Diario Mundial – Day 12 Diario Mundial – Day 12
Olanda e Cile hanno giocato al risparmio. Tutti tranne uno, quello con il numero 6 in maglia arancione. L’espressione “cuore che fa provincia” non... Diario Mundial – Day 12
    • Olanda e Cile hanno giocato al risparmio. Tutti tranne uno, quello con il numero 6 in maglia arancione. L’espressione “cuore che fa provincia” non rende l’idea. Su tutti i palloni, su tutti gli avversari, in pressing praticamente da solo, gamba mai tirata indietro. Al momento di fare le squadre quando si gioca in strada, lui sarebbe sempre la nostra prima scelta. Love you, Nigel.
    • Se dovessimo scegliere tra passare, chiusi in una stanza, un’ora con Gary Medel o una settimana con Pietro Pacciani, noi, onestamente, preferiremmo la seconda.
    • Abbiamo invocato per circa 80 minuti l’ingresso in campo di Mauricio Pinilla, al posto del cadavere di Edu Vargas. Siamo stati accontentati solo nei minuti finale, ma vedere il capello piastrato tutto su un lato del nostro eroe ci ha smosso le pareti dello stomaco.
    • L’arbitro di Cile-Olanda era così in controllo della partita abbiamo temuto che potesse sbucare Howard Webb e dire “State sereni, adesso ci penso io”.
    • Si, Spagna-Australia non l’abbiamo vista. Qualcuno sa dirci quanto è finita?
    • Le partite della sera si preannunciavano invece ad alto rischio: il Camerun già fuori, divorato dalle tensioni interne, con tanta voglia di menare contro un Brasile che voleva dare spettacolo e far divertire il pubblico. Un Croazia-Messico praticamente ad eliminazione diretta, con chi perdeva che avrebbe quasi sicuramente perso anche la testa. Non siamo rimasti delusi per nulla.
    • Nyom ha messo a segno finora la giocata del Mondiale. Spintone immotivato e a palla lontana su Neymar. Ma siete davvero sicuri che ci sia bisogno di un motivo per menare Neymar? Unica pecca, avrebbe potuto e dovuto tirarglielo molto più forte.
    • Azione finale del primo tempo di Brasile-Camerun. Neymar, sempre lui, gioca la palla con un no look condito da giro su se stesso. Scommettiamo che se provate a farlo voi sul vostro campo di terza categoria di fiducia non sareste in grado di raccontarlo ai vostri figli?
    • In considerazione di tutto ciò, la partita di Neymar di ieri si può racchiudere in sintesi in un’espressione semplice: “scherzare con il fuoco”.
    • Adesso però, se ha le palle, Neymar dovrebbe approcciarsi alla prossima partita con lo stesso spirito. Scommettiamo che ora che guarda in faccia Medel cambia idea?
    • Ancora su Neymar, a costo di essere ripetitivi: all’intervallo è stato inquadrato mentre salutava Sameul Eto’o tirandogli scherzosi ceffoni sul coppino? Ma come ti permetti? Avete mai mangiato insieme? Eto’o avrebbe dovuto rispondere con un gancio diretto, altrochè.
    • Dopo 3 minuti di diretta gol, avevamo già voglia di spaccare il televisore pur di non sentire il pepepepe di transizione da una partita all’altra. Sky Sport bene ma non benissimo con le musichette a questi Mondiali.
    • Croazia-Messico è stata fantastica. Più della metà del tempo è stata trascorsa in capannelli con il direttore di gara uzbeko che, nel tentativo di separare delinquenti sparsi, ha più volte rischiato di beccarsi un ceffone.
    • Poi, comunque, a proposito di direttori di gara uzbeki, ci spiegate cosa ne vogliono sapere di pallone in Uzbekistan.
    • Il Piojo Herrera è il padrone assoluto. Senza se e senza ma. Vive malissimo, si porta addosso un’ ansia clamorosa, esulta in maniera smodata e protesta in maniera ancora più spropositata. Vive il calcio esattamente nella maniera in cui andrebbe vissuta, insomma: con il cuore.
    • A proposito di Piojo, gustatevelo tutto:piojo 1
    • No, aspettate, forse non ci siamo capiti:piojo2
    • E se non ci siamo capiti ancora, potete andare a rivedervi cosa combinava questo qui quando calcava i campi con gli scarpini chiodati. Tornate a dirci che non è il vostro nuovo idolo, dai.
    • Non appena il Messico è andato in vantaggio, abbiamo pensato: “Ok, ora la Croazia fa volare qualche calcione”. Non appena il Messico ha raddoppiato, abbiamo pensato: “Ok, adesso qualche croato perde la testa”. Quando ha fatto il terzo gol, abbiamo pensato:”Ok, adesso è il momento che bisogna chiamare l’esercito”. Ante Rebic non ci ha deluso.[poll id=”9″]

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