora preoccupatissimi.

Come avrete notato, anche se abbiamo provato a fare i vaghi, Francia-Svizzera non l’abbiamo vista. Eravamo troppo impegnati a finire i santi del calendario e a cercare una spiegazione alla presenza di Thiago Motta in campo. I santi sono finiti, Thiago Motta in campo ancora non ce lo siamo spiegati.

Day 10

Non solo Leo Messi ha lasciato il campo senza necessità di chiamare l’eliambulanza, ma ha anche segnato un gol della Madonna al 91′ risolvendo la partita per i suoi. I Delinquenti portano bene. Agli altri.

L’Argentina non riusciamo a seguirla come vorremmo. L’assenza di un delinquente come Carlos Tevez, uno che in questo mondiale per animi fumantini ci avrebbe sicuramente regalato qualche gioia, grida vendetta.

L’Iran, fino al 90′, ci ha esaltato e non poco. Anche se ha picchiato molto meno di quello che ci aspettavamo. Unica pecca, avevano troppa voglia di segnare. Alle volte, amici persiani, ci si può anche accontentare di buttare la palla nell’Oceano Atlantico.

Minuto 72: Dejagah si invola verso la porta, viene fermato in maniera da lui ritenuta meritevole di un calcio di rigore. Si alza e, in preda al crimine, va ad affrontare a muso duro il direttore di gara, piantandogli la testa nel petto. Neanche ammonito. Prova a farlo con Carmine Russo di Nola, amico.

Bella partita del Ghana contro i quotatissimi tedeschi. Devono aver scomunicato lo stregone della scorsa partita.

Grande attesa per il duello tra i fratelli Boateng. Kevin Prince, prima della partita, aveva dichiarato: “In campo non siamo fratelli, resterei deluso se Jerome non dovesse stendermi”.

Siamo rimasti delusi anche noi, ragazzi, avevamo già pronta le didascalia “fratelli coltelli” e “Caino e Abele back in action” per voi. Shame on you.

Partita che è stata ulteriormente foriera di delusione: Muntari non si fa mancare neanche oggi il cartellino giallo quotidiano (e di questo ne siamo felici) e salterà la grande sfida dei delinquenti contro un Pepe assetato di vendetta. Cosa la vediamo a fare Ghana-Portogallo?

Si, ancora non abbiamo capito cosa stesse sputando l’allenatore del Ghana.

Uno dei momenti più inspiegabili del Mondiale: la sostituzione di Jerome Boateng con Mustafi. Ora ci aspettiamo Thereau in campo al posto di Benzema e Gonzalone Bergessio a fare coppia con Leo Messi nella finale al Maracanà.

Quando gioca la Nigeria il nostro primo e ultimo pensiero è sempre rivolto a Taribo West. Ci sarebbe stato di un bene a prendersi cura del buon Dzeko…mentre tra un calcione e l’altro rivolgeva un pensiero all’altissimo chiedendo perdono, per non avergli fatto abbastanza male.

L’unico che ha mantenuto fede alle aspettative elevatissime per Nigeria-Bosnia è Muhamed Besic. Con la doppia entrata su Emenike all’85 minuto di gioco è passato ufficialmente sotto la nostra ala protettrice.

Enyeama aveva i nostri occhi puntati addosso dopo che vi avevamo mostrato il clamoroso gesto di lui che si butta la palla in porta in un match amichevole. Probabilmente per questi mondiali ha scommesso tutto ciò che di più caro possiede, inclusa la vita dei propri familiari, su “no goal”.

Day 11

Don Fabio Capello si è presentato ai Mondiali con un atteggiamento che ci ha scaldato l’animo: 4-5-1 zozzissimo, unica punta abbandonata a se stessa, gli unici giocatori di talento offensivo, Dzagoev e Kherzakov lasciati in panchina a marcire. Eppure, con un Christian Riganò qualsiasi là davanti, ieri si sarebbe portato a casa la partita.

Commossi dalla partita di Vermaelen: infortunio da solo nel riscaldamento, capocciata dopo 5 minuti, campo abbandonato al 31′. Le bestemmie dei tifosi del Belgio appena apparso Jan Vertonghen le abbiamo sentite fin qui, anche con le finestre chiuse.

Igor Akinfeev, dopo la spettacolare papera contro la Corea, ieri sprizzava sicurezza da tutti i pori. I tifosi russi si sentivano al sicuro come Neymar chiuso in una stanza con Diego Perez, Nigel De Jong e Salvatore Aronica.

Continuano imperterrite le inquadrature di tifosi vestiti in maniera curiosa sugli spalti, vera piaga di questo mondiale brasiliano. Ieri, un tifoso russo era vestito con una specie di pelliccia d’orso. Speriamo onestamente che sia stato squagliato dal caldo. Proponiamo di fare come con gli invasori: evitiamo di inquadrarli per evitare l’effetto emulazione.

Parentesi televisiva: prima o poi, Gianluca Di Marzio, nelle sue scorribande nelle spiagge brasiliane, becca qualcuno che non deve beccare e finisce male.

A proposito di portieri: se i coreani avessero portato un manichino in porta, forse avrebbero fatto più strada.

L’Algeria fa calcio champagne: NOI NON CI STIAMO.

Però almeno il capitano dell’Algeria è uno che, oltre a una faccia e ad un atteggiamento chiaramente da criminale, ha un nome che fa capire il motivo per cui è stato messo al mondo: Madjid Bouguerra.

Ora però, amici algerini, non dovete deluderci: vi giocate la qualificazione contro la Russia, vi basta il pareggio. Potremo ritenerci soddisfatti solo dalla Jihad in su.

Al primo di voi che è in grado di riconoscere due calciatori coreani, un premio speciale: una tibia autografata dal vostro delinquente preferito.
Raul Meireles si è mangiato un gol che ci avrebbe mandato probabilmente in estasi suprema.

Purtroppo, a questo Mondiale da sogno, manca ancora il sigillo del gol di uno dei nostri delinquentissimi, Cahill, Suarez e Teofilo Gutierrez esclusi, che però, oltre a delinquere, la palla la dovrebbero buttar dentro per mestiere. Restiamo fiduciosi che il prosieguo del torneo possa regalarci questa grande gioia.

Minuto 91, USA avanti 2-1, risultato da difendere: Klinsmann, per il più classico dei cambi perditempo, manda in campo Omar Gonzalez, nome da narcotraffico, capello da cartello della mala. Confessiamo che un brivido di soddisfazione ci ha percorso la schiena.

Clint Dempsey ha fatto un gol talmente brutto che a noi è piaciuto tantissimo. Uno di quei gol che tanto amiamo, buttato dentro con la pancia, con il membro, con chissà cosa. Uno di quei gol che sanno tanto di “sfangarla in modo inverecondo”.

Il gol di Varela all’ultimo respiro ci regala una piccola gioia: il Portogallo ha ancora una seppur minima chance di passare agli ottavi, e dunque Pepe sarà libero di delinquere nella partita contro il Ghana. Noi, onestamente, attendiamo lo psicodramma. Anzi, lo PsycoPepeDramma.

Day 12

Olanda e Cile hanno giocato al risparmio. Tutti tranne uno, quello con il numero 6 in maglia arancione. L’espressione “cuore che fa provincia” non rende l’idea. Su tutti i palloni, su tutti gli avversari, in pressing praticamente da solo, gamba mai tirata indietro. Al momento di fare le squadre quando si gioca in strada, lui sarebbe sempre la nostra prima scelta. Love you, Nigel.

Se dovessimo scegliere tra passare, chiusi in una stanza, un’ora con Gary Medel o una settimana con Pietro Pacciani, noi, onestamente, preferiremmo la seconda.
Abbiamo invocato per circa 80 minuti l’ingresso in campo di Mauricio Pinilla, al posto del cadavere di Edu Vargas. Siamo stati accontentati solo nei minuti finale, ma vedere il capello piastrato tutto su un lato del nostro eroe ci ha smosso le pareti dello stomaco.

L’arbitro di Cile-Olanda era così in controllo della partita abbiamo temuto che potesse sbucare Howard Webb e dire “State sereni, adesso ci penso io”.

Si, Spagna-Australia non l’abbiamo vista. Qualcuno sa dirci quanto è finita?

Le partite della sera si preannunciavano invece ad alto rischio: il Camerun già fuori, divorato dalle tensioni interne, con tanta voglia di menare contro un Brasile che voleva dare spettacolo e far divertire il pubblico. Un Croazia-Messico praticamente ad eliminazione diretta, con chi perdeva che avrebbe quasi sicuramente perso anche la testa. Non siamo rimasti delusi per nulla.

Nyom ha messo a segno finora la giocata del Mondiale. Spintone immotivato e a palla lontana su Neymar. Ma siete davvero sicuri che ci sia bisogno di un motivo per menare Neymar? Unica pecca, avrebbe potuto e dovuto tirarglielo molto più forte.

Azione finale del primo tempo di Brasile-Camerun. Neymar, sempre lui, gioca la palla con un no look condito da giro su se stesso. Scommettiamo che se provate a farlo voi sul vostro campo di terza categoria di fiducia non sareste in grado di raccontarlo ai vostri figli?

In considerazione di tutto ciò, la partita di Neymar di ieri si può racchiudere in sintesi in un’espressione semplice: “scherzare con il fuoco”.

Adesso però, se ha le palle, Neymar dovrebbe approcciarsi alla prossima partita con lo stesso spirito. Scommettiamo che ora che guarda in faccia Medel cambia idea?

Ancora su Neymar, a costo di essere ripetitivi: all’intervallo è stato inquadrato mentre salutava Sameul Eto’o tirandogli scherzosi ceffoni sul coppino? Ma come ti permetti? Avete mai mangiato insieme? Eto’o avrebbe dovuto rispondere con un gancio diretto, altrochè.

Dopo 3 minuti di diretta gol, avevamo già voglia di spaccare il televisore pur di non sentire il pepepepe di transizione da una partita all’altra. Sky Sport bene ma non benissimo con le musichette a questi Mondiali.

Croazia-Messico è stata fantastica. Più della metà del tempo è stata trascorsa in capannelli con il direttore di gara uzbeko che, nel tentativo di separare delinquenti sparsi, ha più volte rischiato di beccarsi un ceffone.

Poi, comunque, a proposito di direttori di gara uzbeki, ci spiegate cosa ne vogliono sapere di pallone in Uzbekistan.

Il Piojo Herrera è il padrone assoluto. Senza se e senza ma. Vive malissimo, si porta addosso un’ ansia clamorosa, esulta in maniera smodata e protesta in maniera ancora più spropositata. Vive il calcio esattamente nella maniera in cui andrebbe vissuta, insomma: con il cuore.

Non appena il Messico è andato in vantaggio, abbiamo pensato: “Ok, ora la Croazia fa volare qualche calcione”. Non appena il Messico ha raddoppiato, abbiamo pensato: “Ok, adesso qualche croato perde la testa”. Quando ha fatto il terzo gol, abbiamo pensato:”Ok, adesso è il momento che bisogna chiamare l’esercito”. Ante Rebic non ci ha deluso.

Day 13

Iniziamo col dire che andiamo fuori per mano di un delinquente doc, che peraltro ha anche brevettato il gol di nuca. Sempre in momenti decisivi.

Probabilmente Luis Suarez non giocherà più una partita nell’anno solare, ma almeno ci lascia col botto. Ci mancherai, campione.

Il suo istinto al cannibalismo, che oramai possiamo dare per assodato dopo 3 indizi, lo avvicina più alle bestie che agli uomini. E forse è proprio per questo che lo amiamo così tanto, per questa delinquenza che si porta marchiata a fuoco nei cromosomi.

Non per fare i fighi, ma che l’arbitro messicano Marco Rodriguez fosse un delinquente ve l’avevamo detto durante un mestissimo Belgio-Algeria. E il suo cartellino rosso a Marchisio è un insulto al cartellino rosso. Non bisognerebbe elargirlo per così poco.

2 tiri in porta in 180′: manco allo Stoke City avremmo saputo chiedere di meglio.

Italia all’avanguardia: si parla tanto di moviola in campo, e noi abbiamo pensato di fare gli innovatori schierando Thiago Motta.

Che il Mondiale dei Mondiali sarebbe stato delinquenziale avremmo dovuto capirlo anche dalla forma particolare delle barelle utilizzate. Assomigliano sinistramente a delle bare, cui manca solo il pezzo di sopra.

Ma Inghilterra-Costa Rica quando la giocano?

Il sogno di vedere Cuadrado spaccarsi un piede zappando dal dischetto è andato in fumo, ma speriamo ci pensino gli uruguagi a riservagli il trattamento che merita.

Mondragon a 50 anni è più reattivo di almeno metà dei portieri che abbiamo visto in questi Mondiali. E quelli che non gli hanno fatto portare i figli (o i nipoti, chissà) in campo per non meglio precisate ragioni di sicurezza sono i più delinquenti di tutti.

Zaccheroni, in lacrime a fine partita, ha fatto un piccolo capolavoro, parlando di risultato bugiardo. Quando si dice esportare la cultura calcistica di un Paese all’estero.

L’avevamo sognato non appena finite le partite della seconda giornata: alla Grecia bastava un 1-0 contro la Costa d’Avorio (oltre alla non vittoria del Giappone contro la Colombia) per passare il turno nel modo che piace a noi: sfangandola in maniera invereconda.

Non hanno passato il turno con l’1-0, ma il modo in cui l’hanno fatto, è stato comunque eccezionale. Peccato che abbiano creato un po’ troppo gioco e peccato per i 3 legni. Anche se avesse segnato Torosidis con un cross saremmo impazziti di gioia.

I due gol sono comunque corrispondenti a quella che è la definizione della sfangata: il primo da palla regalata dagli avversari a centrocampo, il secondo con un rigore figlio di un intervento inutile e analfabeta in area di rigore.

Il prossimo che ci viene a parlare del futuro del calcio in mano alle africane lo mandiamo a giocare con Tiotè.

Poi, in panchina, hanno un attrezzo che nel tempo libero perderà delle ore a giocarsi la famiglia a carte al baretto.

All’idea che oggi pomeriggio l’Iran potrebbe bissare il colpaccio della Grecia ci viene la tachicardia.

Day 14

Rojo ha segnato l’ennesimo gol sporco, brutto, orribile, con parti del corpo non convenzionali di questo mondiale. Segno che tutto l’universo intero si sta convertendo al nostro credo.
Messi e Neymar, le nostre nemesi, i dribblomani che fanno impazzire i difensori delinquenti, sono già a quota 4 reti. Lassù in alto deve esserci qualcuno che ci vuole veramente male.

Ezequiel Lavezzi, come avete potuto apprezzare, ha innaffiato il suo allenatore Sabella con una borraccia, totalmente a caso, durante un colloquio. Saremmo curiosi di vedere la stessa scena con protagonista il Piojo Herrera.

I giocatori dell’Iran, ignari del pericolo che stavano correndo, hanno menato senza remore capitan Spahic. Chissà se torneranno tutti a casa in posizione verticale.

Qualcuno è in grado illustrarci il percorso che ha portato alla qualificazione dell’Iran a questi mondiali? Può essere che si siano qualificati senza segnare neanche una rete?

L’Honduras ogni partita che passa cerca di innalzare l’asticella della delinquenza. Per sfortuna non li vedremo più giocare, altrimenti nella prossima partita sarebbero entrati in campo armati e l’inno nazionale sarebbe stato sostituito da una marcia funebre.

I gemelli honduregni provano la catapulta infernale: è un epic fail che lascerà solo qualche punto di sutura nel petto del povero malcapitato, di cui ignoriamo il nome e ci perdonerete se continueremo ad ignorarlo: noi, di questi, meno ne sappiamo meglio è, ci teniamo alla nostra pelle.

Alla luce di quanto successo nel ritiro del Ghana dobbiamo rielaborare le dichiarazioni di Balotelli “un fratello nero non avrebbe mai scaricato così un suo compagno” Hai ragione Mario, un fratello nero ti riportava in patria dentro un sacco nero, nella migliore delle ipotesi.

Francia-Ecuador: pronti via e Sakho parte con la gomitata d’ordinanza. Così spontanea, genuina, gratuita che non ti vien voglia nemmeno di fischiargli fallo, ma solo di alzarti dal divano e applaudire.

Antonio Valencia, memore di essersi fatto tibia e perone qualche anno fa, ha la magnifica idea di far provare anche agli avversari gli stessi brividi. Ammirevole la tranquillità con cui lascia il campo dopo aver delinquito…delitto…delinquentato…QUALE CAZZO E’ IL PARTICIPIO PASSATO DI DELINQUERE???

Day 15

Alla domanda: “preferite un’invasione di cavallette o un’altra partita di Dani Alves su quella fascia?” pare che il 96% dei brasiliani abbia risposto senza esitazione con la prima opzione, aggiungendo una sequela interminabile di bestemmie.

Howard Webb, arbitro criminale per una partita criminale, ignora totalmente la regola del vantaggio. Ma glielo andate a dire voi?

Pare che Mauricio Isla sia stato rinchiuso nella miniera dove erano rimasti intrappolati i minatori cileni. Lo tireranno su quando avrà imparato a crossare senza ammaccare le tibie dei difensori avversari.

Gary Medel in 90′ ha messo più pezze di Giorgio Armani in tutta la sua vita.

Il prossimo allenatore del Brasile sarà Raul Casadei. Tanto dietro già ballano come dei pazzi.

Fred ha scelto la persona sbagliata da molestare all’intervallo. Misteriosamente è rimasto in vita, probabilmente salvato dalla delinquenzialità del suo baffo che ha consigliato a Medel di desistere.

Dopo l’intervallo, Neymar è letteralmente sparito. Devono aver fatto effetto le foto della sua famiglia in un sacco nero mostrategli da Medel negli spogliatoi.

Passerà alla storia come il Mondiale delle scelte avventate degli allenatori che giocano a fare i fenomeni: ma dove vuoi andare se tieni Pinilla a scaldare la panchina col culo per più di 80 minuti?

Pazzesco Medel: sempre nella zona delle operazioni quando succede qualcosa di sospetto o c’è da protestare, sempre con le mani dietro la schiena probabilmente per evitare la tentazione di farle volare. Esce in lacrime dopo essersi probabilmente strappato anche l’anima. Di sicuro, a noi ha strappato più di un’emozione. Gracias, Pitbull.

La traversa colpita da Pinilla sta ancora tremando, come i santi che abbiamo chiamato in causa e che stiamo tuttora elencando. Ma si può andare all’inferno per una partita di pallone? Si.

Abbiamo messo l’inno della Colombia come suoneria del cellulare. Adesso ogni volta che squilla il telefono,compare nella nostra testa l’immagine di Marione Yepes ad occhi chiusi che canta a perdifiato e ci assale un’irrefrenabile voglia di entrare col piede a martello su qualsiasi cosa si muova intorno a noi.

Il Maestro Oscar Washington Tabarez non ha nulla da invidiare a Nedo Sonetti: professionisti della minestra, a questi livelli una squadra così arroccata sin dal primo minuto di gioco facciamo fatica a ricordarla.

Primi 3′ della partita, 3 tentati omicidi ai danni di Cuadrado. Ah, fossero sempre così le partite di pallone.

Egidio Arevalo Rios andrebbe a muso duro anche con il latitante più efferato di un’organizzazione criminale a caso. Non è peraltro da escludere la possibilità che possa egli stesso essere a capo di una siffatta organizzazione.

Cuadrado troppo spesso in questo mondiale si è reso protagonista di gioco pericoloso: ogni doppio passo è un pericolo per la sua integrità fisica. Se continua di questo (doppio) passo,
la coreografia del prossimo balletto gliela spiega Oscar Pistorius.

James Rodriguez è il padrone del Mondiale finora: uno che è soprannominato il Bandido può lasciarci indifferenti? No, assolutamente.

L’Uruguay è andato a casa e Diego Perez non ha giocato nemmeno un minuto. Fossimo cittadini urugagi (e purtroppo non lo siamo) faremmo immediatamente scattare un’interrogazione parlamentare per spiegare questa incresciosa situazione oppure chiederemmo lumi direttamente al presidente José Mujica con una di quelle belle sommosse popolari che si usavano una volta.

Ok, la Colombia ci piace e tutto, ma perdere in un colpo solo Cile ed Uruguay è una brutta botta. Stanotte per addormentarci saremo costretti a chiudere gli occhi e ad immaginare Neymar in una stanza buia, chiusa a chiave, con Diego Perez, Egidio Arevalo Rios, Gary Medel e Mauricio Pinilla. Giusto per sfogare la frustrazione.