Diario Mundial 2018: la finale Diario Mundial 2018: la finale
Finalmente ci siamo, è il grande giorno, quello della finale Mondiale tra Francia e Croazia. La Croazia arriva al grande appuntamento con un giorno... Diario Mundial 2018: la finale

Finalmente ci siamo, è il grande giorno, quello della finale Mondiale tra Francia e Croazia.

La Croazia arriva al grande appuntamento con un giorno di riposo in meno ed una partita in più sulle spalle, avendo disputato per tre volte i tempi supplementari, ma riesce a recuperare Ivan Perisic, in dubbio alla vigilia.

I francesi possono contare sulla loro formazione tipo e dopo la cocente delusione della finale degli Europei persa in casa con il Portogallo, nel 2016, sono determinati a non lasciarsi sfuggire un’altra occasione.

Praticamente tutto il mondo calcistico, ad esclusione della Francia, tiferà Croazia e per questo alla vigilia abbiamo deciso di fornire 10 validi motivi agli indecisi per tifare Francia.

Arbitrerà Pitana, garanzia di delinquenza, e al Var, manco a dirlo, ci sarà Irrati, che ormai ha eletto la postazione come sua seconda dimora.

Prima della partita va in scena un mini show piuttosto discutibile come cerimonia di chiusura, diciamo che si è visto di meglio. Questo il nostro parere tecnico a caldo:

Ormai ci siamo: è il momento degli inni. Piacevole la melodia della Marsigliese ma il nostro cuore batte all’impazzata al suono delle prime note di quello croato.

La Croazia parte subito forte ed è padrona del campo sin dalle prime battute, con la Francia intenta ad aspettare e ripartire con la velocità di Mbappè, pronto a fare di Strinic un solo boccone.

Qualche nostro amico, nel frattempo, sfida la sorte con spavalderia:

Alla prima occasione in cui la Francia mette la testa fuori dal guscio l’arbitro Pitana concede una posizione piuttosto generosa sulla trequarti. Arrivano le torri francesi ma la battuta tagliata all’interno dell’area croata trova la zucca spigolosa di Marione Mandzukic che beffa incredibilmente il proprio portiere.

La delusione è tremenda, ma c’è ancora tantissimo tempo per rifarsi, motivo per cui non disperiamo eccessivamente. Più o meno.

Veniamo intanto a conoscenza che qualche bandito ha avuto la splendida pensata di far giocare l’imprescindibile amichevole tra Atalanta e Chiasso proprio alle 17, chissà che goduria i poveri cristi costretti a perdersi la finale.

Passano poco più di 10 minuti dal vantaggio francese che Ivan Perisic, PROPRIO LUI, decide di scagliare un siluro per riportare la gara in parità. Ovviamente non capiamo più un cazzo.

Siccome si va di 10 minuti in 10 minuti al 38 è di nuovo il turno della Francia: ancora Perisic, memore della sua esperienza da pallavolista provetto, decide di colpire il pallone con la mano nella propria area. Pitana inizialmente non si accorge di nulla poi, richiamato dal VAR, decide che è il caso di accordare il rigore tra le bestemmie generali. A poco servono le nostre esortazioni ad Irrati:

Gol di Griezmann.

Veniamo a conoscenza di una statistica che ci fa ben sperare per il prosieguo della partita, ne avevamo bisogno.

Finisce il primo tempo con il punteggio di 2-1 a favore dei transalpini, che si ritrovano in vantaggio senza in pratica aver mai tirato in porta.

Durante l’intervallo arriva anche la notizia che Cristiano Ronaldo, in gran segreto, è sbarcato a Torino optando per una partenza intelligente durante la finale dei Mondiali.

Riprende la partita più o meno con lo stesso copione: la Croazia cerca di fare gioco e la Francia sta lì, sorniona e guardinga, pronta a colpire alla prima occasione utile.

Potevamo farci mancare anche l’invasione di campo durante la finale? Assolutamente no, ed è per questo che alcuni soggetti in divisa (l’invasione sarà poi “rivendicata” dalle Pussy Riot) fanno la loro irruzione all’improvviso sul terreno di gioco.

Dove non riesce la security arriva Dejan Lovren, pronto ad assicurare gli invasori alla giustizia.

La partita prosegue e arriva anche il terzo gol francese, questa volta almeno grazie ad un tiro in porta di Paul Pogba, a coronamento di un Mondiale di ottimo livello.

Il terzo gol è una dura mazzata per il morale dei croati e pure per il nostro, tanto che per un momento pensiamo di girare sull’amichevole dell’Atalanta. Passano pochi minuti e arriva anche il quarto, e chi poteva andare a segno se non Mbappè?

Altro gol di pregevole fattura, nonostante Subasic dimostri che oggi di buttarsi a terra non ne abbia granchè voglia.

Stiamo per cambiare canale quando Hugo Lloris decide di iscriversi alla lunga lista dei portieri minchioni di questo Mondiale, con una cappella che rimarrà negli annali.

Dove avevamo già visto una cosa simile? Ah sì, nella finale di Champions League, anche se questa volta l’errore di Lloris è sicuramente meno pesante in quanto non compromette la vittoria della propria squadra.

La Croazia prova a riversarsi in attacco, più con la forza della disperazione che con costrutto, ma alla fine il risultato non cambia. La Francia è campione del Mondo. Cose che mai avremmo voluto vedere e scrivere ma tant’è, onore a loro.

Piccola consolazione per la Croazia: Luka Modric viene eletto miglior giocatore del torneo.

Noi realizziamo che è tutto finito e veniamo sopraffatti da una depressione cosmica:

I francesi festeggiano in grande stile, cercando di insegnare al Presidente Macron a dabbare.

Per questo Mondiale è davvero tutto, a risentirci per Qatar 2022. Grazie a tutti quelli che ci hanno letto e seguito, e a quelli che hanno interagito con noi live, allietandoci le giornate.