Diario Mundial – Day 9

  • Giornata abbastanza scarna dal punto di vista delinquenziale. Deve aver funzionato la minaccia di mettere l’esercito a bordo campo dopo gli eccessi dei giorni passati.
  • L’allenatore del Costa Rica, nei ritagli di tempo, mandava ordini al suo cartello. Ci pare infatti difficile immaginare che il suo vero lavoro sia quello di commissario tecnico, più facile pensare che il suo core business sia nel traffico di sostanze stupefacenti.
  • Cesare Prandelli non ha voluto ascoltare il nostro piano partita, e non ha fatto tirare la stecca a Joel Campbell. Magari, per la partita con l’Uruguay, riusciamo a portare di nascosto Aronica e piazzarlo nei pressi di Luis Suarez per mandarlo fuori di testa.
  • Ci ha sorpreso, in negativo, la maturazione di Mario Balotelli. Ci saremmo aspettati una delinquentata dettata dalla frustrazione, e invece l’unico atto degno di nota è stata una strattonata a palla lontana ad un incolpevole difensore del Costa Rica. Marione, come minimo devi fare questioni con Arevalo Rios alla prossima per tornare nel nostro cuore.
  • All’inizio, siamo rimasti un pochino stupiti nel vedere che il direttore di gara di Italia-Costa Rica fischiasse così poco e lasciasse correre su molti contatti. Poi, qualcuno ci ha detto che si chiamava Enrique Osses e batteva bandiera cilena. Abbiamo immediatamente capito tutto.
  • Sempre rimanendo nel campo squisitamente tecnico, ci ha commosso ed emozionato il secondo tempo del Costa Rica: metà dei secondi 45′ sono stati infatti necessari a Junior Diaz per battere le rimesse laterali, con la media di un minuto netto per ogni rimessa in campo. Perchè il tempo è un concetto relativo.
  • Partita con l’Uruguay che si preannuncia frizzante, con noi che dobbiamo difendere il pareggino, con una squadra sicuramente infarcita di difensori, e loro che devono attaccare e probabilmente mettere la partita sulla cattiveria agonistica. Ecco, l’Uruguay che mette la partita sulla cattiveria agonistica è una cosa che per noi è paragonabile ad un orgasmo.
  • Dopo una giornata abbastanza triste, vuoi per l’Italia, vuoi per aver dovuto assistere a 5 gol e mezzo degli odiati rivali francesi, per fortuna il programma ci ha dato un Honduras-Ecuador a mezzanotte. Durante i 90′ della partita, è stato rilevato un crollo di circa il 200% delle attività delinquenziali nel Sudamerica intero. Grazie al cazzo, metà dei criminali del continente erano in campo all’Arena Baixada di Coritiba.
  • Giusto per capirci: il primo fallo, anche abbastanza brutto, ha richiesto solamente 8 secondi di gioco. Hanno dovuto trattenerci con la forza perchè avremmo voluto abbracciare il televisore.
  • L’Honduras ci commuove sempre. A partire dallo schema, l’unico che un vero intenditore di calcio può ammirare e apprezzare. Tutti dietro, un cristone -spesso scarso- davanti, palla lunga e pedalare. E il gol dell’1-0 ci ha fatto esaltare come delle verginelle alla vista del primo membro maschile della loro vita.
  • Il calcio svolge molto spesso una funzione sociale. Infatti, almeno nove undicesimi della formazione honduregna sarebbero stati in carcere o tre metri sotto terra se non avessero avuto la fortuna di poter tirare dei calci al pallone. O, più spesso, agli avversari.
  • Claudio Onofri è uno di quelli che vorremmo avere sempre a tavola con noi. Profondo conoscitore di qualsiasi talento sin dall’under 10 del quartiere, si esalta per giocatori che al resto del mondo non dicono nulla, quasi quanto noi. Come quando ieri, durante la telecronaca, ha spiegato a tutti quanto fosse forte Jorquera del Genoa. Noi ti crediamo Claudione. Sei uno di noi.
  • Victor Bernardez, con quel capello biondo platino e quell’occhietto vivace, ci farebbe paura anche se lo dovessimo incontrare in un carcere di massima sicurezza con un vetro antiproiettile a difenderci da lui. Non è detto che nel carcere di massima sicurezza non ci torni a fine Mondiale, tra l’altro.
  • Al gol annullato all’Honduras, abbiamo onestamente temuto per la vita dell’arbitro, non appena lo abbiamo visto circondato da 5-6 delinquenti. Se qualcuno di voi ha notizie della famiglia del suddetto direttore di gara, e se è a conoscenza del fatto che moglie e figli di questo individuo sono al sicuro, sani e integri, ce lo faccia sapere. Siamo tuttora preoccupatissimi.
  • Come avrete notato, anche se abbiamo provato a fare i vaghi, Francia-Svizzera non l’abbiamo vista. Eravamo troppo impegnati a finire i santi del calendario e a cercare una spiegazione alla presenza di Thiago Motta in campo. I santi sono finiti, Thiago Motta in campo ancora non ce lo siamo spiegati.[poll id=”6″]

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